Tanti auguri Lula

Il senso del tempo che passa, e che pervade queste pagine da nove anni – nove? Eh già, nove anni – è dato anche dai compleanni importanti, come quello di Lula, che oggi compie sedici anni, fa il terzo anno di liceo classico, ha appena partecipato all’occupazione della sua scuola, litiga con me com’è normale (ma faticoso) almeno un giorno sì e forse pure l’altro, e però è sempre la mia figlietta adorata.

Il 1 dicembre 2004, a un mese dall’apertura del blog, ho raccontato il giorno della sua nascita così:

Oggi è il compleanno di Lula. Sette anni fa è lunedì, in ospedale ci sono arrivata con Sten la mattina, dopo una notte insonne e un primo tentativo di ricovero fallito, il caso tipico di falso allarme. Avevamo cronometrato per due ore quelle che pensavamo fossero contrazioni vere, le doglie, la borsa pronta già da qualche giorno, il breve percorso nelle strade notturne semideserte, Sten silenzioso e concentrato sulla guida, sguardi rapidi incrociati, emozionati. E poi l’attesa della visita, il verdetto frustrante: “vada a farsi una bella dormita, ancora non è il momento” “…ma, le contrazioni…” “si prenda questo Buscopan e vada a dormire”. Pare facile dormire con quei dolori che ricominciano e che non sai quanto debbano aumentare. Ripassi i consigli dell’insegnante di yoga in gravidanza e il libretto con le tecniche di respirazione e training autogeno, provi le posizioni più adatte per sopportare meglio i dolori, sopportabilissimi col senno di poi. Quella mattina di sette anni fa sveglio Sten e gli dico “Andiamo”. Stesso percorso ma con la luce e il traffico delle sette e mezzo del mattino, stessi silenzi, stessa trafila. E meno male che c’è il mio ginecologo che convince la collega a ricoverarmi, mentendo: “ma sì, c’è un timido inizio”. 

La stanza per il travaglio me la ricordo blu, i manifesti di Anne Geddes con i neonati tra fiori e ortaggi, i dolori spariti, qualche telefonata, Sten rispedito a casa per pranzo perché tanto prima di sera non succede niente. 
Invece alle tre e mezzo mi fanno prendere qualche pasticca di ossitocina per risvegliare l’utero dormiente e tutto subisce un’accelerazione spaventosa. Si rompono le acque in diretta telefonica con un’amica, cominciano le contrazioni toste, che stritolano e tolgono il fiato, mi attaccano alle macchine per il monitoraggio e così la libertà di movimento va a farsi benedire, un dolore lancinante alle reni attutito dai massaggi di Sten, che mi trova sofferente, sudata e bisognosa del suo aiuto. Bravo Sten, tranquillo e incoraggiante, mentre l’utero comincia a dilatarsi a ritmi forsennati e Lula già preme per uscire. Non spingere non spingere, ma è lei che spinge, va bene provo a respirare in quel modo che dovrebbe frenare le spinte, brava adesso controlliamo a che punto sei. Incredule, ostetrica e ginecologa mi fanno alzare e mi accompagnano in sala parto. Sten che ancora ride ripensando alla mia andatura a gambe divaricate e a tutto quello che dicevo e che non riuscivo a trattenere. Sull’orrido lettino finalmente posso spingere, ma all’inizio non riesco a coordinarmi, mi sento urlare come una bestia scannata, spingi, spingi, ecco si vedono i capelli dice Sten, mi concentro e finalmente la sento guizzare fuori, è nata è nata, urlo e piango e rido, ma non oso guardarla, la vedo riflessa dagli occhi di Sten, lucidi di commozione. “Guardala” dice lui rispondendo alla mia domanda preoccupata perché non puoi sapere fino all’ultimo se è proprio tutto a posto, “è bellissima”.

Era proprio bella, avvolta nel panno verde accucciata sulla pancia mentre i medici ancora trafficavano tra le mie cosce e il ginecologo che avrebbe dovuto farmi partorire entrava trafelato, decisamente in ritardo. Era bella anche dopo, tutta pulita e vestita già fotografata dal papà orgoglioso con cui tutti si complimentavano per l’assistenza perfetta e perché già si vedeva che gli somigliava tanto, il nasino piccolo, gli occhi grandi che mi scrutavano senza mollare la presa dalla tetta che già succhiava avidamente. 
Buon compleanno, Lula.

Anche oggi racconterei così quel giorno indimenticabile, il giorno più emozionante e importante della nostra vita. Buon compleanno Lula, il mio augurio è, come sempre, che tu  possa realizzare i tuoi sogni, seguire le tue aspirazioni ed essere capace di superare gli ostacoli che, inevitabilmente, troverai lungo la strada. Ma ricorda che anche gli ostacoli aiutano a crescere e a diventare persone migliori. Ti auguro di vivere una vita felice e di riuscire a rendere felici le persone che ti saranno accanto.

Ti voglio bene.

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3 Responses to “Tanti auguri Lula”


  1. 1 rominafan 1 dicembre 2013 alle 15:28

    Che emozione il racconto del parto…e buon compleanno, Lula, tanti auguri di felicità!

  2. 2 ziacris1 2 dicembre 2013 alle 11:27

    da pelle d’oca. auguri Lula e, direi, che una qualche persona ha già reso felice, vero Giorgia? vero Sten?

  3. 3 4p 5 dicembre 2013 alle 19:21

    Caspiterina sono in straritardo per gli auguri e allora ti dico cara Lula siiiiiiii felice. Perchè ai genitori vedere i figli felici si riempie il cuore, auguri anche a mamma e papà.
    4p


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