Per non dimenticare Genova

Quando c’è stato il G8 a Genova, nel 2001, mi godevo il mare di luglio con Lula piccoletta. Ricordo esattamente in quale delle spiaggia che frequentavamo lessi le cronache sconvolgenti sull’irruzione alla Diaz, che mi trasportarono in un’allucinante atmosfera che in molti hanno definito da dittatura sudamericana e che Amnesty International ha denunciato come la più grave sospensione dei diritti in un paese occidentale.

Ieri, al Teatro Valle occupato, un grande esperimento di gestione democratica di un bene culturale comune, è stato proiettato il film “Diaz”, di Daniele Vicari, che ancora non avevo visto ed ero in dubbio se voler vedere, immaginando la violenza delle scene, in parte anticipata dal trailer.  Invece l’ho visto, com’era giusto fare. Perché sì, certo, già sapevo cos’era accaduto, avevo letto e sentito tante testimonianze, e le cronache giudiziarie del processo che si sta concludendo in Cassazione. Ma vedere, anche se sotto forma di ricostruzione cinematografica, quello che realmente è potuto accadere undici anni fa a un centinaio di ragazze, ragazzi, donne e uomini inermi, serve a tenere ancora alta l’attenzione su quella storia per la quale dovremmo tutti esigere giustizia. Dovremmo ribellarci alle brillanti carriere fatte dai responsabili di quella “macelleria messicana”, al fatto che delle centinaia di agenti responsabili di tanta violenza i pochi imputati rischino condanne minime e prescrittibili, visto che il reato di tortura nel nostro codice nemmeno esiste, e che, invece, dieci manifestanti sono stati condannati per devastazione e saccheggio a pene che arrivano fino a dieci anni. (Su questo processo, che arriverà il 13 luglio in Cassazione c’è un importante appello da firmare:  http://www.10×100.it)

Un film come “Diaz” raggela ma scuote, impone di non distogliere gli occhi di fronte a quella violenza fascista. Perché di violenza fascista si è trattato. E come tale dovrebbe essere perseguita e condannata.

 

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3 Responses to “Per non dimenticare Genova”


  1. 1 Perdix 24 giugno 2012 alle 20:38

    Io invece non sono riuscita ad andare a vederlo, so che è sbagliato e che non bisogna tapparsi gli occhi, nè voglio farlo, ricordo anch’io perfettamente quel giorno e come tutte le notizie e immagini che arrivavano da Genova mi scossero nel profondo ( e non sapevamo tutto, allora!) ma in questo momento non riesco a vedere violenze. Condivido tutto ciò che hai scritto. Un abbraccio. Carmen

  2. 2 rita 25 giugno 2012 alle 10:12

    Avevo visto qualche scena a “Le invasioni barbariche” e sì, ci vuole davvero coraggio ad andarlo a vedere: non riuscirei a trovare definizione più calzante di quella che hai usato Tu, “macelleria”….una vergogna per l’Italia, per le forze dell’ordine, per chi ha autorizzato, per chi ha eseguito…e resteranno impuniti….e continueranno a fare il loro lavoro e ad “abusare” del fatto che indossano la divisa…

  3. 3 widepeak 25 giugno 2012 alle 11:46

    d’accordo con te, ma non riesco ad andare a vederlo. mi dispiace, non ce la faccio


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