1 dicembre 1997 – Lula

L’altro ieri Lula ha compiuto 15 anni. Lo so, lo so, una madre blogger che si rispetti non dovrebbe scrivere il post di compleanno della propria figlia in ritardo. O lo scrive il giorno giusto, o non lo scrive affatto. Ma non ho avuto tempo, s’è preparato, e festeggiato con gli amici, e rifesteggiato con i parenti, con un po’ di patema d’animo iniziale perché venti ragazzi in casa – che magari posso moltiplicarsi in modo incontrollato, se ci ricordiamo tutti come funzionava ai tempi del liceo quando si spargeva la voce che qualcuno faceva una festa di sabato sera – sono sempre fonte di grande preoccupazione. Invece è andato tutto bene, casa integra, divieto di fumare dentro casa rispettato, nessuna traccia di eccessi alcolici ma, unico inconveniente, una notevole zozzeria sui pavimenti dovuta al passaggio dentro-fuori con il giardino infangato dalla pioggia.

La mia Lula è diventata grande, con tutte le contraddizioni che questo significa, con gli inevitabili conflitti scatenati da una personalità che vuole affermarsi allontanandosi dai modelli familiari o contraddicendoli polemicamente. Qualunque madre sa di cosa parlo. Sa quanto sia difficile trovare un equilibrio nel ruolo genitoriale e, in particolare, materno, perché si oscilla pericolosamente tra desiderio di compiacere, proteggere e coccolare e necessità di arginare le intemperanze, riaffermare un principio di autorità non autoritario ma autorevole.

Lula, forse tu invece non capisci bene cosa sto dicendo, ma se pensi a quelle volte in cui abbiamo litigato fino alle lacrime e dopo però ci siamo cercate, e abbracciate, tentando di chiarire l’una all’altra il significato di quella rabbia, allora saprai anche tu cosa intendo. Crescere è difficile, e veder crescere talvolta anche di più. L’altra sera ti ho raccontato quello che mi era successo subito dopo la tua nascita, quei due mesi di buio e depressione che tante madri vivono. Ti abbiamo spiegato come ne sono uscita, ma forse non ti ho detto abbastanza quanto è stato importante, dopo, realizzare che io e papà avevamo generato una creatura meravigliosa e che era stato un peccato vivere male i primi due mesi di vita insieme. E poi non ti ho detto mai quanto la tua esistenza mi abbia aiutato a superare tutti gli altri momenti difficili della vita, quanto sei stata fondamentale nell’avermi fatto diventare la donna che sono. Perché sono convinta che se i genitori influenzano la personalità dei figli, è vero anche il contrario.

Tanti auguri ancora, ragazza mia, goditi questi anni, e cerca di essere sempre felice.

 

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7 Responses to “1 dicembre 1997 – Lula”


  1. 1 widepeak 3 dicembre 2012 alle 18:13

    Auguri donne meravigliose!

  2. 2 ziacris1 3 dicembre 2012 alle 20:30

    Auguri a tutte due…da noi si dice che la mela non cade mai molto lontana dall’albero, quindi……..con tutto il bene che si può volere ai figli, con tutto il beneche loro possono avere per noi, auguri auguri auguri

  3. 3 wolkerina 3 dicembre 2012 alle 22:09

    Sarà anche arrivato in ritardo, ma che post Giorgia!
    auguri di cuore alla tua Lula 🙂

  4. 5 biancaspina 5 dicembre 2012 alle 11:04

    E meno male che lo hai scritto, questo post, seppure in ritardo…perchè io mi sono emozionata tanto a leggerlo.
    E mi sono vista tra dieci anni, visto che mia figlia ne ha 5. E già è un rapporto bellissimo, splendido, ma tanto impegnativo, sicuramente più difficile che col maschio, che ha solo un anno in meno.
    Auguri ad entrambe!!

  5. 6 4p 6 dicembre 2012 alle 17:48

    Mia cara Giorgia, hai scritto un post in ritardo, sarà pur vero come dici tu, ma caspiterina l’hai fatto decantare in maniera superlativa.
    Mi ritrovo parecchio nelle tue parole.
    Polemiche litigiose e mille conflitti che vediamo e in un certo qual modo riviviamo, ma ogni testa ha il suo percorso da fare, ed è inevitabile.
    Ascolto e ascolto ma quando a volte dico la mia, no così non va bene, e riascolto (e mi girano le palle), alla fine per assurdo ci sono cose che vede molto chiaramente più lui di me. Ha 26 anni e quest’anno con la sua “pena d’amore” m’ha fatto preoccupare non poco.
    Rispettavo i suoi silenzi, le sue angosce e i suoi pianti, lo vedevo e non potevo far altro che ascoltarlo e incoraggiarlo quando mi cercava, lo osservavo e speravo che la cosa si esaurisse in fretta.
    E’ passata ed è di nuovo sereno anzi direi che è felice ed io con lui.
    Abbiamo sempre i nostri battibecchi, ma chi se ne frega, ci pigliamo molto in giro, se poi è di luna buona mi fa morire dal ridere.
    Ciao Pat


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