Le metafore lasciamole ai poeti

Può sembrare stucchevole fare ragionamenti col senno di poi, o ripensare ai brutti pensieri fatti più di un anno fa, quando, “per senso di responsabilità”, il PD ha deciso di sostenere un governo tecnico insieme alle forze che si sarebbero dovute sì, mandare a casa, con un chiaro voto popolare. Ora non ha più alcun senso, ma prendetelo come un necessario sfogo retroattivo, come il tentativo di ripercorrere lo svolgersi di una storia che avrebbe potuto avere un altro finale. Era facile immaginare che un governo sostenuto anche da Berlusconi non avrebbe mai fatto quelle poche cose necessarie perché la politica riacquistasse credibilità nei confronti dei cittadini, e che un governo guidato dal professor Mario Monti non avrebbe realizzato politiche economiche e sociali indolori senza scaricarne gli effetti politici sui partiti che lo sostenevano.

Quel senso di responsabilità sempre invocato dal maggior partito progressista italiano doveva tradursi in coraggio nell’imporre una svolta immediata: elezioni, sancire nelle urne il desiderio di cambiamento che gli italiani avevano magnificamente dimostrato con i referendum e le elezioni amministrative del 2011, governare con una maggioranza che non avrebbe potuto, all’epoca, che essere schiacciante.

E invece no. I mercati, lo spread, la crisi, il rischio default hanno imposto il prezzo da pagare per vedere finalmente uscire di scena Berlusconi. Oltre al danno di aver dovuto condividere la maggioranza con il PDL, Bersani si è visto pure beffare dalla discesa (sì, discesa, altro che salita) in campo di Monti che però ha continuato a evocare ed invocare durante la campagna elettorale, danneggiando se stesso e l’alleato che gli ha permesso di vincere il premio di maggioranza alla Camera: Sel guidata da Nichi Vendola. E non rispettando tutte le persone, come me, che alle elezioni primarie dopo aver votato Vendola hanno contribuito a fargli vincere la competizione con Renzi, eleggendolo capo di una coalizione. In pratica è un po’ come se il giorno del matrimonio uno dei due sposi non facesse altro che parlare di un’altra persona con cui magari, dopo il viaggio di nozze, vorrebbe mettersi insieme.

Per questa ragione io ho scelto di votare proprio la formazione guidata da Vendola, che fin dall’inizio è stato chiaro su quello che aveva intenzione di fare: portare in Parlamento e al governo persone, idee e programmi di sinistra, che avessero al centro il lavoro, la tutela dei più deboli, la cultura come leva di sviluppo, l’ampliamento di diritti, la riforma della politica e delle sue istituzioni.

Il risultato delle elezioni probabilmente non permetterà che questo progetto possa essere realizzato a meno che i numerosi deputati del movimento di Grillo non abbandonino, una volta entrati in Parlamento, la retorica del tutti a casa che invece ha permesso la sopravvivenza di un buon numero di personaggi del vecchio sistema. Voglio credere nelle loro ottime intenzioni, anche se confermo tutto ciò che ho scritto in un precedente post sui fondatori del movimento. Ma ho faticato molto a capire i ragionamenti di persone che in questi giorni, o solo oggi, mi hanno dichiarato il loro voto per Grillo. Anzi, diciamo che non erano ragionamenti, ma rabbiose dichiarazioni di volere macerie su cui ricostruire qualcosa di nuovo. Poi c’era chi lo faceva perché avrebbe voluto Renzi alla guida del centro sinistra. Chi perché “mah, così, mi piaceva come comico”. Chi “so’ tutti ladri”. Leggendo qua e là ho capito che c’è anche molto voto di destra, o di persone del tutto estranee all’esercizio democratico delle elezioni (vedi foto delle schede votate al movimento dentro la cabina elettorale, roba da arresto). Ma con tutta questa confusa e contraddittoria ondata toccherà fare i conti e qualcuno, ora sì, per senso di responsabilità, dovrà iniziare a dare risposte con il linguaggio dei fatti. Le metafore lasciamole ai poeti.

 

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10 Responses to “Le metafore lasciamole ai poeti”


  1. 1 giovol 27 febbraio 2013 alle 09:04

    Ti seguo da tempo per tentare di convivere con la malattia di mio marito e da poco anche per affinità politica ma purtroppo la verità è che ancora una volta a queste elezioni il vincitore è berlusconi che è ormai senza possibili fraintendimenti un criminale e quindi che buona parte del paese ha una mentalitá criminale,non si tratta più di destra o sinistra ho cercato di comprendere anche quando non le condividevo anche le posizioni più estreme ma di fronte a questo risultato per la prima volta nella mia vita provo vergogna ad essere italiana.

    • 2 Giorgia 28 febbraio 2013 alle 22:52

      Mah, io non direi che il vincitore sia Berlusconi. Ha perso moltissimi voti e nessuno ha intenzione di allearsi con lui. Purtroppo tutte le persone che per vent’anni lo hanno sostenuto non potevano sparire completamente. Però certo, troppi italiani hanno la memoria corta e il muschio sullo stomaco. In bocca al lupo per tuo marito!

  2. 3 Michela70 28 febbraio 2013 alle 11:09

    Io vivo all’estero dal 1996, sono andata via per amore e ci sono rimasta perché ho scoperto essere un “cervello in fuga” prima che il fenomeno diventasse mediatico: semplicemente all’estero ho avuto delle possibilità che in Italia mi scordavo quasi 20 anni fa e a maggior ragione oggi… (ma a scanso di equivoci, io lavoro nell’informatica, qui un lavoro -anche bello- ce l’avevo,sono stata assunta nel 92 con un contratto biennale di formazione e lavoro ma dopo 4 mesi ero assunta a tutti gli effetti, e quando nel 94 ho voluto cambiare città ho potuto scegliere fra 2 aziende e alle mie condizioni, insomma erano davvero altri tempi eppure all’estero si stava già meglio, perché qui nel mondo del lavoro conta di piu’ quello che hai fatto e sai fare, non da che universià vieni o se conosci qualcuno!)

    Da qui il risultato di queste ultime elezioni lascia “sbigottiti”…
    E qui mi ritrovo nei panni di quella che deve spiegare agli altri perché, quando la spiegazione non ce l’ho, non l’ho capito cosa é successo…
    Perché Berlusconi é ancora li con un’elettorato dimezzato si ma ben presente dopo 20 anni di calunnie e truffe, perché il centro sinisitra-sinistra-sinistra radicale-o come vogliamo chiamarlo ancora non ha imparato le lezioni del pasato e si presenta sempre meno compatto e sfaldato in chili di mini-partiti i cui voti sono persi già prima di essere spogliati (in questo Vendola effettivamente ha fatto prova di grande intelligenza e coraggio!)
    Perché Grillo sembra credibile a un elettorato sfiduciato quando non ha un programma (mi spiace, non ce l’ha) e soprattutto idee molto vaghe su come realizzare qualunque cosa, perché un bel quarto di italiani si é scoperto grillino scegliendo di votare “contro” invece che di votare per…
    Ecco, si, questa é la spiegazione che molti amici e conoscenti riconvertiti grillini mi hanno dato:hanno votato per dare un “chiaro messaggio” a dx e a sx, fare macerie su cui ricostruire, ma quando chiedo loro:ma sai chi hai votato, cosa faranno, li di colpo non c’é piu’ nessuno…
    Non voglio fare di tutta un erba un fascio, per carità, sono sicura (lo spero) che ci siano tanti eletti tra le fila del movimento 5 stelle che sono in gamba, e che si daranno da fare, ma ne conosco qualcuno piu’ o meno personalmente ed é quello che mi fa un po’ paura: sono i classici “anti-sistema” a prescindere, quelli che bloccavano l’accesso al liceo o all’università perché “dovevamo fare sciopero” ma quando chiedevi perché scioperiamo proprio oggi, la riposta oscillava tra il “contro la riforma” (si, ma quale, e perché? boh, tutto! Ah, d’accordo…) e “cosi’ non si va a scuola oggi”…
    E’ un esempio caricaturale, lo so, ma é cosi’ che li percepisco io, e mi fa un po’ accapponare la pelle…
    Per quanta vergogna io possa provare una volta di piu’ a causa del fenomeno “B”, Berlusconi ormai é fisiologicamente destinato a scomparire (e la coalizione a spappolarsi) per ovvi limiti di età, e la parte d’elettorato fatta di vecchiette un po’ rintronate che hanno ciucciato la lezione sullo spread rivista e corretta da B. e Vespa in tutte le salse e di pensionati che si sono messi in fila per farsi rimborsare l’IMU (per davvero, a Genova, la mia città, c’erano già le file… potere della televisione e della disinformazione, mio papà era allibito… ma lui la lettera non l’ha nemmeno ricevuta, mannaggia) saranno orfani di guru ma non voteranno certo Alfano o la Gelmini (l’ho appena vista ospite ad Agorà, per quello mi viene in mente lei) e fisiologicamente sono destinati a scomparire pure loro…

    A me fanno piu’ spavento ormai questi giovani grillini “in ordine sparso”, la senatrice neo-eletta che vuole ridurre il numero dei parlamentari perché “é nel programma sul sito” ma non sa quanti sono esattamente (ma se mio marito che é francese lo sa perché é ancora sotto schock da quando l’ha scoperto!) Grillo che continua a urlare contro tutti a campagna conclusa, etc; ma quando questi “volti nuovi” saranno seduti fra i vecchi politici di mestiere, stipendio confortevole e qualche vantaggio stile “all inclusive” in tasca, quanti di questi ex-precari e co-co-co/pro si ricorderanno contro cosa erano contro? quante scilipotate vedremo, perché al confort personale nessuno rinuncia per scelta?
    Sono molto molto sfiduciata… e preoccupata…
    So solo che ne vedremo delle belle, e che rischiano di far male…
    P.S. io ho votato PD, da italiana all’estero perché il voto non vada perso devi per forza votare qualcosa di “grande” e comunque -ancora una volta- ci ho pure creduto!
    P.P.S. ieri ho avuto una bella discussione con un amico di Pozzuoli sinistrorso che 3 giorni fa ha votato M5S con la scusa del “chiaro messaggio”: bene, dopo un’oretta di botta e risposta mi ha detto “dovevi chiamarmi prima, non li avrei votati”… bravo, bel voto sprecato!
    Domanda: quanti hanno fatto come lui???

    • 4 Giorgia 28 febbraio 2013 alle 22:56

      Michela, grazie per questo tuo commento. Anche io sono preoccupata, e credo proprio che moltissime persone, come il tuo amico, abbiano votato per dare “un messaggio” e, proprio per questo, io sono abbastanza ottimista sul fatto che se, e dico se, non si faranno ancora errori che al momento nessuno dice di voler fare (governo con il pdl), molte persone sfiduciate e arrabbiate potranno ricominciare a votare il centrosinistra.

  3. 5 4p 28 febbraio 2013 alle 19:14

    Concordo, porca di quella vaccaccia.
    Ho votato come sempre PD, lo sai.
    Credo anch’io nelle buone intenzioni di Grillo, ma non basta, deve essere chiaro su cosa cazzo vuol fare, parla, parla, e in parlamento come ci va???
    Chiarezza!!!!!!!!
    4p

    • 6 Giorgia 28 febbraio 2013 alle 23:00

      No, Pat, io non credo nelle buone intenzioni di Grillo, ma in quelle di molti attivisti cinque stelle e molti elettori. E se lo tsunami grillino dovesse riuscire a far approvare leggi attese da anni sarò la prima a esultare.

  4. 7 GinT 28 febbraio 2013 alle 21:01

    Cara Giorgia, ti leggo e ti seguo sempre ma negli ultimi sono sempre di fretta. Sono diventata ufficialmente un Medico Chirurgo lo sai?! Ora aspetto il concorso per la Scuola di Specialità. Ti aspettavo “al varco” per queste elezioni, la penso quasi come te (io ho votato Renzi convinta che potesse vincere le elezioni, non ho problemi ad ammettere che penso che sia una persona valida). Da giovane elettrice italiana quello che mi più mi fa male è:
    1. i tanti (anche se in diminuzione) voti a Berlusconi: ma chi lo vota davvero ci crede e soprattutto come spiega il fatto che negli ultimi anni al Governo c’era proprio lui eppure sogna di cambiare l’Italia dal 94?
    2. la sinistra (che ho votato convinta, senza turarmi il naso o vergognarmi) che ha “vinto” le elezioni eppure risulta sconfitta, debole e insicura. Questo è davvero un paradosso.
    3. l’atteggiamento del M5S che vuole fare ostruzione e basta. Io l’ho letto il programma e sarei pure d’accordo con molti dei punti, non mi piace, come diceva Michela70 qui sopra, l’essere ANTI-SISTEMA a prescindere.

    Qui c’è un Paese in ginocchio da governare, per favore, è tempo di essere seri, questa la mia più grande speranza: che questi neo-eletti siano consapevoli del compito che hanno e facciano anche solo 2 leggi la riforma elettorale e il conflitto di interessi, poi si può pure tornare a votare, anche se temo che la strategia di Grillo sia quella di obbligare Bersani a scendere a patti con il PDL per dare addosso ad entrambi e guadagnare consensi. Ecco se fosse così mi viene da piangere, anzi da emigrare. Questo Paese ha bisogno di concretezza, le polemiche, il puntarsi il dito contro sono cose vecchie ed inutili. E come al solito, a farne le spese è sempre la gente comune.

    A Milano so che ha stravinto Ambrosoli e questo mi commuove un po’ perchè allora la mia città forse è un po’ cambiata.
    Felice di leggere nell’altro post che ai soliti controlli tutto bene.
    Ti abbraccio forte e abbraccio anche Lula e Sten.

    • 8 Giorgia 28 febbraio 2013 alle 23:06

      Carissima dottoressa! 🙂 Che bella notizia, scusa se anche io non mi sono più fatta sentire. Guarda, anche io temo che l’interesse di Grillo sia quello di spingere a un governissimo per poter subito dopo crescere ancora di più. Ma forse questa volta i dirigenti del pd non saranno completamente idioti da fare harakiri.
      Però ti sbagli su Milano, magari avesse stravinto Ambrosoli! Non so dove sei, chi ti abbia dato questa notizia, perché purtroppo ha vinto Maroni.
      Un grande abbraccio anche a te

      • 9 GinT 1 marzo 2013 alle 11:46

        Scusa non mi sono espressa bene: so che ahi noi ha vinto Maroni ma a Milano Ambrosoli ha avuto più voti, diciamo che e’ la cosiddetta zona pedemontana che ha fatto vincere Maroni ma nella mia città forse davvero dopo Pisapia il vento un po’ e’ cambiato. Incrociamo le dita per il bene dell’Italia

  5. 10 4p 1 marzo 2013 alle 09:38

    No non di Grillo, ma del movimento, mi sono espressa a cazzum.
    4p


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