Posts Tagged 'pillola del giorno dopo'

Scrivo, cancello e riscrivo

Scrivo, cancello. Riscrivo, cancello ancora. Salvo un file ripromettendomi di continuare a mente fredda le prime frasi rabbiose che ho buttato giù. Mi dico: è Pasqua. Forse non è di buon gusto attaccare le posizioni ufficiali della Chiesa cattolica proprio oggi. Ma la Chiesa cattolica non si è preoccupata se fosse opportuno e di buon gusto entrare a gamba tesa in campagna elettorale, e fare il battimani quando i vincitori ossequienti hanno strillato che avrebbero lasciato marcire un farmaco approvato dallo Stato italiano da utilizzare – sotto stretto controllo medico – come mezzo abortivo alternativo alla chirurgia. Qualcuno delle gerarchie cattoliche ha addirittura invitato a disubbidire leggi ingiuste. E l'introduzione del reato di clandestinità non è una legge ingiusta? Scrivo, cancello, riscrivo. Ma sono troppo indignata, offesa. Possibile che in questo Paese certi diritti e certe conquiste civili debbano essere continuamente messe in discussione? Possibile che sia così difficile ammettere che l'aborto non può essere vietato – ci sarà sempre, c'è sempre stato, clandestinamente provocava molti più danni e pericoli per la salute e la vita delle donne? Anche un bambino delle elementari a cui si faccia uno straccio di educazione sessuale capirebbe che se si vogliono diminuire gli aborti – e specialmente le donne vorrebbero non dover mai essere messe nelle condizioni di fare una scelta così dolorosa, dolorosissima, sia che avvenga per mezzo chirurgico che attraverso sostanze chimiche – prima di tutto bisogna non demonizzare la contraccezione, anzi diffonderla, e non demonizzare la pillola del giorno dopo, che è uno straordinario mezzo per evitare un aborto in casi di emergenza (una violenza sessuale, un preservativo rotto, un ripensamento dopo un rapporto sessuale consenziente non protetto, tanto per fare degli esempi concreti in cui dovrebbe essere normale poter utilizzare una cosa che non è né un contraccettivo e nemmeno una pratica abortiva).  
Ma no, si diffonde l'obiezione di coscienza, i farmacisti si rifiutano di vendere le pillole del giorno dopo, i neoeletti presidenti di Regioni si trasformano in crociati della Chiesa.
Ieri in un articolo su Repubblica Veronesi ha scritto che "Togliere a una donna la possibilità di interrompere la gravidanza farmacologicamente, invece che chirurgicamente, è solo una inutile punizione fisica. Il quadro che ne deriverebbe è che le donne meno informate, meno abbienti e che si ritrovano nelle situazioni più tragiche (pensiamo a chi è vittima di violenza sessuale) subiranno un intervento chirurgico evitabile, mentre quelle più colte e con maggiori mezzi finanziari si rivolgeranno ad altre regioni o alle cliniche private, magari all' estero. Il rischio è inoltre che si crei un "mercato nero" della pillola. Rinunciare alla maternità è una scelta non solo drammatica, ma che fa paura e la paura ci fa facilmente cadere in balìa di chiunque ci prometta di liberarci in fretta dai nostri spettri."

Leggo queste parole, e tante altre. Scrivo, cancello e riscrivo. Non voglio cancellare più. Ecco, in questa settimana si è visto che non è del tutto indifferente chi vince le elezioni. Non sono tutti uguali. C'è chi pensa di calpestare leggi, diritti e soprattutto i sempre maltrattati corpi delle donne. E chi no.

 

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SOCCORSO PER LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Grazie alla tempestiva informazione data da Davide Malesi sul suo blog ho saputo che da oggi, 14 giugno 2008, è in piedi questa meritoria iniziativa di Soccorso Civile:

Una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo?
Se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Oltre alla ricetta, riceverai tutta l’assistenza necessaria per denunciare i medici e le strutture che ti hanno negato un tuo diritto.
Se sei un medico e vuoi attivarti nella tua città, manda una mail a soccorsocivile@lucacoscioni.it.

[Ho copiato da qui]

Diffondete, sui vostri blog, perchè i mezzi d’informazione tradizionali è difficile che daranno spazio a questa notizia. La pillola del giorno dopo non deve sostituire l’uso corretto degli anticoncezionali, ma i preservativi si possono rompere, l’impeto del momento può far dimenticare di usarli, oppure può succedere di peggio: un rapporto sessuale subito con violenza. Per tutto questo, per evitare una gravidanza indesiderata senza dover ricorrere all’aborto c’è questa soluzione di emergenza che impedisce la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo. La pillola deve essere assunta in tempo, quindi se qualche medico scellerato si rifiuta di prescriverla rivolgetevi ai numeri di Soccorso Civile.

NON SO DARE UN NOME A QUESTO POST

“Questo certificato è un po’ confuso… Insomma, l’oncologo elenca le terapie, dice che deve fare molti controlli, ma come sta adesso non si capisce.”

“Il certificato dice che sono a rischio di ulteriore progressione della malattia, che le terapie ormonali possono provocare osteoporosi, che tra gli effetti della pregressa chemioterapia c’è la neuropatia periferica sensoriale. E comunque ho portato i referti di ecografia e tac successiva alla visita che mi avete fatto due anni fa, c’era ancora una metastasi…”

“Allora ‘ste metastasi ci sono ancora?”

“No, per fortuna no. Come può vedere da quest’ultima Tac… Ma lei capisce che non è tanto facile sentirsi del  tutto guariti dopo che si è stati operati per un carcinoma mammario – che nel 2000 non avete considerato patologia così grave da accordarmi i benefici della legge 104 – che metastatizza dopo sei anni. Lo stress dei controlli… C’è anche il certificato del mio terapeuta.”

“Sì sì, lo capisco. Ma io devo fare una diagnosi. Che diagnosi le faccio io, co’ sto certificato?”

“Il medico è lei, lo deve sapere lei che diagnosi deve fare. Ha il certificato dell’oncologo che mi cura da otto anni, ha i referti radiologici, ha il certificato di uno psichiatra psicoterapeuta… A me interessa solo che mi confermiate la 104 per i permessi sul lavoro, di cui come vede ho bisogno.”

“Nessuno gliela vuole togliere la 104. Ma io devo fare una diagnosi… Vediamo un po’ questa Tac, mmmh, almeno da qui si capisce qualcosa.”

Nel frattempo era arrivato il secondo membro della commissione, uno psicologo. (Fino a quel momento eravamo solo io e il simpaticone, medico del lavoro. Il Presidente invece non c’era, e a naso direi che una Commissione Invalidità senza Presidente, e con due soli membri, non è regolare.)

“Se vuole passare dal collega psicologo…”

Con il collega psicologo il dialogo è stato sensato, ha letto con attenzione il certificato, mi ha chiesto delle terapie antidepressive e di quelle ormonali e io gli ho parlato degli effetti sull’umore di queste ultime.

“Per me va bene così, può andare.” Ha concluso con un sorriso incoraggiante.

Uscita da lì avrei spaccato tutto, a casa dei miei, dove Lula aveva trascorso la mattinata inventandosi un mal di pancia perché non aveva studiato per la verifica di storia, ho avuto una crisi di nervi. Magari me l’avranno pure confermata ‘sta 104, ma come sempre c’è da combattere. Pesi su pesi. Piove sul bagnato.

E cambiando argomento, ma sempre in campo sanitario restiamo, ecco cosa succede se una donna ha bisogno di prendere la pillola del giorno dopo: lo racconta Flavia Amabile sulla Stampa e sul blog Sorelle d’Italia. E qui, ecco cosa fare per denunciare chi si rifiuta di prescriverla in nome di una fantomatica obiezione di coscienza. (E grazie a Davide Malesi per aver segnalato le due cose sul suo blog.)


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