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CONSOLAZIONE

Condizionale e presente

Ho fatto 1 al Superenalotto. Già vagheggiavo di "give up my job", come ho fatto a lezione d’inglese ieri, a proposito del condizionale di secondo tipo: cosa faresti se diventassi a millionaire?  Sì, appunto, la if clause è improbabile, quindi la puoi sparare grossa. Questa non è tanto grossa, in fondo. E’ che proprio non mi va più, e le ho pensate tutte: un periodo di aspettativa, un part-time verticale di un mesetto, la vincita strepitosa di cui sopra, qualcuno mi offre un lavoro strafico – interessante, divertente, ben retribuito, ma non fagocitante. Ah, ah. Questo sì che è condizionale del secondo tipo (the situation or condition is improbable, impossible, imaginary, or contrary to known facts.)

Ma passiamo alle cose serie. Al presente secco di ciò che accade. 

Obama dà il via libera alla ricerca sulle staminali embrionali, Berlusconi dà il via libera all’ampliamento delle cubature.  Uguale uguale.

Per snellire le procedure parlamentari il nostro premier edilizio propone che a votare siano solo i capigruppo. Chi non è d’accordo può votare contro o astenersi. Ma sì, già che ci siamo aboliamolo proprio, il Parlamento, almeno si risparmiano un bel po’ di soldi e tempo. Se qualcuno non è d’accordo con quello che fa Mister Aggiungeteunastanzanellavostravilla è invitato a lasciare il paese, per non intralciare l’attività delle ruspe del governo. C’è da demolire una democrazia e ricostruire un regime con il 20 % di conflitto d’interesse in più.

TOLLERANZA E CURIOSITA’

                                                    

giuramentobama                                                                            tolleranza e curiosità

(dal discorso di Barak Obama a  Washington, 20 gennaio 2009)

Se Obama riuscisse sempre a ispirarsi a questi valori, e con lui il mondo intero, allora sì che il mondo potrebbe diventare un luogo migliore, di più, un luogo splendido in cui vivere.

Però, anche solo aver pronunciato quelle parole davanti a milioni di persone, è di per sé un valore che continuerà ad alimentare una speranza di cambiamento.

Lula ieri sera mi ha chiesto se il Presidente degli Stati Uniti "comanda" anche il nostro paese, visto che siamo così contenti.

"Non lo comanda direttamente, ma ha un potere talmente grande che le sue scelte possono cambiare il destino di tutti."

Intanto in televisione è passata l’immagine di Bush che saliva sull’elicottero lasciando finalmente la scena.

"Tiè!" ho esclamato facendo il gestaccio, e Lula si è messa a ridere.

Con quello lì tolleranza e curiosità zero.

OBAMA

Mi sono emozionata, come tutti. Più di ogni altra cosa però mi hanno emozionato le lacrime di Jesse Jackson. afp143082840511062557_bigMi ha emozionato vedere tutta quella gente che aspettava di vivere il momento atteso da tanto tempo; mi ha emozionato il discorso di Obama a Chicago; la partecipazione di chi per la prima volta sentiva di aver contato,  la sensazione di vivere un momento di svolta epocale.

Potrebbe essere retorica. Certo. Ma anche solo questo, aver spinto al voto 14 milioni di persone in più, è un fatto straordinario.  

                                                                                            


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