Nove anni di blog, e non sentirli (Scriverne fa sempre bene)

Ricordo che quando ho aperto questo blog, alla fine del 2004, immaginavo che lo avrei utilizzato come una palestra di scrittura, esercitazioni quotidiane all’uso della parola scritta e poi, col tempo, ho scoperto che l’aspetto formale era superato da quello sostanziale, perché quando si scrive un blog, almeno era così all’epoca, se ne leggono altri, ci si commenta, s’intessono relazioni e si scoprono mondi e sensibilità che arricchiscono la vita. Eppure, ora me ne accorgo quando mi capita di rileggere vecchi post nei quali raccontavo un film, un libro, m’infervoravo per la situazione politica, o semplicemente condividevo con orgoglio le cose belle che facevo con Lula e Sten, la pratica quotidiana e necessaria della scrittura mi stava davvero allenando a utilizzare meglio le parole per comunicare quello che mi stava a cuore.

Ora che Facebook e in minima parte (per quanto mi riguarda) Twitter, tolgono spazio e tempo al blogging mi accorgo che fatico molto di più a trovare spunti di scrittura e ripercorro con nostalgia il filo troppo spesso spezzato del mio diario.

In  questo periodo ho riflettuto quasi esclusivamente sull’uso del blog per raccontare il vissuto di malattia – e domani ne parleremo durante la presentazione di Scriverne fa bene – sulla blogterapia come esperienza dirompente di cura e di ricostruzione dell’identità fratturata da un trauma violento come quello di una diagnosi di cancro.

Mi sono accorta però, ora che inizio a pensare a dopo, alla mia seconda, o forse terza vita di blogger, che ho di nuovo bisogno di non trascurare il mio diario quotidiano dove far tracimare tutto, gli attimi che non vanno persi, le felicità semplici e le gioie inattese, i dolori sordi che tornano a martellare il cuore, l’impegno che resiste alle delusioni e allo sconforto, la magia delle cose belle, l’amore che consuma e si consuma, per riaccendersi scoppiettante quando per un attimo il gelo sembrava insopportabile. Scriverne fa bene, sì, sempre. La cura delle parole. Che sono così fragili e preziose.

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12 Responses to “Nove anni di blog, e non sentirli (Scriverne fa sempre bene)”


  1. 1 michiamoblogjamesblog 4 dicembre 2013 alle 23:01

    accidenti…complimenti per la costanza…nove anni sono tantissimi!!

  2. 3 Mamiga72 5 dicembre 2013 alle 08:09

    Io sono a quota “poco più di sette”, e tra pentimenti e periodi di massimo entusiasmo sono ancora lì a scrivere. E’ vero, fa bene. Posso solo confermarlo.

  3. 5 ziacris1 5 dicembre 2013 alle 08:35

    fa tanto bene, aiuta a ridimensionare le situazioni, aiuta in tutto e arricchisce.

  4. 7 Berenice 5 dicembre 2013 alle 10:29

    Cara Giorgia,
    ho aperto il mio piccolo blog quest’estate, quando ormai non era più di moda. Mi ci dedico ogni tanto, per indignarmi, per mostrare una foto, per raccontare una cosa bella, per lanciare nell’etere uno spunto di riflessione, per non poter dire “non ho fatto niente nemmenon io”. Ti sono in parte debitrice per questa mia idea e ci tengo a dire che sì, la scrittura fa bene, a ogni livello. Ti leggo sempre con piacere e considero il racconto dell’esperienza della malattia (di cui io deliberatamente ho deciso di non parlare, pur conoscendola, come molti, credo), un ottimo canale di comunicazione, di aiuto a chi scrive e a chi legge. Il pensiero è – ancora – l’unica arma che abbiamo per sperare di cambiare le cose. Un saluto affettuoso e grato. Berenice

    • 8 Giorgia 6 dicembre 2013 alle 00:02

      Grazie, sono contenta di aver contribuito a farti aprire un blog. Hai ragione, il pensiero, la parola (il caro vecchio logos) sono un’arma di cambiamento straordinaria

  5. 9 4p 5 dicembre 2013 alle 20:05

    Eccolaaaaaaaaa è ritornataaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!
    Hai lavorato sodo con te stessa, sempre.
    Nei tuoi post si impara a conoscere una donna sincera che non ama troppo le mezze misure, che non s’accontenta del “circa, più o meno”, no. L’impressione che ho leggendoti, ormai da qualche tempo, è che tu dai sicurezza e questa sicurezza diventa anche certezza nel momento in cui chiunque ha bisogno del tuo aiuto. Insomma come dire, su di te si può sempre contare.
    E poi c’è l’altra Giorgia quella un po’ più nascosta, per difesa, che impareremo a conoscere.
    Non vedo l’ora di comprare il nuovo libro e di averlo tra le mani.
    Bacione Pat

  6. 11 4p 5 dicembre 2013 alle 21:47

    ……..è sicuro di poterlo avere……..


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