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Il secondo compleanno senza Anna Lisa e altre riflessioni

Ieri sarebbe stato il compleanno di Anna Lisa. Purtroppo non sono potuta andare dalle sue parti, dov’è stato organizzato dall’infaticabile nucleo montecatinese dell’associazione Annastaccatolisa un’iniziativa per ricordarla, raccogliere fondi e ascoltare come procede il lavoro di Cristina Raimondi, la ricercatrice che sta usufruendo della borsa di studio che abbiamo istituito per sostenere la ricerca sul cancro al seno. So che è stata una giornata bella e intensa, e so anche che in tanti ieri abbiamo rivolto un pensiero a lei, ad Anna Lisa, anche in quel modo un po’ strano che è scrivere sulla sua pagina Facebook.

Proprio in questi giorni sto scrivendo di lei, con molta fatica, aiutandomi rileggendo il blog, il libro, i commenti e le mail che ci siamo scambiate. Sto scrivendo di lei e di noi che abbiamo scelto (o c’è capitato inevitabilmente) d’infrangere il tabù del silenzio e dell’occultamento che storicamente accompagna il cancro raccontando pubblicamente in un blog proprio l’esperienza di malattia che più di ogni altra si tende a tenere nascosta, o almeno riservata.

Ieri ho avuto un’interessante suggestione da un’amica blogger dei primi anni gloriosi di scrittura in rete, mentre le parlavo del progetto prima di andare a sentire insieme il commovente omaggio a Tabucchi alla Festa del libro. Mi ha detto: “potresti parlare anche di chi, pur avendo un blog ha deciso di non utilizzarlo per raccontare questo aspetto della propria vita.”

Credo proprio che lo farò, anche perché troppo spesso ho dato per scontato che la nostra scelta fosse giusta e utile, senza confrontarmi con le altre possibilità, e le motivazioni che le sostengono.

 

 

Annastaccatolisa, un anno dopo

Oggi Annastaccatolisa ha compiuto un anno, a Montecatini com’è giusto si festeggia, anche se, confesso, dopo aver parlato un po’ con Roberta, la mamma di Anna Lisa, dopo la riunione che abbiamo fatto ieri a Firenze, mi rendo conto che tutto quello che stiamo facendo, abbiamo fatto e che faremo è solo una microscopica goccia che tenta di colmare l’abisso di dolore che inghiotte una madre, sola, che ha perso due figli, uno per un incidente sul  lavoro, e l’altra dopo tre anni di malattia e sofferenza. Lei ce la mette tutta, ma Alessandro e Anna Lisa non ci sono più. Pensando a questo, e parlandone con Milva, abbiamo deciso di regalare a Roberta un libro, l’ultimo di Grossman, Caduto fuori dal tempoche trasforma in poesia lo strazio per la perdita di un figlio, il lutto più inaccettabile.

Tornando a casa, in treno, ho saputo della strage di bambini a Newtown, negli Stati Uniti, e di nuovo il pensiero è andato ai genitori, quei genitori rappresentati senza retorica dalle lacrime di Obama, che mi auguro agisca in fretta contro la maledetta lobby delle armi, agisca e promuova una revisione della Costituzione americana, cancelli quel secondo emendamento che fa del possesso delle armi un diritto.

Ma per riprendere il motivo di questo post, il compleanno dell’associazione, vorrei chiudere con un ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito a farla nascere, crescere, vivere, e a tutti voi che continuate e continuerete a sostenerla. Lo so, il momento è difficile, ma come ripeto spesso, basta pochissimo, ma essere in tanti. Per ora siamo più o meno a quota 30.000 euro, 20.000 già impegnati per la borsa di studio sul progetto di Cristina Raimondi sulle cellule tumorali circolanti. Vorremmo andare avanti sulla strada intrapresa, perché, come diceva ieri Milva prima di salutarci, “possibile che andiamo su Marte e non siamo ancora in grado di curare ogni tipo di cancro?”

Un caffè per Annastaccatolisa

Lo so, è un po’ tardi, ma molti di voi lo sanno per altri canali: solo oggi è possibile donare tramite SMS (1  o 5 euro) per Annastaccatolisa. Basta andare sul portale solidale 1 Caffè, in homepage troverete una scheda sull’associazione, poi cliccate in basso sul pulsante Offri un caffè e vi verrà spiegato come fare per registrarvi e poter inviare uno (o più!) SMS.

Fate presto, c’è ancora tempo!

Attese, impegno, soddisfazioni

C’è ancora tempo prima di esaminare con più accuratezza il fegatuccio. Un mese mi è stato abbonato, ma almeno due devono passare dalla tac di luglio, quindi aspetto e penso ad altro. Ah ah ah! No, davvero, penso ad altro. Ho avuto e ho un bel po’ da fare per Annastaccatolisa, sono arrivate delle belle candidature per la borsa di studio e il 6 ottobre a Montecatini ci sarà la premiazione, un convegno divulgativo sui carcinomi mammari triplo negativi e naturalmente si parlerà di Anna Lisa, della scrittura che cura e dell’importanza della solidarietà per sostenere la ricerca scientifica. L’associazione non ha nemmeno nove mesi, e mi sembra gigantesco quello che siamo riusciti a fare, quello che tutti voi avete contribuito a fare, iscrivendovi, facendo un’offerta, partecipando alle iniziative organizzate per la raccolta fondi.

Sarebbe bello incontrarci tutte e tutti, quel giorno. Anzi, come avrebbe detto Anna Lisa, “sarebbe ganzo”.

Quest’anno s’è danzato

Domenica c’è stata la Race for the cure, e non ne ho parlato né ci sono andata. C’era il tacito accordo, tra noi romane, che quest’anno sarebbe stato troppo difficile, perché il pensiero sarebbe andato lì, alla Race del 2011, sotto al sole caldo insieme ad Anna Lisa, e ai nostri compagni, mariti, che si erano conosciuti la sera prima durante una cena indimenticabile.

Il pensiero è andato comunque lì, e ci va ora, a  un anno esatto dal post nel quale raccontavo quel fine settimana felice. Felice per noi, felice per Anna Lisa e per Andrea.

Domenica non sono andata alla Race ma ho danzato per lei e per l’associazione, che grazie alle offerte di amici e parenti che sono venuti a vedere lo spettacolo ha incassato una bella cifra.

Nonostante il dolore per tutto quello che è successo in questo terribile fine settimana è stato bello vivere un’esperienza che avevo vissuto solo una volta, e tanto tempo fa. L’emozione di ballare su un palco, la confusione del dietro le quinte tanto da farmi dimenticare, a un certo punto, di rientrare in scena (eh, eh, meno male che il pubblico non poteva notarlo), la tensione del giorno prima, le prove generali, i camerini, l’attacco con Aretha Franklin, il gospel di Revelations, la coreografia scandita dalla voce roca del Boss, sbirciare in platea per riuscire a vedere parte dello spettacolo, tanti Beatles, Piazzolla, Duke Ellington, Frank Zappa, Benny Moré, Aquarius, Nina Simone e pure Don Backy. Bello, bellissimo.

Qualche giorno prima mi ero detta, ma chi me l’ha fatto fare? Troppa fatica, troppe prove, sarò ridicola. Ma come mi è venuto in mente di farmi coinvolgere?

Ora lo so. Perché fa bene al cuore.

[Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti… Pina Bausch]

Notizie da Firenze

Venerdì sono andata a Firenze per il Consiglio direttivo e l’assemblea dei soci dell’Associazione Annastaccatolisa, è stato bello rivedere mamma Roberta, che è anche la nostra Presidente, alcune delle amiche di Anna Lisa e poter dare il via libera, con orgoglio per il lavoro fatto, alla pubblicazione sul sito del bando per la borsa di studio, di cui vi prego di dare massima pubblicità soprattutto tra gli addetti ai lavori. Adesso è il momento di moltiplicare gli sforzi per la raccolta fondi, ricordando a tutti che anche una piccolissima cifra può essere d’aiuto, e che se volete organizzare un’iniziativa dedicata a questo scopo l’associazione in qualche modo cercherà di supportarvi. Un grande impulso è stato dato dall’uscita del libro “Toglietemi tutto ma non il sorriso”, che verrà presentato per la prima volta  il 28 aprile a Montecatini Terme (Salone storico delle Terme Excelsior, alle 17.30) e poi a maggio in un posto importante che quando avrò i dettagli vi dirò.

Con l’occasione mi sono fermata a Firenze una notte, grazie all’ospitalità di un’amica, così il giorno dopo ho potuto rivedere la città dove mancavo da tanti, troppi anni.  L’emozione è sempre grande, Firenze è Firenze, e sono stata felice di rispolverare i ricordi degli studi universitari.

Finalmente sono riuscita a visitare il Museo del Bargello, ospitato nel palazzo del Capitano del popolo e dove, tanto per capirci, si trovano il David di Donatello e il Bacco di Michelangelo.

Grazie ai mirabolanti poteri dell’Iphone, con cui scattavo foto che in tempo reale postavo su Facebook, un mio compagno di liceo che vive a Firenze e lavora agli Uffizi ha scoperto che ero lì e mi ha chiamata per salutarci e andare a fare un giro nella Galleria, almeno per rivedere i miei quadri preferiti.

Non ricordavo che le sale fossero allestite in modo tanto pessimo, troppo vetro a proteggerle, cattiva illuminazione, segnaletica sconcertante. Peccato, peccato perché invece la densità di capolavori è tale da meritare una cura ben maggiore per renderli fruibili e apprezzabili come si deve. Però il luogo è magnifico, e quando si esce sulla terrazza e ci si trova davanti la cupola di Brunelleschi e il campanile, non è possibile non gioire per la bellezza di tutto quello che si ha intorno.

Prima di ripartire ho fatto in tempo a visitare Santa Croce e la Cappella de’ Pazzi, che non so descrivere quanta emozione mi ha dato la sensazione di trovarmi al centro di uno spazio perfetto.

L’araba fenice è arrivata

 Oggi è uscito il libro di Anna Lisa, accompagnato dal paginone centrale de La Stampa dedicato a lei (gli articoli e le anticipazioni del libro sul sito online del giornale: qui, qui e qui).

Mi sono emozionata tanto, tantissimo, e volevo condividere questo momento con sua madre, così ho telefonato alla Mamy, che stava uscendo per andare a comprarne una copia in libreria: “pensa quanto sarebbe stata felice, avrebbe camminato sulla luna per la felicità” mi ha sussurrato.

Voglio pensare che da qualche parte, sulla luna magari, Anna Lisa stia saltando di felicità, a vedere che ce l’ha fatta: il suo libro è stato pubblicato, la sua storia avrà tanti altri lettori. E solo oggi sono state fatte molte donazioni all’associazione Annastaccatolisa dove, ricordatevelo, venerdì prossimo, dopo l’approvazione del Consiglio direttivo che faremo a Firenze, insieme all’assemblea dei soci, verrà pubblicato il bando per la borsa di studio.


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