Le primarie, Nichi e un ballottaggio rassegnato

Questo post lo scrivo e lo riscrivo da un paio di giorni. Faccio fatica a concluderlo, a non considerare le mie parole troppo retoriche, o solo drammaticamente ingenue. In vista delle primarie si era riaccesa la mia passione politica e, convinta come di rado negli ultimi anni mi è capitato di essere, ho sostenuto e votato Nichi Vendola. Sono una donna di sinistra, e nei momenti più scuri e melmosi di questi decenni berlusconiani, legaioli e postfascisti, mi sono chiesta con sgomento come fosse stato possibile arrivare a tanto degrado politico e culturale, nel senso più vasto del termine. E mi sono costantemente risposta che mancava una sinistra forte, coerente, capace di mantenere salde le radici e lasciar crescere germogli nuovi su rami robusti. Una sinistra orgogliosa di esserlo e capace di vincere. Ecco, Nichi – lo chiamo per nome, anche perché per me lui è ancora il compagno della FGCI del 1985 – ha incarnato e incarna proprio questa sinistra qua, e i suoi otto anni in Puglia sono un esempio di  buongoverno degli anni duemila. Almeno è quello che mi dicono tanti pugliesi, e non solo quelli che lo votarono per il primo mandato.

Ma insomma, lui, come era previsto e prevedibile, ha perso, e io, romantica e ingenua come sono, a un certo punto ho davvero creduto che riuscisse a ripetere il miracolo compiuto in Puglia, andare lui al ballottaggio, contro tutti i pronostici e contro l’apparato del PD. Ma sì, certo, era praticamente impossibile: “a mani nude contro due giganti”, ha detto commentando i primi risultati. Qualcuno non lo ha votato per paura che vincesse Renzi al primo turno, altri perché convinti che non sarebbe mai potuto diventare Presidente del consiglio un comunista gay con la zeppola e l’orecchino. Altri ancora, immagino, perché durante il dibattito con gli altri candidati ha citato il cardinal Martini come personaggio di riferimento. Pure io mi sono arrabbiata un  bel po’, mi aspettavo Berlinguer, o Pasolini. Ma nel format con risposte di un minuto e mezzo non c’era spazio per il suo stile narrativo, per il suo linguaggio ricco per parlare di cose concrete come lavoro, diritti, precarietà. E l’ho perdonato.

Domenica tornerò a votare, senza entusiasmo ma senza esitazione, per Bersani. Renzi ha attratto e attrae molti elettori di destra, orfani di Berlusconi. E questo deve significare qualcosa, per esempio che le idee di Renzi piacciono a chi non si è mai sognato di votare il centrosinistra. Ergo, queste idee non possono piacere anche a me. Il centrosinistra deve recuperare gli elettori delusi e disgustati di sinistra e di centrosinistra, quelli tentati da Grillo, quelli che hanno votato convinti Pisapia a Milano, e De Magistris a Napoli e che alle politiche potrebbero astenersi. La sinistra deve attrarre il suo elettorato, perché quando non si vergogna di se stessa riesca a farlo benissimo.

Bersani avrà il mio voto, e immagino quello di molti altri sostenitori di Nichi. Ma vorrei che questi nostri voti pesassero davvero, e che la smettesse di inseguire l’abbraccio con Casini e le banderuole di centro. Perché l’unica battuta di Renzi che mi ha convinto è stata questa: “di Casini ne abbiamo già tanti.”

 

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4 Responses to “Le primarie, Nichi e un ballottaggio rassegnato”


  1. 1 widepeak 28 novembre 2012 alle 19:23

    mi dispiace per la tua delusione, anche perché parla di una mia delusione molto precedente. ma riguardo a tutti questi, e intendo tutti, orecchino o meno.

  2. 2 wolkies 28 novembre 2012 alle 21:56

    Ciao Giorgia, sono Giulia, ma un maldestro tentativo di iscrivermi a worpress ha dato il risultato di un nome strambo e una immagine, solo quella, che almeno mi rappresenta un pochino! Da elettrice di sinistra, attratta per un periodo e poi respinta a tutto campo, dal Beppe e le sue stelle, ho tante perplessità..Sono ancora lì ad ascoltarmi Moretti a piazza Navona e rivedo queste facce consunte ancora pronte ad un nuovo arembaggio..Che roba, che tristezza e che rabbia..Nichi Vendola ha avuto un gran coraggio a staccarsi da una certa sinistra e a tentare un nuovo progetto,ma troppi gli remano contro per affossarlo. Compreso e in prima linea quel pd che sembra la dc con la maschera nuova..Lui, la Puglia, vorrei credere nel cambiamento.. a volte ci sono vicina a sperare..Poi mi chiedo se il vero problema non siano gli italiani che ancora sbagliano a votare e che forse, come dice la mia amica olandese, avranno ancora ciò che si meritano (?)..

  3. 3 Silvia 1 dicembre 2012 alle 23:12

    Giorgia, ma l’hai letto l’articolo che hai messo nel link??? Soprattutto il finale quando parla del “diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti”??? Questo sta di fuori come un balcone…

  4. 4 Giorgia 2 dicembre 2012 alle 11:01

    Ho sbagliato intervista per ricordare quegli anni. Quella famigerata frase è stata più volte disconosciuta da Nichi, e lo stesso giornalista ammise di aver sbagliato. Nel 2010, scrisse questo sul suo blog: http://violapost.it/?p=1869


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