Posts Tagged 'montagna'

Fine estate

Oggi sono ufficialmente terminate le mie vacanze, che soprattutto negli ultimi dieci giorni sono state vacanze vacanze. Stacco completo, ero in un posto dove non c’era campo per il cellulare, ergo nemmeno per Internet, tranne quando eravamo in spiaggia. 560501_10201753824278056_748988753_nNiente televisione, in mezzo alle montagne a qualche chilometro da Maratea, tra pecore, capre e mucche, dei bravissimi musicisti tra gli ospiti, il pastore novantenne che portava il formaggio e veniva a socializzare ogni sera, il silenzio del tramonto rotto dai campanacci delle mandrie, i preparativi per la cena che oscillava tra i venti e i trenta coperti, il mare del giorno dimenticato quando si tornava su, a casa.

Ci voleva. Immersione nella natura e nei sensi, l’anima ripulita dai grumi di sofferenza dei mesi passati. Le radici per un nuovo inizio.

La pioggia di settembre

Siamo sbarcati in Italia con la pioggia, dopo sedici giorni di Corsica che, come sempre, non delude.

Prima il cuore, Corte e le due valli della Restonica e del Tavignano, bagni nei fiumi, camminate a tratti durissime e la soddisfazione di sentire ammettere Lula che “ne valeva la pena”, salvo scoprire che il lago Melu era troppo freddo per bagnarcisi più di trenta secondi.

Poi il sud che ormai, al quarto viaggio, conosco bene, stavolta niente campeggio ma uno chalet nella macchia, dove la sera si avvicinava un cinghiale, più simile al facocero Pumba che a uno di quei bestioni maremmani con le zanne, alla ricerca di un po’ di cibo.

Il mare pulito, i blocchi di granito di punta Capineru al tramonto , sabbia rosata o bianca, torri, sentieri, le falesie di Bonifacio , le mucche di cala Rondinara e l’inconfondibile profilo leonino della roccia che sovrasta Roccapina.

Le bevute di mirto e birra Pietra nel campeggio dei nostri amici, troppo tranquillo per un gruppo di adolescenti inquiete.

L’unico dispiacere è di non aver potuto condividere questa bellezza fino in fondo con tutte le persone che avrebbero dovuto essere lì con noi, e che invece sono dovute andare via molto prima del previsto.

Altri pensieri, uno in particolare sapete quale sia, si affacciavano di tanto in tanto, ma la vacanza è stata talmente vacanza in senso letterale, che riuscivo ad allontanarli, spostandoli più in là, un poco più in là, dove ora mi aspettano. 

Pausa rigenerante

Sono sulle Dolomiti bellunesi, con Lula, che mi sta graziosamente prestando il suo netbook rosa.

C’è un tempo magnifico, belle piste su cui sciare attorno al Monte Civetta, e quando si raggiunge il punto più alto si vede la Marmolada, il Gruppo Sella, il Monte Pelmo e boh, un sacco di altre cime dolomitiche che diventano rosa quando il sole inizia a calare. E’ bello, bellissimo.

Questo stacco ci voleva, ossigeno, velocità, sole, pochi pensieri, quella stanchezza fisica che la notte ti fa fare sonni pesanti, affollati di sogni.

Però ci manca Sten, che non ha potuto seguirci – e forse anche se avesse potuto chissà se avrebbe tradito le sue montagne natie?

E mi manca papà, con cui ho imparato a sciare quando ero piccolissima, quando gli sci erano ancora di legno, gli scarponi con i lacci, e si saliva solo con gli skilift, sul monte di Roma, il Terminillo.

 

 

la botte non è mai piena se la moglie è ubriaca

 Sono qui. Rigenerata dalla settimana di sci-cibo-dormite interrotta giusto a metà dalla febbre che mi ha inchiodata un giorno a letto.  Dopo esattamente ventiquattro ore tutto passato, di nuovo sulle piste cercando di beneficiare degli sprazzi di sole che di tanto in tanto si affacciavano, visto che il tempo non è stato fantastico. Ma insomma, meglio della schifezza assoluta dell’anno scorso. Compagnia carina, con un bel gruppo di figli undici-dodicenni, più uno di tre, una di otto e uno di quindici, le cui esuberanze erano decisamente mal tollerate da Frau K., la burbera proprietaria della pensione. Dopo la prima sera di terrore, ha dovuto accettare che i ragazzi mangiassero ad un tavolo tutto per loro, e che andassero a dormire più tardi di noi genitori senza per questo doversi aggirare come una furia bussando nelle stanze per imporre il silenzio.
Ho fatto vacanza totale, anche dalla rete e dalla scrittura. Sono giusto riuscita a leggere Le perfezioni provvisorie di Carofigio, la moleskine è rimasta nel cassetto e il portatile si è impallato per colpa di una chiavetta che avrebbe dovuto permettere la connessione a internet.

Durante il lungo viaggio di ritorno ho fatto in tempo a sapere dell’ennesimo terremoto devastante, in Cile, che Emma Bonino aveva sospeso lo sciopero della fame, che l’Italia del rugby aveva battuto la Scozia e che il popolo viola stava manifestando per la legalità a piazza del Popolo.

Mi dispiace che domani, per colpa di questa settimana di vacanza, non potrò andare a Bologna per incontrare tutte le bloggheresse battagliere, o cancer bloggers, come ho intitolato i link ai loro blog, chiamate a raccolta dalla nostra Sissi arrivata oggi dalla Francia. Insomma, sono riuscite in pochi giorni a mettere d’accordo tutte. Tranne me. Ho scritto poco fa sul blog di Rosie/Camden che mi sento come se non potessi partecipare alla mia festa di compleanno. E’ proprio così, accidenti!
Mi consola solo la certezza che le cose si stanno muovendo nel verso giusto perché possa avvenire presto un altro incontro, magari "fondativo". 

meno tre

 Piove che la manda, domani ho la visita per la revisione dell’invalidità e sto contando i giorni (solo tre, ormai) alla partenza per la montagna.Quel lusso a cui non riesco proprio a rinunciare, anche se ogni anno, quando poi si avvicina il momento, mi viene l’ansia a pensare quanto costano lo skipass, e l’affitto degli sci, e qualche lezione per Lula, e la pensioncina semplice ma pur sempre confortevole, con quelle colazioni megagalattiche e la cena altoatesina (o sudtirolese, come direbbe mio suocero) servita ad un’ora per noi improbabile. Sì, è un lusso, almeno per noi, e soprattutto se poi si fantastica su viaggi estivi verso mete lontane. Ma non c’è niente di meglio, per staccare in questa fase dell’anno, dell’aria buona di montagna, dello sci, che secondo me è lo sport più bello che esiste, lo strudel a merenda in un rifugio, il riposo mentale assoluto.
Quando tornerò sarò pronta anche a ricominciare ad aprire il blog alle questioni che ho un po’ trascurato negli ultimi tempi: la politica, per esempio. Dalla protezione in-civile, alla donna-tangente, dalle elezioni regionali, all’altalenante desiderio di ritrovare una via per l’impegno.
Adesso direi solo un mucchio di banalità. Molto sentite, ma del tutto inutili ad alzare il livello del dibattito, come si diceva un tempo. 
 

NEVICAVA, SEMPRE

sciliar dallEccomi qua. Ma quanto ha nevicato, quanto, quanto… Non credo di aver mai visto così tanta neve nella mia vita. Il sole l’ho visto il primo giorno e oggi, prima di ripartire. Però, che posto magnifico! Lo conoscevo solo nella versione estiva di prati sconfinati e mucche pascolanti, niente a che fare con i pendii candidi da attraversare sciando sfidando nebbia, precipitazioni nevose e vento sferzante…

Grandi sciate, comunque, grazie anche alla comodità di poter mettere il naso fuori di casa con gli sci ai piedi e sfrecciare con Lula verso la nostra pista preferita. Poi andavamo a raggiungere gli amici, Sten, che usciva prima di noi, e per ore andavamo su e giù per l’Alpe, con immancabili soste nelle baite.

Grandi mangiate, grande isolamento, riposo e fantasticherie di una vita divisa equamente tra mare, montagna e città. E mettiamoci pure un po’ di campagna autunnale, che non guasta.

alpe di siusi 2009 018

PAUSA RIGENERANTE

Dopodomani vado in montagna: ossigeno, neve, sci, riposo, sole (spero) e cene alle alle sei del pomeriggio. Sì, la signora della pensione ieri mi ha comunicato che lassù sull’Alpe si cena alle sei puntuali.

Porterò con me un manuale per scrittori di memorie e autobiografie, Le ceneri di angela e il pc, con il mio progressive book che continuo con fatica a scrivere. La lettura del diario di battaglia di Corrado Sannucci  ha avuto effetti contraddittori: è uno stimolo a dare visibilità e voce a queste nostre storie di combattenti, ma quando leggo un libro scritto così bene "sulla mia materia" mi dico che non riuscirò mai a fare altrettanto e un pochino mi scoraggio.

Vero pure che avevo deciso di non leggere più niente del genere, in questa fase, ma A parte il cancro tutto bene mi chiamava da tempo. E poi ha un titolo bellissimo, com’è bella la sua spiegazione. E poi ci sono altre ragioni ma insomma, la sostanza è che ora l’ho letto e ne sono felice.

Volevo scrivere un po’ di politica, ma no, è troppo deprimente l’argomento, tra scioperi virtuali, centrali nucleari, ronde, rutelli, mense scolastiche quaresimali, lasciamo perdere che quasi quasi resto sulle montagne.


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