Non sono tutte stelle quelle che

Sono stanca stanca, inizio e cancello post da giorni, non riesco a trovare quella lucidità di pensiero necessaria a scrivere qualcosa di decente. Ho avuto mille pensieri, alcuni molto piacevoli, altri che mi mettono ansia, insieme alla preoccupazione su ciò che accadrà domenica e lunedì prossimi, con le elezioni. Non c’ è giorno in cui non parlo con qualche indeciso o mal deciso, secondo il mio punto di vista, per cercare di far riflettere sulla necessità di non perdere questa occasione di dare all’Italia un governo che avvii un percorso per uscire dalla crisi da sinistra e trasformare questo povero Paese in un luogo da cui smettere di voler fuggire. Io davvero non riesco a capire chi si è fatto irretire da Grillo, che ogni giorno mostra un’anima populista e proprietaria che sembra ricalcata su quella di Berlusconi. Una specie di copia rovesciata. Potrei anche essere contenta dell’ingresso in Parlamento di decine e decine di persone giovani animate da buonissime intenzioni, ma sono atterrita dalla demagogica predicazione di chi sfugge il confronto dialettico e distrugge il diritto di critica, sostituendolo con il dovere di insulto. E trovo sospetto chi propone trasformazioni radicali senza spiegare come realizzarle e invece osteggia provvedimenti di civiltà molto semplici da realizzare come, tanto per citarne uno, una legge per dare la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia. E da blogger di vecchia data trovo insopportabile la retorica della democrazia diretta a colpi di clic, che non esiste, anzi, come spiega Federico Mello nel saggio Il lato oscuro delle stelle il movimento Cinque stelle in realtà non ha niente di democratico ma è stato costruito da Grillo e Casaleggio con tecniche raffinate di manipolazione digitale. Ancora una volta vedo un’analogia al rovescio con la nascita del partito berlusconiano negli anni ’90. Partiti e movimenti che nascono da precise strategie di marketing politico e con un leader carismatico, padre padrone, che allontana chi contesta la leadership o semplicemente si permette di avere ed esprimere un opinione dissonante.

A me questa roba qua non piace proprio, c’è una distanza abissale dal modo in cui il centrosinistra ha permesso a tutti di partecipare alle elezioni primarie.

 

 

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13 Responses to “Non sono tutte stelle quelle che”


  1. 1 ziacris1 20 febbraio 2013 alle 10:45

    sono giorni pesanti, in tutti i sensi, e questa spada del risultato elettorale non aiuta per niente, sapendo bene che gli imbonitori sono dietro all’angolo in attesa di spolpare una carcassa

  2. 3 Mia 20 febbraio 2013 alle 13:37

    Sto sostenendo il MoVimento 5 Stelle in questa campagna elettorale, ma Grillo non mi ha mai irretita. Per la verità, mi sta pure antipatico, non mi piace.
    Invece mi fido di queste “persone giovani animate da buonissime intenzioni” e voglio che siano presenti in Parlamento.
    Per governare il Paese? No, non credo che ci siano i numeri né (ancora) la cultura politica necessari. Ma per promuovere e sostenere scelte indispensabili di cambiamento, quelle scelte che la sinistra, anche quando ne ha avuta l’opportunità (4 governi dal 1994 ad oggi) non ha mai voluto fare.
    Quanto alle primarie del centrosinistra, sarebbero state una buona cosa se non ci fossero stati gli inserimenti forzati dei fedelissimi delle segreterie di partito, ovviamente ai primi posti, ovviamente in buona parte maschi (in Veneto su 17 “raccomandati di partito” ben 12 sono uomini).
    Meglio questi giovani inesperti di gente che è lì da trent’anni e non ha saputo né governare, né fare opposizione.

    • 4 Giorgia 20 febbraio 2013 alle 23:16

      Mia, in questi cinque anni la sinistra esterna al PD non è stata rappresenta in Parlamento, e sono sicura che è stato uno dei mali di questa pessima legislatura. Sono stati fatti tanti errori dal PD, per questo non mi sento di votarlo ma votare chi sta cercando di spostare il baricentro dell’alleanza Italiabenecomune a sinistra, anche per evitare maggioranze forzatamente allargate. Sulle primarie per il Parlamento di Sel e PD mi pare che ci sia poco da criticare, visto che sono stati gli unici partiti a farle realmente (scusa ma quelle online del movimento 5 Stelle sono state ridicole, visto che bastavano 30 voti per essere in lista). Permetteranno di far entrare in Parlamento il 40 per cento di donne, molti giovani sotto i 40 e persone che entrano per la prima volta in Parlamento avendo magari alle spalle esperienze di amministrazione locale, che non guasta, se fatta in un certo modo. Spero che i giovani inesperti di cui parli non siano così inesperti da non agire in autonomia da Grillo e Casaleggio.

      • 5 Mia 21 febbraio 2013 alle 02:42

        La sinistra di cui parli è stata anche al governo, dal 2006 al 2008, con una coalizione non troppo diversa da quella attuale. Hanno fatto talmente bene che alla successiva tornata elettorale sono rimasti fuori dal Parlamento.

        Il MoVimento 5 Stelle non ha alle spalle 50 e più anni di presenza politica e organizzazione sul territorio. Le Parlamentarie sono state quello che potevano essere in quel momento, con un numero ancora modesto di utenti certificati sul sito; se si facessero oggi, la partecipazione sarebbe ben diversa.
        Questo però non riduce il loro valore: sono state il primo ed unico esempio in Italia di composizione delle liste totalmente decisa dagli aderenti, senza alcuna imposizione dall’alto. Uno dei risultati è che più della metà dei nomi in cima alle liste è femminile, tantissimi sono i giovani e tutti entrano in Parlamento per la prima volta.
        Francamente mi sembra più seria una consultazione a cui partecipano poche persone le cui scelte vengono rigorosamente rispettate piuttosto che una con una folla di votanti della cui volontà si tiene conto solo marginalmente.

  3. 6 dany 1963 20 febbraio 2013 alle 21:53

    condivido ogni parola che hai scritto Giorgia, e temo molto i risultati di domenica e la nuova ondata di populismo becero che sta sommergendo la ”pancia” del paese.

  4. 8 4p 20 febbraio 2013 alle 22:34

    Concordo cara Giorgia su ogni singola parola.
    Questo è il momento giusto.
    Smacchiamo i giaguari insieme ai vendoliani.
    Forza 4p

  5. 10 sissi 22 febbraio 2013 alle 15:13

    Dai Giorgia,
    il problema è Grillo?!? O sono il Pd and Co. che spingono a cercare un’alternativa, una qualunque, talmente loro poco convincono?!? E non credo che i grillini si siano fatti “irretire”, ma che in gran parte non abbiano la sensazione che l’opzione di uscire dalla crisi “da sinistra” sia reale, e quindi niente, meglio un voto di rottura che assistere all’ennesimo impantanamento di Bersani e simili.
    s

  6. 11 Giorgia 22 febbraio 2013 alle 20:06

    Mi sono stufata di voti di rottura, perché poi qualcuno i cocci li deve rimettere insieme, e governare. Io critico da anni il PD, ma l’alleanza con SEL è una cosa seria, che ha già provocato uno spostamento a sinistra. Perché esiste un modo di sinistra per uscire dalla crisi: tagliare le spese militari, investire in formazione, ricerca e cultura, progressività del fisco, rafforzare welfare e tutelare i diritti, combattere l’evasione fiscale, e molto altro. http://www.sinistraecologialiberta.it/programma/

    • 12 sissi 22 febbraio 2013 alle 21:22

      non cerco di farti cambiare idea e non mi farai cambiare idea (qui abbiamo già votato 😉 ), solo non capisco come tu possa liquidare Grillo come un semplice imbonitore e i grillini come degli irretiti…ragionare più seriamente sul successo del movimento potrebbe essere interessante…certo, poi si scoprirebbe che un certo elettorato di sinistra è migrato in massa in piazza e prima di pensare a mettere insieme i cocci degli altri bisognerebbe mantere il proprio vaso intatto.
      s

  7. 13 l. 23 febbraio 2013 alle 18:39

    Grazie Giorgia per questo post, molto lucido e che va dritto al punto. Anch’io domani voterò SEL, anch’io in questi ultimi giorni mi sono trovata a discutere con indecisi o male informati, con un certo panico per il risultato di lunedì. Condivido la delusione per un partito che negli ultimi anni ha perso identità, occasioni e credibilità, ma penso che anche che allo stato attuale delle cose rappresenti l’unica alternativa per uscire dal pantano in cui è sprofondato il paese, sempre che sia capace di mostrarsi coerente su determinati temi-chiave (lavoro, ambiente, welfare).
    Non capisco invece come persone che si professano “di sinistra” non riescano (o non vogliano) vedere Grillo per quello che è, con tutte le analogie inquietanti (travasate in un altro contesto, è vero, perché ieri Casaleggio ha osato perfino citare “la fantasia al potere” di sessantottina memoria) con il berlusconismo: spettacolarizzazione della (non) politica, populismo e un leader che (in questo sì, diverso da Berlusconi) non ha nemmeno il coraggio o la saggezza di candidarsi esplicitamente alla vigilia di un voto fondamentale.
    mah, speriamo bene.

    un abbraccio
    l.


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