Femminicidio

Ho proposto tempo fa l’introduzione del termine femminicidio nel Thesaurus utilizzabile dalle biblioteche italiane per descrivere l’argomento dei libri catalogati.

La parte più interessante del mio lavoro è questa: collaborare all’implementazione di questo vocabolario controllato di termini.

Alla fine è stato deciso di introdurre il termine  come  non preferito, da scomporre in donne e omicidio.

Ieri c’è stato un orribile omicidio di donna, quindi un femminicidio, qui a Roma. Una ragazza di 22 anni è stata bruciata dal suo ex che non accettava di essere stato lasciato.

Sara, si chiama così la ragazza, ha tentato di fuggire, per la strada buia, nella notte. Ha chiesto aiuto agli automobilisti di passaggio, ma nessuno si è fermato, né ha pensato che fosse il caso di chiamare la polizia.

Sara forse si sarebbe potuta salvare. Il suo assassino l’ha raggiunta e le ha dato fuoco, così come aveva fatto alla macchina della ragazza.

Il femminicidio non è solo l’omicidio di una donna, ma l’omicidio della donna che ha osato affermare la propria autonomia e interrompere una relazione sentimentale. La donna che non è più propria deve essere annientata. Non deve essere di altri. Inconcepibile che possa essere semplicemente libera di scegliere chi amare. Libera.

Femminicidio è una parola dolorosa, ma esprime bene cosa significa: uccidere una femmina che si oppone al dominio di un maschio.

 

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2 Responses to “Femminicidio”


  1. 1 Isabella 31 maggio 2016 alle 08:42

    Ho letto e riletto l’articolo di giornale che parla di Sara e trovo allucinante la freddezza con cui si possano compiere simili gesti, da chi, a detta anche della madre della ragazza, era sì geloso ma non violento.
    Difficile giudicare chi non si è fermato, certo avrebbe senz’altro potuto quantomeno chiamare la polizia. Credo che resterà comunque un forte senso di colpa anche in coloro che avrebbero potuto in qualche modo aiutare la giovane Sara.
    Da razionale mi risulterà sempre impossibile comprendere questi comportamenti da parte di chi, secondo me, agisce con consapevolezza e atrocità e giustamente come dici tu da chi considera che la donna che non è più “tua” non deve essere di “altri”.

  2. 2 4p 31 maggio 2016 alle 18:37

    Veramente una storia assurda.
    Povera Sara.
    Un uomo che ha amato.
    Perché ci sono uomini che non sanno accettare la fine di un rapporto sentimentale???
    Perché ci sono persone che alle grida di terrore di una ragazza non si fermano a darle una mano??
    Perché?


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