Posts Tagged 'legalità'

No al bavaglio

Pubblico integralmente l'appello contro la legge sulle intercettazioni telefoniche ("legge bavaglio") che è possibile firmare qui

APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA

“La libertà è partecipazione informata”

Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).
Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà 
Fiorello Cortiana 
Juan Carlos De Martin 
Arturo Di Corinto 
Carlo Formenti
Guido Scorza 
Alessandro Gilioli 
Enzo Di Frenna 

Piazza bella piazza

piazzadelpopolo

 La piazza dalle tante bandiere diverse, dalle voci molteplici e consonanti, dalle passioni forti e dalle intelligenze lucide. La piazza con le radici democratiche ben piantate nella terra, e le aspirazioni ideali puntate verso il futuro.
La piazza che vuole un Paese migliore, dove non si rida e si speculi sui terremoti, non si muoia sul lavoro, non si facciano leggi per salvare uno mentre il resto cola a picco. Un Paese dove il presidente del consiglio non faccia pressione sull'autorità di controllo per bloccare programmi televisivi sgraditi, e non cambi le regole per salvare chi le ha violate. Un Paese dove il direttore della prima rete pubblica nazionale non possa permettersi di occultare la realtà e raccontare solo quello che fa comodo al capo – presidente del consiglio e proprietario delle principali televisioni private. Un paese dove non si torni al nucleare e si cominci finalmente a investire sulle energie rinnovabili. Un Paese che non faccia a pezzi la scuola pubblica, l'università e la ricerca. Un Paese dove i cittadini eleggano i propri rappresentanti, per fare leggi d'interesse generale, che tutti devono rispettare e i magistrati applicare, dopo averle interpretate. Un Paese dove chi è inquisito non può essere eletto. Un Paese dove chi evade le tasse non viene premiato con lo scudo fiscale. Un Paese dove la protezione civile si occupa di emergenze e non di procurare appalti aggirando procedure trasparenti.  Un Paese il cui ministro della difesa non fa il buttafuori per conto del capo durante una conferenza stampa. Un Paese in cui i giornalisti raccontano la realtà, fanno domande al potere, e il potere risponde.
 La piazza, fatta di persone, giovani e meno giovani, lavoratori o licenziati, precari o pensionati, vuole un Paese accogliente con gli stranieri, solidale e di cui non doversi più vergognare.
Piazza bella piazza. Del Paese che vorrei.

Qui ad Atene…

Anche oggi, come ieri, sono andata in piazza a protestare contro il decreto salva liste. E' stato letto il discorso di Pericle agli Ateniesi e molti cittadini indignati hanno avuto la possibilità di prendere la parola. Un gran bell'esempio di democrazia e partecipazione che dovrebbe fare scuola. Sul palco è salito anche un magistrato di Cassazione che ha fatto il discorso più toccante e lucido esordendo con "se non ora quando?" Quando un magistrato potrà intervenire pubblicamente in difesa della legge che per mestiere deve applicare? Quando potrà ribellarsi, se non adesso, ai farneticanti attacchi ai formalismi come se forma e sostanza in democrazia non fossero spesso indispensabili l'una all'altra? Quando difendere il principio di legalità dall'abuso e dall'arbitrio, se non adesso?
Spero che sia chiaro per tutti che qui non si tratta di attaccarsi ai cavilli e che leggi e principi del diritto non sono giochetti da azzeccagarbugli, ma impalcature che se vanno in pezzi – come stanno andando – faranno crollare quel poco di vita civile che ancora esiste in questo paese. Non credo di essere eccessiva. Ma è ora di smetterla di accettare che giorno dopo giorno vengano smantellati pezzi di democrazia, pezzi di Costituzione, pezzi di Stato di diritto.

Principio di legalità

Adesso si scatena l'antilegalità in tema elettorale. Questi signori hanno stufato: lo dicessero chiaro che non intendono rispettare nessun genere di norma, da quelle costituzionali a quelle elettorali. 
Se presento in ritardo la domanda a partecipare ad un concorso non ci sono santi che mi ripescano. E non mi sognerei di accusare qualcuno di voler impedire la mia partecipazione a quel concorso, o considerare un formalismo senza importanza rispettare i termini stabili da un documento ufficiale. Se ho fatto io la cazzata, ne pago le conseguenze. 
Quindi voglio vedere cosa partorirà stasera il Consiglio dei Ministri, dopo l'incontro Berlusconi Napolitano, che appare piuttosto contrariato e perplesso da un eventuale soluzione "politica" del pasticcio che hanno combinato. Troveranno il modo di salvarsi da una sconfitta a tavolino? 
Se succederà, tutti coloro che per qualche ragione non rispetteranno in futuro i termini per pagare le tasse, iscriversi a scuola, all'università, a un concorso, partecipare a una gara d'appalto, fare ricorso contro una sanzione o un provvedimento giudiziario, dovranno essere autorizzati a trovare la scorciatoia per aggirare il problema.
Alla faccia del principio di legalità.
Ma tanto lo sappiamo che questo principio fondativo dello Stato di diritto è di questi tempi considerato un orpello di cui liberarsi ad ogni occasione.
Princeps legibus solutus est. Questo è assolutismo.

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI. TUTTI. MA PROPRIO TUTTI

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. "

Costituzione della Repubblica italiana, Articolo 3

Che se lo stampino in fronte quei geni degli avvocati di Berlusconi (La legge è uguale per tutti, e pure la sua applicazione)


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