Archive for the 'Informazione' Category



Invincibile?

Il 22 giugno di cinque anni fai mi è stata somministrata l’ultima infusione di chemio per debellare le metastasi che avevano attaccato il fegato a sei anni dalla prima diagnosi di carcinoma al seno.  Da allora sto bene, immagino anche grazie alla terapia ormonale che continuo ininterrottamente da allora.

Chi mi conosce e conosce questo blog sa perfettamente che non mi sentirete mai cantare vittoria, e che la metafora scelta per dare un titolo alla mia storia è quella del funambolismo. La precarietà di una vita in bilico non corrisponde alla retorica dell’eroe invincibile. Per questo quando mi hanno contattata dalla redazione del programma condotto da Marco Berry, che si chiama proprio Invincibili, ho traccheggiato, spaventata da questo titolo, temendo che potesse pure portarmi sfiga… Alla fine però, come ho già raccontato, mi sono fatta con-vincere. E così succede che mercoledì prossimo, il 22 giugno, a cinque anni esatti dall’ultima seduta di chemio, andrà in onda il servizio in cui  io, Romina e Rosi parleremo della nostra esperienza di invincibili in quanto non vinte dal cancro, di cancer blogging e di Oltreilcancro.it.

Allora sì, forse posso essere definita invincibile, soprattutto dopo aver sentito la definizione che ne ha dato Erri de Luca, ospite fisso della trasmissione, durante la prima puntata: “Invincibili sono quelli che non si lasciano abbattere, scoraggiare, ricacciare indietro da nessuna sconfitta, e dopo ogni batosta sono pronti a risorgere e a battersi di nuovo. Chisciotte che si tira su dai colpi e dalla polvere, pronto alla prossima avventura, è invincibile.”


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Un portatore di pace

Avevo iniziato tempo fa a conoscere il suo impegno per il popolo palestinese, ero iscritta alla sua pagina facebook, che ci aggiornava sulla sua attività di portatore di pace a Gaza.

Ieri è stato rapito da un gruppo integralista salafita per ottenere il rilascio di detenuti nelle carceri di Hamas. Non hanno rispettato nemmeno il tempo dell’ultimatum, e l’immagine del filmato circolato ieri, con la benda nera e il sangue che colava sul volto, non faceva presagire niente di buono.  Io e Sten abbiamo navigato fino a tardi per avere notizie, firmare e diffondere appelli. Qui ancora non lo avevo fatto.

Adesso è tardi.

Posso solo piangerlo, come ho fatto stamattina quando ho saputo dalla radio che lo avevano assurdamente ucciso. Uccidere è sempre assurdo. Ma uccidere quell’uomo che aveva fatto volontariamente lo scudo umano per proteggere pescatori e contadini palestinesi nelle zone proibite da Israele, è scandalosamente assurdo. Mostruoso.

Ciao, Vittorio Utopia.

Alla faccia di mister c.

Chiara ha intervistato qualche tempo fa me, Anna e Anna Lisa, perché quando ha scoperto i nostri blog – e tutti quelli che animano Oltreilcancro.it – ha pensato che le nostre storie dovessero essere raccontate. Ieri su Vanity fair è uscito il suo articolo “Alla faccia di mister c.”, con le foto di Marta Sarlo.

Mi è piaciuto molto, come mi era piaciuto il nostro incontro, a casa di mia madre per evitare il contatto con la gatta a cui Chiara è allergica, un po’ di corsa nell’intervallo tra la danza di Lula e la mia. Poi però lei ha sfidato il lungo pelo della mia Pippi ed è venuta qualche giorno dopo ad accompagnare la fotografa proprio nella tana della felina… Mentre parlavamo nel salotto di mamma, bevendo il tè, mi sembrava che avesse gli occhi lucidi, e quella commozione mi ha fatto capire quanto ci tenesse a scrivere quel pezzo, anche se lei sul suo blog affronta temi molto diversi dal cancro, legati soprattutto alla sua esperienza di giovane madre che quando ha scoperto di essere incinta ha esclamato “ma che davvero?”. E quel ma che davvero è diventato il titolo del suo blog, amatissimo e molto seguito.

Ieri Anna era in ospedale, Anna Lisa invece festeggiava il suo compleanno. E’ stato bello leggere le nostre storie intrecciate sfogliando la rivista che in genere leggo dal dentista. Ritrovare il senso più profondo delle nostre esperienza nelle parole di chi ha appena iniziato a conoscerci.

Grazie, Chiara.

Il buco della sanità laziale, e altre meraviglie

Ieri sera sono rimasta incollata davanti alla puntata di Presa diretta dedicata al famigerato buco nella sanità del Lazio. Immaginavo che prima o poi si sarebbe affrontato il tema a me dolorosamente vicino della chiusura dell’ospedale San Giacomo, avvenuta quasi due anni e mezzo fa.  Dopo aver sentito di come il ricchissimo patrimonio immobiliare proveniente dagli enti ospedalieri disciolti sia – malamente – gestito dalla Gepra, che invece di mettere a reddito terreni, casali, aziende agricole, palazzi, castelli, appartamenti sparsi nel Lazio e nel centro di Roma , continua a riscuotere ridicoli canoni di affitto, oppure svende ad amici e parenti, sulla vicenda del San Giacomo bastano le parole dell’ex assessore al patrimonio della Regione: da quell’operazione non si è guadagnato nemmeno un euro. Anzi, aggiungo io, sicuramente sono stati persi tanti tanti soldi (quelli delle ristrutturazioni concluse un mese prima di essere chiuso) ed è stato peggiorato il servizio sanitario (basta vedere la situazione al collasso dei  pronto soccorsi romani). Sarebbe stato meglio, molto meglio, se fosse stato venduto, almeno un po’ di soldi sarebbero entrati e adesso non vedremmo lo scempio di una struttura in abbandono, cimitero di piccioni e quartier generale di topi.

Per non parlare dello scandalo delle case di cura accreditate (quindi sovvenzionate dalla Regione) grazie a normative che prevedevano requisiti generici e mai ridefiniti, molte delle quali non garantiscono assolutamente uno standard minimo di assistenza sanitaria. O, al contrario, della scure che dovrebbe abbattersi sui piccoli, preziosi, ospedali della Regione e su Istituti di eccellenza come la Fondazione Santa Lucia a Roma (eppure la Polverini, durante la campagna elettorale, aveva promesso che quell’istituto non sarebbe stato toccato!)

Insomma, come al solito il buon Iacona e i suoi collaboratori hanno messo il dito su una delle tante piaghe che infettano il nostro Paese. E questa è una piaga particolarmente purulenta e odiosa.

Com’è odiosa e purulenta la schifezza del decreto “Milleproroghe” dove, per finanziare la proroga del pagamento delle multe per il mancato rispetto delle quote latte, sono stati sottratti 5 dei 50 milioni destinati alle attività di ricerca, assistenza e cura dei malati oncologici.  Favore alla Lega, schiaffo a chi di schiaffi ne ha già presi tanti.

Uno sguardo al femminile

Oggi nasce “Uno sguardo al femminile”. Una rivista online che racconterà il mondo visto attraverso gli occhi delle donne. Non parleremo di cerette, sfilate di moda e make-up. Non faremo la classifica degli uomini più belli del mondo. Parleremo di migrazione, diritto, lavoro, salute, cultura e politica. Vi racconteremo le storie di tutte quelle donne che hanno lasciato, e lasciano, un segno in questo mondo forse troppo maschilista.

[dall’editoriale del primo numero]

Ho conosciuto tre delle quattro redattrici di Uno sguardo al femminile un paio di settimane fa, avevano sentito l’intervista di Mia per Radio Capital su Oltreilcancro.it, e visto che il primo numero della loro creatura sarebbe stata dedicata proprio al cancro hanno contattato alcune di noi.

Sono venute qui a casa, io ero reduce da un brutto mal di gola che mi aveva impedito di incontrarle a Castel Sant’Angelo, ci si era messa anche la neve, e così ci siamo prese il tè alle spezie, i biscotti, hanno conosciuto anche Lula e Sten, e ci siamo fatte una bella chiacchierata, in parte raccontata nell’articolo che hanno voluto dedicarmi e nella recensione di Come una funambola scritta dalla direttrice (o direttora? Certamente non voglio chiamarla direttore!) Ilaria  Biancacci sul suo blog .

E’ stato un pomeriggio bello, perché le tre donne che avevo di fronte, molto giovani e molto determinate, di cui non sapevo praticamente nulla, mi hanno trasmesso immediatamente la carica positiva di entusiasmo per il progetto che stavano per realizzare: raccontare i fatti del mondo con i loro occhi, affrontare ogni argomento scelto dal punto di vista culturale, politico, scientifico e sociale.

Queste ragazze credono fermamente in un giornalismo impegnato, libero e, soprattutto, che possa alimentare la passione per un mestiere che troppo spesso è degradato a megafono del potere e macchina del fango.

Per questo sono molto felice di dare il benvenuto a Uno sguardo al femminile e fare i miei migliori auguri di buon lavoro alla redazione.


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