Posts Tagged 'spettacolo'

PICCOLI FANS

Eravamo un bel gruppetto: cinque madri e cinque figli, (tre femmine e due maschi, uno a testa), ragazzini davanti, in terza fila, madri dietro. I vicini di posto forse avranno tremato, immaginandosi che portare cinque pargoli di venerdì sera a teatro fosse una punizione per loro, e chissà che schiamazzi e fastidio. Macché, Lula era curiosissima di vedere un allestimento "da grandi" de L’Avaro di Molière, visto che l’anno scorso aveva interpretato il ladro Freccia, e gli altri, freschi di Giulietta e Romeo, si erano documentati sulla storia e su quel grande vecchio attore che è Carlo Croccolo. Sono stati bravissimi, attenti dall’inizio alla fine, giusto ogni tanto uno di loro si girava per chiederci piano qualcosa, o per fare un commento. Dopo gli applausi finali sono corsi davanti all’uscita degli attori, piacevolmente stupiti nel trovarsi davanti ‘sti ragazzini  a caccia di autografi. Li hanno fatto entrare perché Croccolo ci avrebbe messo un bel po’ a cambiarsi, così hanno pure fatto un bel giro dietro le quinte e nei camerini.

Insomma, è stata una bella alternativa ai Cesaroni.

Sto qui davanti alla tastiera da un bel po’. Il post di bilancio è in preparazione, o meglio in decantazione.

C’è stato lo spettacolino natalizio a scuola di Lula, l’ultimo delle elementari. Il repertorio per flauto andava da Tu scendi dalle stelle a We shall overcome,  hanno recitato poesie (da Neruda a Pascoli), ma il pezzo forte è stato il ballo a coppie con la musica di Oh, Susanna e lancio finale dei cappellini rossi da Babbo Natale. Io mi commuovo sempre un po’…

[Un po’ di tristezza per il bambino a cui è stato vietato dai genitori, per motivi religiosi, di partecipare allo spettacolo, e per l’altro che invece non aveva nessuno a vederlo e applaudirlo (né i genitori che in otto anni, contando anche la materna, non  si sono mai visti, né la nonna che lo viene a prendere all’uscita.)]

 

FENG SHUI E PALCOSCENICO

Ieri ho fatto un po’ di  feng shui, liberando lo spazio chiuso da due ante di libreria da stratificazioni decennali di fotocopie, appunti, quaderni, tesi, tesine, dispense, schedari, foto di quadri, cartoline e molto altro. Tre sacchi sono stati definitivamente eliminati. Quello che considero ancora degno di conservazione è stato traslocato in un posto meno accessibile, la parte superiore di un armadio dove giacciono da quando vivo in questa casa i risultati periodici di queste operazione di “svecchiamento” e conquista di spazio, più una macchina da scrivere di Sten sacra e intoccabile. Quel degno di conservazione comprende i quaderni degli appunti di filosofia e di storia dell’arte del liceo, quelli delle lezioni dei corsi universitari che ho più amato, la tesina per la maturità scritta a macchina, tutto il materiale raccolto per la tesi di laurea,  le tesine dell’università e fotocopie di testi che magari un giorno, chissà, potrebbero tornarmi utili. Ah, poi ci sono i quadernoni  ereditati da mia sorella con le sintesi di due volumi del manuale di storia di Villari, utilizzati per l’esame con lo stesso Villari e in diverse altre occasioni di studio per concorsi.

Il salvabile di biblioteconomia l’ho portato in ufficio, ma credo che anche lì durerà poco.

Dopo mi sentivo proprio bene, e con quest’ottima predisposizione mentale sono andata a vedere Lula che per il secondo anno calcava un palco teatrale, con un particolare adattamento de L’Avaro di Molière (lei ha interpretato il servitore del figlio di Arpagone, l’avaraccio.)

COSE DA VEDERE

Dopo lo sfogo del post precedente ho mandato pure una letterina a Repubblica e rotto le palle a tutte le persone che mi capitavano a tiro. Quindi, capitolo chiuso.

 

Volevo raccomandare caldamente i romani o chi passa da Roma nelle prossime settimane di non perdersi la mostra dedicata a Hugo Pratt, Corto Maltese, La letteratura disegnata, che sta per concludersi al Vittoriano. E’ bella, una felice scoperta per chi, come me, non ha mai letto le storie del romantico capitano e non aveva mai avuto l’occasione di vedere gli acquerelli dell’autore.

E poi, in un impeto di attivismo culturale ho comprato un bel numero di biglietti (il doppio di quelli consentiti, ma al tipo alla cassa girava bene – o forse gli ho fatto gli occhi dolci?) per Carta Bianca di Ascanio Celestini che il 28 sarà all’Auditorium, mentre il 26 Sten ha rimediato due inviti alla prima di Nomade del Cirque Eloize al Teatro Eliseo.

Mi sembra un avvio di autunno stimolante.

SEGNALAZIONI

Oggi niente lamenti dopo una notte troppo affollata di sogni (banali), e di zanzare (stronze). Ma al risveglio la tossetta affannosa era sparita, grazie forse alle cure amorose di Sten.

E allora via con le segnalazioni.

E’ uscito il numero zero della rivista online I monologhi della varechina, e credo che valga la pena cominciare a seguire questo nuovo spazio di scrittura tutto al femminile. Il titolo poi, giocato sui celebri monologhi teatrali di Eve Ensler, mi sembra geniale.

 varechina_copertina_00

Stasera poi vado a teatro a vedere Perversioni sessuali a Chicago, di David Mamet, dove recita la mia amica Marcy. E’ in scena fino all’11 giugno al Teatro Rossini di Roma, un mese fa era alla Casa delle Culture e me l’ero perso.  

perver.sess.chicago

SPETTACOLI

La piccola Lula è apparsa per prima sul palco, ha recitato il suo prologo e poi si è addormentata sulla sedia, esterna al sipario, dando il via al Sogno di una notte di mezza estate. Svegliata da un Puck femmina con lunghi capelli rossi (di maschi, nella compagnia, ce n’era uno solo, timidissimo e smemorato…) è entrata nella storia, nel sogno, trasformandosi anche nel re Oberon con il mantello rosso.

Alla fine dello spettacolo, anzi, dei due spettacoli, visto che ha fatto anche un balletto per Chorus line, messo in scena dal gruppo delle medie, dopo ore di digiuno, i capelli appiccicosi di lacca, gli occhi chiari cerchiati di rimmel nero colato, la mano che stringeva la rosa rossa regalata dal regista e dalla coreografa, nell’altra i fiori che le aveva portato la zia, sulla spalla il borsone, Lula era raggiante, sovreccitata.

“Lo sapete quali sono stati finora i giorni più belli della mia vita?” Ha chiesto a me e a Sten oggi, dopo una lunghissima dormita.

Senza aspettare che provassimo a indovinare, si è risposta da sola: “il vostro matrimonio e ieri.” 

Accipicchia! Ah, il nostro matrimonio… Domenica prossima anniversiamo.

 

Non c’entra niente, ma oggi su rai 3, alle 14.30 è stato trasmesso Scemo di guerra, il monologo teatrale di Ascanio Celestini, la storia del 4 giugno 1944, della liberazione di Roma, evocata attraverso i racconti del padre, che allora aveva otto anni. Se non vi è capitato di vederlo a teatro, e se vi siete fatti sfuggire questa registrazione televisiva, magari compratevi  il video, perché ne vale davvero la pena.

Meno tre

Mi sono svegliata alle quattro e mezzo del mattino, e non sono riuscita più a dormire. Non avevo particolari ansie, forse era l’effetto delle due pasticche di cortisone prese la sera. Così durante la terapia, complice anche la flebo preparatoria antiallergizzante, me ne sono stata sonnacchiosa e pensierosa. Una delle tre “colleghe” che incontro sempre è ricoverata da due giorni, mi sono affacciata a salutarla, ma era il momento delle visite. Ora sta meglio, il suo stomaco non sopporta proprio la chemio, è dimagrita undici chili e rischiato la disidratazione.

Anche oggi non ho potuto far vedere al dottor Zeta la tac, quando l’ho chiamato prima di entrare in ospedale stava all’aeroporto, in partenza per gli Stati Uniti. Immagino, e spero, per un convegno che lo faccia diventare ancora più bravo.

Comunque, siamo a meno tre. E comincio a vedere la fine della battaglia.

Durante le ore di veglia notturna pensavo al fatto che nel mio quartiere non esiste una libreria. Esistono decine di banche, ma non una libreria (e nemmeno un negozio di dischi.) In piazzetta è rimasto sfitto il locale dove c’era l’alimentari e poi un negozio di borse per pochi mesi, ma sembra che il proprietario chiede un affitto mostruoso. Peccato, sarebbe carino, accanto al bar dell’egiziano con i tavolini fuori, colmare questo vuoto culturale. Se c’è qualche mecenate che ha soldi da spendere me lo faccia sapere.

Sabato sera Lula debutterà come attrice nel Sogno di una notte di mezza estate (adattato per bambini delle elementari…). Fa la narratrice, che poi entra nella storia insieme ai personaggi shakespeariani. L’hanno anche coinvolta per un pezzetto di musical del gruppo delle medie. E’ molto emozionata, e so già che mi emozionerò pure io. Core de mamma. 


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