Archive for the 'amiche' Category

Scintilla

Mi sto scervellando per accendere in te la stessa scintilla che quasi dieci anni fa a me ha permesso di affrontare con uno spirito quasi follemente positivo quello che mi era stato diagnosticato: metastasi. Parola terrorizzante. Catapulta verso il peggiore degli incubi.

Questa parola, associata al tuo tipo di cancro, è ancora più cattiva. Lo so, lo sappiamo.

Ma sappiamo che rispetto a pochi anni fa le cose sono cambiate tanto. Il dottor Zeta sta cercando la strategia migliore per te, e io sono certa che la troverà.

Lo so. Non posso pretendere di forzare la natura delle menti altrui, tu non sei me, eppure devo insistere, amica mia.

I nostri pensieri, le nostre parole, hanno una capacità straordinaria di realizzare l’impossibile, rischiarare l’oscurità, e aprire un varco nel groviglio più fitto di disperazione e paura. Distruggere e creare dipende anche da noi. Io ne sono convinta.

Ci sono molte cose da fare, hai già iniziato a farle, hai già valicato la prima montagna.

Non è tempo, ora, di prepararsi al peggio, ma di sfidare quel peggio con coraggio, guardarlo in faccia e cacciarlo indietro, via, via, lontano. Lo puoi fare. Davvero.

 

 

 

 

Fine estate

Vacanze finite, domani si ricomincia.

Credevo di aver concluso in bellezza, con una inaspettata giornata in gommone all’isola del Giglio, l’isola che disegna l’orizzonte, l’isola ferita dal naufragio della Concordia. Andare in gommone al Giglio per me ha sempre significato andarci con papà, come l’ultima volta, un giorno di luglio della sua ultima estate.

Quando mi sono accorta che la capitana Antonella invece di restare nei paraggi ha puntato verso l’isola ho gioito come una bambina. Con gli spruzzi di acqua salata ci avrebbe accompagnato anche Capitan Sandro, che certamente continua ad abitare quel mare.

E poi il giorno dopo c’è stata un’altra giornata piena di allegria, di bel mare, di sole ancora caldo, persone care.

Ma tornando a casa, al tramonto, ho ricevuto una brutta notizia. Brutta, bruttissima. Tutto è cambiato: stato d’animo, pensieri, preoccupazioni.

Un’altra funambola deve percorrere il filo fragile che la sostiene, sempre più alto. Un tempo avrei detto “un’altra amica ha una battaglia durissima da combattere”. Siamo toste, mi sono limitata a dirle ieri, siamo torelle fortissime. Hai sorriso. Ci capiamo, anche se fai fatica a dire quello che vorresti. Anche se sei confusa. Anche se siamo diverse, il male è diverso. Eppure siamo così simili, ci siamo sempre capite al volo.

Ora ti toglieranno quella roba che ti sta confondendo. E passo dopo passo, andrai avanti. Io ci sono, amichetta.

Ho inseguito un tramonto meraviglioso, con tutte le isole visibili all’orizzonte, la bellezza di cui nutrirmi, da trattenere e da trasmettere.

Wide Magia

Ero agitata, sì, agitatissima. Poi c’era lo sciopero dei mezzi, la mattina avevo litigato tanto con Lula, le amiche blogger Mia e Zia Cris erano arrivate a Roma, sono uscita prima dal lavoro perché tanto non combinavo niente, mi rigiravo tra le mani i fogli con le cose che avrei detto, le citazioni dai post, immaginando, come poi è accaduto, che avrei sicuramente sforato i dieci minuti. Poi mi sono calmata, ho pensato che scema, Anna mi direbbe “dai Giorgetta, di cosa ti preoccupi? Devi solo usare le tue parole.”

Sono uscita, lungo la strada ho dato un passaggio a Romina e insieme siamo andate al Palaexpo dove, prima ancora di conoscerci personalmente, Anna mi aveva invitata a vedere il Festival della fotografia che aveva organizzato.

Con Romina in macchina abbiamo chiacchierato, e la tensione si è alleggerita ancora. Però, che emozione vedere la locandina fuori, e poi entrare nella sala già piena, abbracciare Obi, le sue sorelle, abbracciare Cris e Mia, e poi Rosie, conoscere e parlare con la editrice del libro e con l’amico di Obi moderatore, cercare di capire quali post avrebbe letto l’attrice Carlotta, quali gli altri, adocchiare da lontano Mr. Clint, l’oncologo di Anna, individuare Nina e Lilla in prima fila – belle e luminose – e la loro nonna.

Ho ascoltato e percepito Anna in ogni intervento, e soprattutto, nelle sue parole, quattro anni di blog, 390 pagine di libro – finalmente lo avevo tra le mani! – lette, citate, interpretate e respirate da tutti noi. Che bello! Davvero, bello e struggente, con le testimonianze audio o video di chi aveva accolto l’invito di Angelo (Obi) a partecipare in questo modo alla presentazione.

Alla fine, durante l’intervento del “compagno luminoso” di Anna, è stato difficile trattenere la commozione. Anzi, impossibile.

Eppure abbiamo anche sorriso e riso tanto, quando lo spirito ironico di Anna saltava fuori tra una lettura e un’altra, a rendere lievi le parole più impegnative e dolorose.

Pensavo di pubblicare qui tutto quello che sono riuscita a dire e a leggere, ma ci ho ripensato. Basta questo:

“C’è un post di Anna, che io amo in modo particolare, perché ha a che fare con il potere delle parole e del pensiero, e di come questi possono aiutarci a stare meglio, o a compiere vere e proprie magie:

9 marzo 2011

Magia

Finché qualcosa non accade, semplicemente non sta accadendo.
Finché non farò la biopsia che mi spaventa tanto (e non so ancora quando la farò) non la starò facendo.
Finché l’ago non mi trapasserà le cicce (chissà perché mi immagino che potrebbe sgonfiarmisi il corpo tipo palloncino, ogni scusa è buona per sperare di perdere peso senza sforzo, sic) nessun ago mi starà trapassando le cicce.
Inutile pensarci prima.
Inutile immaginarsela prima.
Superfluo chiedermi cosa succederà dopo. Perché succederà indovinate quando?
DOPO!
E prima è adesso e adesso ho da fare.
Ditemi voi se questa non è magia vera!”

 

On the widepeak

Ho letto di nuovo tutto il blog di Anna, dall’inizio alla fine. Amica bella, domani ovunque sei ti fischieranno le orecchie. Le tue parole preziose sono state raccolte in un libro di carta, grande come te.

invito-on-the-wideapeak-17-aprile-1

Una tesi sulla blogterapia

A un anno di distanza dalla morte di Anna è stato bello ed emozionante sapere che le sue parole, insieme a quelle di tutti i blog di Oltreilcancro, sono state oggetto di una tesi di laurea in scienze infermieristiche: La narrazione della malattia oncologica attraverso i blog: percezione dei bisogni di assistenza infermieristica da parte della persona assistita, di Francesca Martina.

Quando la settimana scorsa Francesca, che ho conosciuto a Torino alla presentazione di Scriverne fa bene, mi ha comunicato di essersi laureata, e che il suo lavoro aveva ricevuto un grande interesse e apprezzamento da parte della Commissione, ho pensato a quanta strada è stata fatta, in questi quattro anni di vita di Oltreilcancro. Ho pensato soprattutto ad Anna, il cui  post Mr. C. and me citato in esergo è stato letto alla fine della dissertazione, e a quell’insalata di gamberetti che abbiamo mangiato il giorno in cui ci siamo conosciute mentre mi proponeva di “fare qualcosa” tra noi blogger che raccontavamo il cancro.

Ho immaginato a come avremmo commentato, insieme, il fatto di essere diventate “materia di una tesi”. Ho immaginato la sua risata, e un lampo di soddisfazione illuminare i suoi occhi luminosi. E una frase tipo questa:

“Ehi, Giurgett’, una tesi sulla blogterapia. Te lo saresti mai immaginato?”

 

La tesi di Francesca: Tesi MARTINA Francesca

 

Milano

Ogni presentazione ha sempre qualcosa a renderla speciale. A Milano, come si può vedere dalla foto, la bellezza della biblioteca che ci ospitava, una compagna di presentazione super, nella doppia veste di protagonista e di studiosa della materia, il pranzetto con lei, prima, e l’aperitivo, dopo. E ancora, la presenza, rivelata solo alla fine dell’incontro, di una delle mie commentatrici più assidue e affettuose, e che non avevo ancora mai incontrato dal vivo: 4P, alias Patrizia. La piacevole ospitalità della mia amica di infanzia Alessandra, e la scoperta grazie a lei della zona nuova della città, con piazza Gae Aulenti e il bosco verticale.

Nel frattempo, a Roma si svolgeva una gran bella manifestazione dove sarei certamente andata.

presentazionemilano

Pausa dichiarata

Questo blog è a riposo, in vacanza, vacante, accaldato, invecchiato, ma pur sempre amatissimo (almeno da me).

Ergo, finché non cambia questo mood, se vi va spiluccate qua e là nell’archivio (in quasi dieci anni ce n’è di robetta) e non aspettatevi aggiornamenti sostanziosi e sostanziali.

Se poi arrivano, meglio così.

Nel frattempo ho cestinato i post in bozza iniziati per raccontare dello spettacolo della Martha Graham Dance Company nella suggestiva cornice di Villa Adriana a Tivoli, dove sono riuscita a trascinarmi anche Sten e Lula, che hanno apprezzato quanto me, del bel sabato trascorso a gironzolare per Roma con Zia Cris, marito e nipotina, insieme a Sten, Rosie e Fede, e della cena dove ci hanno raggiunti anche Romina, marito e pargolina. Tutto bellissimo, ma evidentemente, come dicevamo con le amiche bloggheresse, sono in una fase in cui ho voglia di vivere e meno di raccontarmi.

La sera dello spettacolo a Villa Adriana la mia compagna di danza che ad aprile scorso mi aveva invitata a parlare del blog e di Scriverne fa bene ai suoi studenti di liceo mi ha dato una copia della rivista della scuola – una scuola americana di Roma – che contiene l’articolo scritto dai ragazzi su quell’incontro. Be’, mi sono commossa 🙂

Per il momento è tutto, ciao ciao.

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Scriverne fa bene

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