Giovani donne in preda all’ansia?

Giovedì sera sono intervenuta telefonicamente alla trasmissione Radio3 Suite, che in occasione dell’8 marzo, insieme a Radio3 Scienza, si occupava di prevenzione del tumore al seno. Ripeto: prevenzione del tumore al seno. In realtà l’invitata, insieme agli altri tre ospiti, era Anna/Widepeak, che però di questi tempi per lei parecchio duri non ce la fa a reggere fino a tarda sera, e così ha passato la palla a me. E io, come sapete, difficilmente mi tiro indietro, soprattutto quando c’è da spiegare il senso e l’importanza del cancer blogging e da supportare iniziative sulla prevenzione.

Prima di proseguire devo chiedervi di ascoltare il podcast della trasmissione, magari saltate l’aria di Mozart, oppure no, perché è tanto bella. http://www.radio.rai.it/podcast/A42427970.mp3 (oppure http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1761033e-1711-4065-9c41-680f8157e307.html)

Ecco, avete sentito? Si parlava di prevenzione, e il dottor Claudio Andreoli, direttore della Scuola italiana di senologia, oncologo con un curriculum straordinario e impegnato in modo particolare nei programmi di prevenzione e di diagnosi precoce del tumore alla mammella, non ha fatto altro che ripetere che in giro c’è troppo allarmismo, troppe giovani donne sono coinvolte in programmi di controllo che condizionano in modo negativo la loro qualità di vita, spinte da raccomandazioni non giustificate, visto che giovani donne che si ammalano di cancro al seno sono eccezioni rarissime.

Lo avete sentito, no? E avete capito quanto fossi scioccata da quelle parole? Non avete letto le mail furibonde che mi hanno scritto alcune cancer bloggers quando ho diffuso il podcast, praticamente quasi tutte incappate in leggerezze da parte di medici che le ritenevano troppo giovani per avere il cancro ritardando con conseguenze gravissime l’inizio delle cure. E pure io, porca miseria, non me lo dimentico che avevo 32 anni e, nonostante la familiarità materna, mi sentii dire che quel nodulino era una sciocchezza dovuta all’allattamento e lasciai trascorrere così mesi preziosi per fare una diagnosi precoce che probabilmente mi avrebbe salvato i primi linfonodi e quindi evitato la successiva metastatizzazione epatica.

E poi vorrei capire dove stanno tutte queste giovani, sotto i 35 anni, che vivono nell’ansia dei controlli. Vi prego, facciamo un esperimento, se siete sotto i 35 anni e passate da queste parti lasciate la vostra testimonianza: fate controlli periodici di prevenzione del tumore al seno? E se lo fate, la vostra qualità della vita è condizionata negativamente? Purtroppo invece in Italia l’incidenza del tumore al seno, e in particolare nelle donne giovani, è aumentata. E di questo credo debbano tener conto i programmi di screening offerti dalle Aziende sanitarie alle donne a partire dai 50 anni. Per carità, nessuno chiede di sottoporre a mammografia tutte le donne dai 25 in su, ma una visita senologica all’anno abbinata ad una innocua ecografia che male farebbe? Tanto per dire, al senologo che mi ha operato è bastato visitarmi per capire che quel nodulo – di cui mi sono accorta alla sacrosanta palpazione – comunque andava tolto.

Ieri ho fatto sentire il podcast della trasmissione ad alcuni dei componenti del Comitato scientifico di Annastaccatolisa –  che, detto per inciso, ha deliberato l’istituzione di una borsa di studio da 20.000 euro di cui a breve verrà preparato il bando.

Anche loro erano stupefatti.

Mi piacerebbe che il dottor Andreoli mi spiegasse, e spiegasse a tutte noi “eccezioni rarissime”, il senso di quella che lui stesso definisce una sua “battaglia che spera un giorno di vincere”.

Perché il messaggio che ha dato durante quella trasmissione, e che mi auguro di essere riuscita almeno un poco a contrastare, è un messaggio pericoloso, che con la prevenzione non mi pare abbia proprio niente a che vedere.

Annunci

53 Responses to “Giovani donne in preda all’ansia?”


  1. 1 Romina 10 marzo 2012 alle 21:53

    Eccomi all’appello. Giovane donna di 28 anni. Ammalata di cancro all’età di 21 anni. Mesi di suppliche al medico per avere uno straccio di impegnativa per una lastra. Presa per pazza. Una pazza che si credeva malata e che voleva far buttar soldi al Sistema Sanitario Nazionale. Diagnosi molto tardiva. Non era tumore al seno (per il quale ho fortissima familiarità, vedi mia mamma, mia nonna e la mia bisnonna, cosa che il medico sapeva) ma sempre cancro era. Risposta alla tua domanda: al di là dei miei controlli oncoematologici, vado dalla ginecologa (che poi servirebbe pure la senologa, ma vabbè) una volta l’anno. No, la mia vita non ne risulta compromessa nella sua felicità. La maggior parte delle mie amiche tra i 25 e i 35 ha visto più unicorni che ginecologi. La maggior parte ha fatto la prima, vera visita completa solo in previsione, o in conseguenza, di una gravidanza. Tutta questa grande ossessione per la prevenzione non la vedo. Ancor peggio, non vedo neanche la prevenzione minima indispensabile. Non c’era assolutamente motivo di pronunciare quelle frasi. E non aggiungo altro, Giorgia. Quello che penso lo hai letto nelle mail che ho inviato e non ripeto. Dico solo che non condivido nel modo più assoluto quelle esternazioni. Condivido, invece, ogni tua singola parola.

  2. 2 capsicum 10 marzo 2012 alle 21:55

    io faccio molta fatica a fare della prevenzione nelle donne giovani, mi contestano che intaso un servizio che già fatica a fare tutti gli esami elle donne “veramente a rischio”, cioè quell dai 45 ai 75. Io che ho perso la mia giovane sostituta con il cancro al seno, che ho conosciuto tante donne giovani col cancro al seno, che ho visto le idiozie di chi fa fare solo l’ecografia, tanto sono giovani e a basso rischio, dicono, e che ho visto anche tante donne con un cancro al seno insorto dopo i 75, mi sento di camminare controcorrente. Lo so che i servizi non bastano e che una prevenzione completa non è attuabile, ma allora va detta la verità: possiamo fare solo un tot di esami di prevenzione e siccome non possiamo farli a tutte scegliamo la fascia statisticamente a rischio più elevato. Una scelta politica come un’altra, ma va dichiarata, così se il medico (io, per esempio) ti suggerisce una mammo, anche urgente, tu non ti senti dubbiosa e non pensi che il tuo medico è impreparato e ti vuol far spendere dei soldi di ticket per nulla, per un esame che non ti serve e che “fa terrorismo inutile”. I medici di base, poi, si sa, sono insensibili e non viogliono fare lavori in più, non è così che hanno detto?

  3. 3 Mia 11 marzo 2012 alle 00:04

    Non ho avuto il cancro al seno, ne ho avuto un altro, molto più raro e particolarmente raro nei giovani adulti. E ci sono voluti SETTE MESI per diagnosticarlo da quando ho iniziato ad avvertire i primi sintomi, perché nessuno pensava che una donna di 35 anni potesse avere un liposarcoma.
    Per questo sentire certe affermazioni mi spaventa.
    Non solo perché possono creare nelle donne giovani un senso di sicurezza non del tutto giustificato, ma anche perché denotano un atteggiamento puramente “statistico” da parte di alcuni medici, che li porta ad escludere l’ipotesi di tumore nelle persone giovani, anche in presenza di sintomi, solo perché “statisticamente” è poco probabile.
    Ma noi non siamo numeri, siamo persone.

  4. 4 Silvia 11 marzo 2012 alle 08:12

    Silvia, cancro al seno all’ età di 43 anni (scoperto con l’ autopalpazione), non giovanissima, ma al di sotto dell’ età ritenuta a rischio.
    Sentire certe affermazioni fa male e stupisce: la prevenzione per il cancro al seno fa vivere nell’ ansia ed il controllo dei nei per la prevenzione dei melanomi no? E la lastra ai polmoni consigliata ogni anno ai fumatori?
    Però, pensandoci bene, in fondo ha ragione lui: cosa volere di più? Una mastectomia, e ti fai le tette nuove gratis; una bella dissezione ascellare, così ti fai massaggiare a vita per il linfedema; una bella chemio, così dimagrisci ed i capelli ricrescono più belli e più forti che mai!
    E se si arriva tardi e si muore, pazienza, una pensione in meno.

    Non ho parole, le tue erano già perfette.

    Silvia (che vi legge sempre, tutte quante).

  5. 5 dany63 11 marzo 2012 alle 12:27

    Nella mia regione sino al dicembre 2009 lo screening iniziava a 50 anni, a febbraio 2010, a 47 anni, ho scoperto di avere un tumore al seno con l’autopalpazione.
    Per motivi logistici sono andata a fare la mammografia nella regione accanto (Lombardia) dove lo screening iniziava già a 45 anni e dove la radiologa mi ha rimproverato per non aver pensato, dopo i 40, di farla comunque.
    Nel frattempo anche la mia regione ha anticipato ai 45 e sei mesi dopo, a intervento già eseguito, sono stata invitata dall’ASL per la mammografia…
    Che dire? Che il mio medico di base, quando gli dissi del nodulo che sentivo e che mi procurava un certo dolore, rispose “se fa male non è certo un tumore” !

  6. 6 GinT 11 marzo 2012 alle 15:24

    Giorgia cara, non posso non rispondere alla tua richiesta…
    Non posso prometterti qualcosa di breve perché ci sono molti punti da affrontare.
    Faccio una piccola premessa dicendoti che penso che il mio pensiero sia condizionato dalla mia esperienza di studentessa di Medicina e di figlia di medici.
    1. Io, personalmente, prendo la pillola, non ho familiarità per il tumore al seno, ma una visita e un’ecografia ogni due anni la faccio e soprattutto faccio l’autopalpazione. E tutto questo non mi crea ansie. (sottolineo per dovere due cose:
    la visita ginecologica + pap test ogni anno perché il pap test è sicuramente lo strumento che più incarna la parola PREVENZIONE dato che da quando è stato introdotto la mortalità per tumore alla cervice uterina è drammaticamente diminuita;
    per quanto riguarda il seno per le donne giovani l’esame diagnostico più appropriato è l’ecografia, per le donne più adulte è la mammografia)
    2. Sto facendo la tesi di laurea in un grosso istituto che si occupa di Oncologia, quindi sicuramente vedo casi “più unici che rari” ma questi casi ci sono.
    Purtroppo o per fortuna la medicina e la prevenzione si basano sui numeri e sui costi. E’ crudele ma è così.
    Perciò se STATISTICAMENTE i casi di tumore al seno sono più numerosi nelle donne sopra i 45 anni di età, ANCHE PER UNA QUESTIONE DI COSTI, a queste donne verranno rivolte maggiori attenzioni.
    Un testo su cui ho recentemente studiato recita: “il tumore al seno è raro nelle donne con età compresa tra i 30 e i 40 anni, un’eccezione nelle donne con età compresa tra i 20 e i 30”. Però nessuno ha detto che NON ESISTE. Quindi qualche caso ci sarà stato…Penso a te, ad Anna, ad Anna Lisa…Come la mettiamo con quelle che sono le eccezioni?
    Io sono d’accordo con te. E’ giusto parlarne in modo completo e senza creare inutili ansie. E’ sbagliato generalizzare.
    Un medico meraviglioso una volta mi ha detto “se non pensi ad una malattia non farai mai una diagnosi”. Statisticamente parlando, se mi si presentasse una donna di 35 anni senza fattori di rischio per il tumore al seno (no familiarità etc), con un nodulo palpabile, dolente o meno, la inviterei subito a fare un’ecografia, senza creare ansie ma senza nemmeno banalizzare con “non è niente vedrai” (e non è facile per niente questo tipo di mediazione, soprattutto dipende molto da chi hai davanti).Questo il mio modo di pensare.
    3. Mia sorella, 24 anni lamenta un fastidio alla gola.
    Prescritta eco tiroide, esami funzionalità tiroidea normali, nessun sintomo.
    L’ecografia recita tiroide ingrossata ovvero gozzo. Alla fine si decide per l’intervento perchè la tiroide è oggettivamente grossa. Aspettando il responso dell’anatomo-patologo l’endocrinologa le dice “prendi l’eutirox, perchè 20 giorni senza ormoni non puoi stare. SE POI, PER CASO, VIENE FUORI CHE C’ERA UN TUMORE, LO SOSPENDI per fare la scintigrafia”. Ecco il tumore c’era, le possiblità erano minime ma il tumore c’era, piccolissimo, minuscolo, ma c’era.
    Quindi se ci mettiamo a pensare che siamo tutti così vulnerabili non la finiamo più e smettiamo di vivere, passeremmo la vita a fare controlli.
    Ciò che io personalmente faccio è seguire i programmi di prevenzione rivolti alla mia età nè con troppa ansia nè con troppa leggerezza.
    Come futuro medico mi auguro si non sottovalutare mai nessun sintomo che non quadra, e mi auguro che i miei pazienti non abbiano mai paura nè vergogna a chiedere.
    Ti abbraccio forte, scusa se mi sono dilungata ma ci tengo.

  7. 7 Arcobaleno 11 marzo 2012 alle 16:13

    Mi arrabbio a sentir cio’ che ci racconti! Gia’, tante donne purtroppo non fanno la dovuta prevenzione, ( perche’ tanto stanno bene! Dicono……) Se poi ci si mette anche un medico a dire, che non e’ indispensabile! Vorrei ricordare poi, che non tutti i tumori al seno si “sentono” alla palpazione, quindi e’ ancora piu’ essenziale l’ecografia e la mammografia, che a me ad esempio, hanno salvato la vita! Nella risposta, c’era scritto testualmente….Carcinoma, non percepibile alla palpazione! Quindi, donne, controllatevi! La salute e’ un dono inestimabile! Ciao da AnnaRosa-Arcobaleno

  8. 8 mamiga72 11 marzo 2012 alle 17:35

    GinT: mi sa che allora tra di noi, qui, si sono incontrati solo casi rari ed eccezioni. Quanto basta per ribaltare le statistiche. No? :/

    • 9 GinT 11 marzo 2012 alle 18:00

      Mi permetto di rispondere visto che sono “chiamata in causa”. Io non mi occupo di Oncologia ma anche nel campo che ho scelto io la statistica conta. E in Medicina esiste la parola progresso, perciò è una scienza in evoluzione, basta pensare che 30 anni fa non si parlava di AIDS adesso è la malattia INFETTIVA per eccellenza.
      Io i vostri casi non li conosco nel dettaglio “medico”, diciamo che siete accomunate da un fattore comune che è la diagnosi in età compresa tra i 30 e i 40 anni.
      Mettiamo che chi si occupa di tumore al seno analizzi i dati di questi ultimi anni e decida che sono in aumento i casi di donne con tumore al seno che hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. Quanto incide statisticamente questo aumento? Incide tanto da giustificare un costo per un programma di prevenzione? Perchè alla fine sempre di rapporto costo-beneficio si tratta, in sanità ormai si parla di AZIENDA ospedaliera, di BUDGET.
      Non sto giustificando, sto solo cercando di spiegare come funziona, non sto dicendo che sia giusto che funzioni così.
      Inoltre, che tipo di programma di screening mettere in atto?
      La mammografia funziona molto bene sulle donne con un tessuto mammario “non più giovane”: L’ecografia, che è un esame operatore-dipendente è in grado di identificare PRECOCEMENTE i casi di tumore al seno ovvero identificare quelle pazienti con carcinoma in situ??
      Io non so rispondere a tutte queste domande.
      Ribadisco il mio pensiero: nessuno è immune soltanto perchè “è giovane”, certo l’età incide ma conta anche la genetica, i fattori ai quali si è esposti…
      Perciò i programmi di prevenzione servono e vanno seguiti.
      Del resto non si dice che prevenire è meglio che curare?

      • 10 GinT 11 marzo 2012 alle 18:03

        ps: cmq nel mio primo commento ho detto esplicitamente che il rischio zero in medicina non esiste perciò anche se mi insegnano che il tumore al seno è raro tra i 30 e i 40 anni è giusto non escludere mai questa diagnosi a priori proprio perchè RARO non vuol dire che non esiste

      • 11 mamiga72 11 marzo 2012 alle 18:46

        Il mio commento voleva essere a sfondo ironico… Capisco perfettamente il tuo punto di vista, ma io più che impuntarmi sul discorso “screening” (di cui credo di comprendere i limiti, per carità) aggiusterei il tiro educando (perchè di educazione si tratta) le ragazze a un modo di fare diagnosi precoce gratuito, semplice, autonomo che è la banale autopalpazione. In fondo a me è stato insegnato, più che come spauracchio, come un modo per conoscere il mio corpo ed amarlo, e quando ti conosci capisci subito quando qualcosa non va. Guarda, quel sant’uomo del mio medico (sant’uomo perchè ha una pazienza degna di un santo) di base ha perso del tempo per insegnarmi la differenza che corre, a grandi linee, tra un cortisonico, un antibiotico, un antinfiammatorio, un analgesico e un antistaminico. Ergo, ormai ricorro a lui solo quando proprio non posso farne a meno, lui lo sa e sa che quando mi vede significa che le ho già provate tutte. O almeno quelle a mia disposizione.
        Ora, credo che se si perdesse del tempo a “educare” le persone a familiarizzare con sè stesse, senza comunque creare falsi allarmismi ma semplicemente dando loro gli strumenti necessari per fare una prima forma di prevenzione con consapevolezza e serenità, non credo nemmeno che sarebbe necessario allargare la fascia di età in cui investire in screeneng mammografici. Però bisogna farlo. Non dire che “tanto è quasi inutile”, come il medico della trasmissione in questione. La maggior parte delle mie amiche, quando parlo loro di autopalpazione, cadono dalle nuvole. Non vogliono mettere in conto che quello che è successo a me potrebbe succedere anche a loro. Eppure io faccio autopalpazione da quando avevo diciassette anni, senza per questo vivere con l’ansia da “oddio oddio e se sento qualcosa cosa faccio”. Nemmeno adesso che so cosa fare e a cosa eventualmente vado incontro.
        Un sorriso, mi piace come mi hai risposto e come hai risposto a Giorgia 🙂

  9. 12 Rita 11 marzo 2012 alle 17:54

    Forse questo medico non si rende conto del pericoloso messaggio che ha lanciato: saranno statisticamente e numericamente inferiori le donne giovani che si ammalano, rispetto ad altra fascia d’età, ma la prevenzione è fondamentale! Io ho quasi 46 anni, faccio visite ginecologiche ogni anno con annesso pap test e visita senologica. quest’anno credo che mi verrà prescritta la prima mammografia (non ho familiarità) ma nulla di tutto ciò ha mai condizionato e condiziona negativamente la mia vita! la malattia sicuramente sì che lo farebbe!!! Ma non scherziamo a far passare certi messaggi e far credere alle giovani donne che loro sono “statisticamente” protette!!!

  10. 13 Milva 11 marzo 2012 alle 18:16

    Presente: cancro alla mammella insorto a 37 anni. L’ho scoperto da sola, non all’autopalpazione, ma semplicemente passando una mano sul seno, perchè era grosso. Il giorno dopo ho fatto l’ecografia, ovviamente a pagamento. Il radiologo mi prende, appunto, per isterica e dice che la zona è infiammata perchè l’ho toccata troppo. Dice che non è niente e mi prescrive una pomata antinfiammatoria. Passano quattro mesi e, solo per la mia cocciutaggine, finalmente qualcuno mi prende sul serio, molto sul serio, e mi dice che il nodulo va tolto immediatamente. Esito: carcinoma di tre (TRE!!!!!) centimetri, che necessita di mastectomia, svuotamento ascellare e chemio pesante.
    Inutile dire che non sono assolutamente d’accordo con quanto affermato dal dott. Andreoli. Anzi, aggiungo che dovremmo avere il coraggio di dire che purtroppo non ci sono i soldi per fare prevenzione con il servizio sanitario nazionale, ma che un’eco almeno dai trent’anni sarebbe necessaria. Ognuno di noi deciderebbe, eventualmente, se rinunciare a qualche pizza e pagarsi le indagini. Situazione terribile e non condivisibile, ma meglio che il “negazionismo” di certi medici. Tesi imbarazzante da sostenere in un programma radiofonico, ma a questo mondo ci vuole coraggio e coerenza.
    Ora svelo il mio lato antipatico e rivolgo al dott. Andreoli la domanda delle domande: a sua figlia, a sua moglie, a una persona a lui particolarmente cara, a che età consiglierebbe una visita senologica e una ecografia?
    Scusate, ma sono ancora molto, molto arrabbiata e mordace. Milva

  11. 14 Giorgia 11 marzo 2012 alle 18:58

    Ma che bel dibattito! Scusate, per ora rispondo solo a GinT, anche se già l’ho fatto privatamente 🙂 Il problema grave è il messaggio che è stato lanciato: basta con gli allarmismi, ci sono troppe donne giovani che si sottopongono senza motivo a programmi di prevenzione. Dottor Andreoli, mi può dire cortesemente su quali dati si sono fondate quelle sue dichiarazioni? Dove sono queste povere ragazze che hanno la vita rovinata da controlli fatti senza motivo?
    Come ho scritto nel post, come hanno detto altre sopra, e come ho tentato di dire anche io alla fine della trasmissione, strappando gli ultimi 30 secondi disponibili, per le giovani basterebbe l’educazione all’autopalpazione, visita senologica ed ecografia a partire dai 28-30 anni. La questione sollevata dalla giornalista, sull’opportunità di comunicare senza allarmare, non è stata assolutamente raccolta dal dottor Andreoli.

  12. 15 l. 11 marzo 2012 alle 19:39

    sono perfettamente d’accordo con milva: la grande responsabilità di essere medici implica il dovere di lanciare messaggi magari scomodi ma necessari, di non fermarsi all’apparenza ma coltivare il dubbio, di dare il giusto peso alle statistiche studiate a pappardella sui banchi dell’università.
    è un mestiere che richiede in ugual misura scrupolosità e umanità, e forse soprattutto la prima, visto che si parla di vite umane, non di pentole a pressione.
    quando mi è stato diagnosticato il tumore al seno non avevo ancora compiuto ventotto anni. me lo sono sentito da sola (così per caso, come milva) grazie al seno piccolo e al fatto che fosse un nodulo superficiale, perché non avevo ancora iniziato a fare prevenzione benché avessi intenzione di cominciare di lì a poco, causa familiarità.
    per mia fortuna ho incontrato una senologa preparata e capace, che nonostante l’apparenza benigna del nodulo mi ha fatto fare subito un ago aspirato, tranquillizzandomi al tempo stesso. lo devo soprattutto a lei se il mio g3, velocissimo e cattivello, è stato individuato in fase ancora precoce.
    io sarò anche un’eccezione, ma di donne al di sotto dei quaranta, e pure al di sotto dei trenta, a cui sia stato diagnosticato un carcinoma in questi due anni ne ho conosciute, e vista l’incidenza del cancro al seno in senso assoluto non si può proprio parlare di piccoli numeri.
    è vero, non ci sono i soldi per fare screening a tappeto che sarebbero magari di dubbia utilità (ma a me non arriva regolarmente nemmeno l’invito per fare il pap-test, e abito in una delle regioni più ricche e “organizzate” del paese), ma fare informazione in modo corretto per responsabilizzare le persone e gli altri medici non costa nulla o quasi, mi pare.

  13. 16 Rossella 11 marzo 2012 alle 21:23

    La prima cosa che mi viene in mente leggendo il post di Giorgia e i commenti è: quanto è importante parlare! Di cancro al seno, di prevenzione, di storie personali, di ricerca. Di parlarne per esempio in un programma radiofonico come Radio3suite che di solito si occupa di musica e arte, e di far rimbalzare la discussione qui. Se avessi avuto la conversazione con Claudio Andreoli e Giorgia nel “mio” programma consueto Radio3scienza, avrei prolungato la discussione introducendo i temi di cui ha scritto Gin, la statistica del rischio, come deve o dovrebbe costruirsi una politica pubblica di prevenzione, ma anche di come si devono informare, come dice Mamigà, le giovani donne dando loro gli strumenti necessari a capire quelle statistiche o quelle polithce e a capirle con razionalità. Perché il rischio zero non esiste, la medicina non è una scienza esatta, e la paura non aiuta a vigilare.
    Ma non avevamo il tempo e l’obiettivo di quella trasmissione era segnalare una iniziativa meritoria come la primavera abruzzese, e ascoltare più voci possibili.
    Perché una cosa l’ho capita in questi anni di mestiere nella comunicazione e di esperienze di vita. La forza della pluralità delle voci. Senza la quale non avrei scoperto, per esempio, blog come questi. Credo che ne riparleremo,presto. E grazie Giorgia, preziosissima voce.

    • 17 Giorgia 12 marzo 2012 alle 17:39

      Grazie Rossella, il problema infatti è stato che il poco tempo a disposizione è stato utilizzato per lanciare un messaggio che non poteva non suscitare questa reazione. Per questo mi auguro che avremo modo presto di approfondire la questione, magari con dati alla mano che possano motivare certe affermazioni. a presto

  14. 18 wolkerina 12 marzo 2012 alle 07:37

    Eccomi, ci sono anch’io. A 38 anni, in gravidanza sento un nodulo, mi fido del medico che mi dice “non è nulla, non preoccuparti”. A 39 anni, con la bimba di 9 mesi, la diagnosi di cancro al seno, operazione, chemio, radio e ormonoterapia. A 40 anni la metastasi.
    Io sapevo di dover aspettare i 40 anni per fare la mammografia..
    Ogni anno, da quando ne ho 25, ho sempre fatto il pap-test: ho sempre vissuto serena e tranquilla.
    Dal 2006 faccio regolarmente anche la visita dermatologica per il controllo dei nei: sempre vissuto serenamente e tranquillamente.
    NON è la prevenzione che mette ansia e pregiudica la qualità di vita.
    La diagnosi precoce salva la vita ma non avevo capito che si dovessero salvare solo le donne con più di 40 anni!

  15. 19 piccolavale 12 marzo 2012 alle 11:01

    Io di anni ne ho 35, vengo da una leucemia arrivata quando ne avevo 27 e, lo ammetto, al di là dei controlli che faccio come “malata in remissione da 8 anni” non ne faccio altri. E so che è sbagliato. Mio marito continua a dirmi che dovrei fare una visita senologica, ed ha ragione. Magari quest’anno la farò…però sono sconvolta dal sentire cosa afferma questo “grande medico”. Ma stiamo scherzando? La prevenzione è l’unica arma a nostra disposizione ed ogni medico che si rispetti dovrebbe perdere la voce a forza di urlare che bisogna fare dei controlli accurati. E certamente questo non è, e non deve essere, fonte di stress, ma anzi deve portarci a maggiore consapevolezza e tranquillità

  16. 20 ziacris1 12 marzo 2012 alle 11:20

    Le parole del dott. Andreoli sono inquietanti e lanciano il messaggio sbagliato.
    Parlo da madre “portatrice” di tumore al seno,parlo da madre che quasi 3 anni fa ha dovuto alzare la voce con un radiologo per poter effettuare la mammografia alla figlia, dopo che l’eco aveva messo in evidenza un nodulo sospetto. Se stavo ad ascoltare lui, non si andava avanti ulteriormente “…tanto signora è un fibroadenoma benigno, la ragazza è giovane e la sua storia non depone a favore di una famigliarità”, mi dispiace molto ma si va avanti, e mi sono dovuta imnpuntare, ho dovuto alzare la voce. alla fine avevano ragione loro, ma sia il mio oncologo che il chirurgo che 6 anni prima aveva operato me, non hanno avuto nessun dubbio: togliere e analizzare bene, meglio prevenire che curare.
    Lo stress per una donna, o una ragazza, non è eseguire le visite id controllo per prevenire, lo stress è sentirsi dire “hai un tumore”, è da lì in poi che nasce lo stress, della paura che ti attanaglia tutte le volte che si debbono fare i controlli.
    Poi la prevenzione non è mai troppa, io cominciai a farel e mammo di controllo a 40 anni e ogni 2 anni circa, mi ripresentavo, a quella dei 44 non c’era nulla a quella dei 46 c’era un tumore brutto brutto di 13 mm…da lì in poi per me è cominciato lo stress, che vedo di non far passare a mia figlia, lei si controlla annualmente, vive più tranquilla lei e anche io…

  17. 21 Camden 12 marzo 2012 alle 19:02

    Anche la mia, pur non essendo un’esperienza di tumore al seno, ma allo stomaco, è quella di soggetto femminile che si ammala a 35 anni.
    Il tumore allo stomaco prevale nel sesso maschile sopra i 45 anni.
    Quando in televisione si parla di problemi di digestione, spesso ho sentito dire: solo nel caso in cui la persona abbia più di 45 anni, è il caso di fare una gastroscopia per escludere una patologia importante.
    Sono stata “fortunata”, il mio tumore mi impediva quasi totalmente di mangiare, quindi la gastroscopia l’ho dovuta fare per forza e l’ho fatta pagando di tasca mia. E se non fosse stato così? Se i sintomi fossero stati più lievi? Sarei andata avanti con antiacidi, inibitori della pompa protonica, ecc. E avrei scoperto quello che avevo troppo tardi, come purtroppo succede a molti.
    Allora ritengo che sia pericoloso e dannoso basarsi solo sulle statistiche. E ho scoperto che non sono la sola, anzi purtroppo è successo perfino a persone con meno di 30 anni…

  18. 22 LadySmith 12 marzo 2012 alle 19:28

    Io ho 30 anni, quest’anno ne compirò 31. Da tanti anni ormai, ogni anno, mi sottopongo alla visita ginecologica di routine che comprende oltre al pap-test (la mia ginecologa è privata e lo esegue in visita, oltre a quello che la asl garantisce gratuitamente ogni 3 anni) la palpazione del seno. Ci tengo parecchio, non solo per ciò che riguarda la prevenzione del tumore al seno ma anche per la prevenzione del tumore al collo dell’utero, altro male frequente per noi donne, e quando la ginecologa lo prescrive mi sottopongo anche all’ecografia al seno. L’ho fatta quest’anno perchè il seno le sembrava un po’ granuloso, nulla di che ma voleva essere certa che tutto fosse a posto.
    Non vivo con l’ansia anzi, mi fa bene farmi controllare ogni anno e ci tengo parecchio. Come diceva una vecchia pubblicità: prevenire è meglio che curare!

  19. 23 Juliaset 12 marzo 2012 alle 22:32

    Meglio mille donne giovani che fanno un controllo in più che una sola che non fa quello che le salverebbe la vita.
    Modesto parere di sopravvissuta al tumore al seno giovanile, trovato grazie ad autopalpazione ed ecografia, senza che presentassi fattori di rischio rilevanti.

  20. 24 biancaspina 13 marzo 2012 alle 10:10

    Questo post mi ha scioccato, non riesco a farmi una ragione di questo atteggiamento così superficiale.
    Certo, la prevenzione ha un costo, ma anche tutti i successivi interventi e le cure pesanti che la prevenzione potrebbe evitare. Vabbe’…

  21. 25 saraconlh 13 marzo 2012 alle 16:31

    33 anni, a settembre (dopo le letture dei vostri blog.. lo ammetto) decido di fare un eco al seno, prendo l’impegnativa, mi presento e mi sento chiedere se ho parenti che hanno avuto tumori, no, non ne ho, l’ecografo mi dice che sono giovane per fare i controlli, me lo scrive anche sul referto, “iniziare ai 40”. Scusate se mi permetto, ma non può esserci che ci sia qualche cosa dietro tutto questo lasciar correre e minimizzare?
    Un caro abbraccio.

    • 26 mamiga72 13 marzo 2012 alle 19:04

      Sara, ti consiglio (se mi permetti) di farti insegnare da un bravo ginecologo o un senologo a fare l’autopalpazione. E’ un ottimo metodo per iniziare a fare diagnosi precoce a qualsiasi età.

    • 27 Giorgia 13 marzo 2012 alle 19:50

      Come ti ha giustamente consigliato Mamiga forse prima di andare a fare un’ecografia di tua iniziativa, senza nessun nodulo sospetto o mastopatia, è il caso di farsi visitare e imparare a fare l’autopalpazione.
      Cosa ci sia dietro a discorsi come quelli che ho riportato nel post credo sia molto semplicemente, come hanno scritto in tante, un “banale” problema di contenimento della spesa. Anche se, per esempio, se il mio tumore fosse stato diagnosticato prima e mi fossi risparmiata il successivo intervento per epatectomia, cicli di chemio costosissima perché meno tossica, anni (fino ad oggi) di terapia ormonale, frequenti tac, eccetera eccetera, credo che avrei fatto risparmiare al servizio sanitario diverse migliaia di euro.
      Un abbraccio a te

  22. 28 Ornella 13 marzo 2012 alle 17:12

    47 anni ad aprile. Dall’età di 21 anni il ginecologo mi ha diagnosticato un fibroadenoma benigno ma da tenere comunque sotto controllo con ecografia annuale. I primi 10 anni mi sono sottoposta al controllo con molta serenità.
    A 31 anni decido di fare anche una mammografia con molta tranquillità senza nessuna ansia.
    Grande ospedale romano, medici molto scrupolosi che dopo una prima mammografia, mi fanno rientrare dicendo che per precauzione mi devono ripetere l’esame. Mi rifanno la mammografia e mi ripetono l’ecografia (fatta un’ora prima), non contenti mi visitano più dottori e discutono animatamente tra di loro come se io fossi trasparente: terrore allo stato puro.
    Alla fine mi dicono che i fibroadenomi sono diventati 5 ma secondo loro sono sempre benigni e mi consigliano di ripetere eco e mammo ogni sei mesi.
    Continuo in questo modo per altri 5 anni, chiaramente il giorno dell’esame avevo molta paura ma ero consapevole che la prevenzione in questi casi è la migliore cura.
    Dopo qualche anno entro in crisi per problemi personali, inizio a trascurarmi, non faccio più gli esami. Un’amica carissima, in particolare, mi rimprovera continuamente mai io niente. Un giorno mio figlio, all’epoca circa 8 anni, ci dice che nel nostro paese è possibile fare le mammografie in piazza e ci esorta ad andare. La mia amica ci prenota entrambe, io all’ultimo momento trovo una scusa e non vado. Lei ci va: le diagnosticano 2 carcinomi uno per ogni mammella. Noi abitiamo in un paese e lavoriamo nella scuola, la notizia si diffonde in un baleno. La maggior parte delle nostre colleghe e conoscenti si sottopone a controlli e a 5 (tra cui anche alla sorella della mia amica) viene diagnosticato il cancro al seno.
    Uno choc. Inizio a cercare notizie e conosco il blog ANNASTACCATOLISA e tramite lei tutte voi: le mie amiche virtuali
    La mia amica e la sorella sono state operate al Gemelli da Masetti una persona squisita; a settembre varcheranno il traguardo dei 6 anni.
    Io da allora ogni anno (lo hanno stabilito i dottori) faccio eco e mammografia:i fibroadenomi ogni tanto spariscono ma in compenso sono apparse numerose cisti ; non ho paura mi sottopongo agli esami con relativa tranquillità. A proposito venerdì mi tocca!
    Un abbraccio fortissimo a tutte VOI.

  23. 29 timenn 13 marzo 2012 alle 18:30

    Io vorrei parlare del valore della prevenzione. Vorrei parlare di quell'”unica” persona che riesce a salvarsi la vita grazie alla prevenzione. Vorrei chiederle se si sente stressata dall’avere fatto quell’ecografia che le ha poi consentito di vivere…
    Vorrei parlare di quei medici di famiglia che ti ritengono troppo stressata ed eccessivamente ansiosa per venire presa in considerazione quando lamenti disturbi molto definiti…
    Vorrei parlare di chi ti fa una gastroscopia 1 anno e 10 mesi prima e te la referta negativa… per scoprire… che hai un cancro allo stomaco un anno e 10 mesi dopo. Con 4 linfonodi in metastasi.
    Vorrei parlare dell’educazione alla salute che dovrebbe essere fatta da chi si occupa di salute.
    Vorrei parlare di chi invia messaggi pericolosi, come quello sentito dal dott. Andreoli, perchè non è facile, se stai bene, entrare in uno studio medico, per verificare se davvero stai proprio bene.
    E se ci entri è perchè qualcuno ti ha insegnato che è giusto farlo. anche se hai 25 anni!!
    Vorrei proprio parlare di chi ti dice che, appunto perchè hai 25 anni, in quello studio medico non ci devi andare… Meglio morire no?
    Scusate… oggi non è una gran giornata.

    • 30 Giorgia 13 marzo 2012 alle 19:55

      @tutte: vi confesso che non avevo dubbi che sareste arrivate in molte a dire la vostra, vi ringrazio una per una, anche se non vi rispondo personalmente. Ma credo non ce ne sia bisogno, ognuna delle vostre storie è preziosissima e mi auguro che il dibattito prosegua.

  24. 31 Ci 14 marzo 2012 alle 22:07

    Anno 2010, mio marito, su invito dell’ASL, fa lo sceening, dei 50 anni al colon/retto. Trovano dei polipi benigni, asportati subito con la colonscopia.
    Io di anni ne ho 48, per cui non rientro, nel programma di prevenzione, certo mancano ancora due anni! Inizio però a sentirmi stanchissima e debole, sarà il lavoro più la famiglia , vado dal mio medico, che prescrive solo un po di riposo. Questo va avanti per mesi, un bel giorno però, piombo dal dottore e chiedo di farmi fare delle analisi del sangue, un pò meravigliato e gurdandomi anche male, me li prescrive. Quando sono andata a fargli vedere l’esito, abbassava lo sgurdo sugli esiti e poi li alzava su di me, così per due o forse tre volte, alla fine mi dice: come fai ad andare in giro ed essere ancora in piedi con questi esami? Boh forse devi dirmelo tu! In conclusione diagnosi , c’è una forte anemia, significa perdite di sangue, perdite visibili non ne avevo, all’ora dove? Facciamo all’ora una colon, ho in mente ancora lo sguardo gelido del medico alla fine dell’esame, Tumore.
    E pensare che non rientravo, nell’età a rischio e soggetta a prevenzione.
    Però, quest’anno hai miei 50 anni, quando ho ricevuto la lettera dell’Asl che mi invitava all’esame di sceening, ho subito telefonato,per informarli che l’età che loro mettono ” a rischio” è sbagliata e andrebbe “rivista e abbassata” e sapete che cose mi hanno risposto?…. che avevo ragione!
    Un abbraccio
    Ci

  25. 32 Michela 14 marzo 2012 alle 22:30

    Esco dall’anonimato per aggiungere una goccia a questo mare, splendido e terribile, di testimonianze:
    a 31 anni mi é stata diagnosticata una sclerosi multipla ma tra i vari esami fatti per la diagnosi differenziale é stato anche rilevato un picco monoclonale all’elettroforesi delle proteine del siero. Batteria di esami e biopsia di midollo osseo: risultato appena nei limiti, ma tutti mi dicono che sono troppo giovane, perché sto a pensarci, magari ogni tanto il picco va ricontrollato. E poi statisticamente quando si ha gia’ una grave malattia é praticamente impossibile averne un’altra.
    Praticamente impossibile.
    Di testa mia, ogni 6 mesi, ho ripetuto gli esami, e ho assistito allo “sfacelo progressivo” del quadro ematologico… ma ogni ematologo si nascondeva dietro al “sei troppo giovane” “é statisticamente impossibile”.
    Quando la situazione era ormai anche troppo chiara, é stato il mio neurologo a impuntarsi: mi ha fatto ricoverare in neurologia, e la mia diagnosi di mieloma multiplo é arrivata li. In neurologia.
    A 39 anni, con almeno 4 anni di ritardo rispetto alle alterazioni osservate…

    Il mieloma multiplo -cancro delle plasmacellule- “statisticamente” é diagnosticato in pazienti di piu’ di 65 anni, con un picco oltre i 74, prevalentemente uomini e afroamericani…
    Ecco, io ero troppo bianca, troppo donna, troppo giovane e soprattutto gia’ troppo malata perché potessi avere un mieloma…

    Per il mieloma, purtroppo, si deve aspettare che la malattia arrivi allo stadio 3 (e non esiste stadio 4!) per cominciare la terapia di induzione per un doppio trapianto autologo di midollo, ma non vi é, ad oggi, una cura definitiva. Si puo’ solo sperare in una remissione piu’ o meno lunga, che non é mai abbastanza lunga perché le plasmacellule sono quelle che producono gli anticorpi e sono bravissime a diventare resistenti a qualunque cosa e a ripartire piu’ vivaci di prima.
    E’ una maratona, ed é quasi sempre il mieloma a vincere.

    Allora faccio controlli. Tanti controlli. Ho festeggiato di recente 41 anni e un paio di rughe. Vivo piu’ che posso. Pero’ se già sono un bel po’ malata, sono e resto un essere umano che puo’ avere gli stessi problemi degli altri esseri umani.

    Quindi quando un paio di mesi fa mi sono ritrovata con un paio di linfonodi chiaramente palpabili nel seno destro e che il ginecologo mi ha detto che non c’era bisogno di fare una mammografia perché statisticamente bla-bla-bla ha rischiato davvero di prendersi un pugno in faccia nel senso figurato… l’ha preso verbalmente… il resto della storia non é ancora scritto…

    I medici a volte si nascondono dietro a false certezze, e i grandi numeri sono rassicuranti… per loro.
    Quello che ha condizionato e condiziona la mia vita negativamente, quello che ancora oggi mi preoccupa, non é fare i controlli, non é fare prevenzione, ma il dovermi battere contro una parte della classe medica per farmi ascoltare. Anche solo perché leggano i risultati di certi esami con un minimo di senso critico o di curiosità.

    E questo a me succede in Svizzera, dove “statisticamente” (in teoria, aggiungo io) funziona tutto bene…

    Un abbraccio immenso a te e a tutte le donne meravigliose che hanno testimoniato della loro “eccezionalità” prima di me 🙂
    Michela

  26. 34 Sottiletta 16 marzo 2012 alle 14:34

    Salve a tutte/i. Mi sento tirata in causa anch’ io. Mi chiamo Sara, ho 28 anni, e quando ne avevo 21 mi fu diagniosticato un linfoma di hodgkin. In realtà autodiagnosticato grazie ad un linfonodo ingrossato nel collo, era però da quasi un anno che avevo i più svariati sintomi….e sinceramente mi viene un pò di rabbia quando leggo che il prurito è uno dei sintomi classici del linfoma…per il mio medico di base ero invece solo stressata. Anzi, quando praticamente lo obbligai a farmi fare delle analisi del sangue ed avevo la ves alle stelle la prima diagniosi fu: hai la monucleosi. Questo ad ottobre. Il linfonodo lo scoprii a fine marzo. I primi sintomi l’ agosto precedente.
    Mi mancava l’ aria, mi sentivo soffocare, mi sentivo comprimere il torace, questo solo a destra, dove in realtà c’ era una massa che comprimeva, ma niente….per tutti io ero SOLO STRESSATA…
    rignrazio Dio per avermi fatto ingrossare un linfonodo anche esternamente, dato che dentro di me ormai albergavano ovunque, sotto e sopra il diaframma, nella milza, collo, sovraclaveari…chissà dopo quanto ancora ce ne saremmo accorti.
    Ho fatto chemio e radio, sono stata seguita da un’ ematologa che ha sempre mirato i controlli solo al linfoma; poi questa dottoressa va in maternità e finalmente cado nelle braccia di un meraviglioso medico che mi dice che siccome ho fatto radioterapia nel mediastino in giovane età per prevenzione è meglio aggiungere nei controlli anche un’ eco al seno annuale ( cosa che faccio da 2 anni), controlli specifici dall’ endocrinologo, ginecologo..
    Sinceramente mi sento protetta e coccolata da quando mi controllano in toto e non solo in ematologia,
    altro che ansia!

  27. 35 Hediste 19 marzo 2012 alle 05:10

    Salve, io leggo sempre il blog di Giorgia senza commentare, ma in questo caso ho pensato di lasciare anche io la mia testimonianza… Ho 27 anni, vivo in Toscana, entrambe le mie nonne sono morte di tumore al seno, mio nonno ha avuto il tumore al seno, mia mamma è stata operata di tumore al seno poco più di un anno fa (purtroppo, era anche di grosse dimensioni, perchè la testarda si era sempre rifiutata di fare controlli; me ne sono accorta io mentre la aiutavo a vestirsi…). Abbastanza ovvio, vista la forte familiarità, che io debba sottopormi a controlli periodici; mi era stato consigliato di cominciare subito a 18 anni.
    Il punto è che, per un forte stress psicologico, e per aver vissuto in modo molto traumatico la morte di una zia (cancro all’intestino! e mio padre? cancro al fegato, quando avevo 10 anni), a 18-19 anni ho attraversato una “fase di rifiuto”: avevo il TERRORE di fare i controlli, “preferivo non sapere”, ma nello stesso tempo stavo malissimo perchè non li facevo. Tanto era il mio terrore, che non riuscivo più nemmeno a guardarmi il seno, non me lo sfioravo neppure per sbaglio, mi vestivo senza occhiali, vivevo male il contatto con il mio ragazzo… Un inferno. Mia mamma, campionessa mondiale di trascuratezza, dava il cattivo esempio, visto che era (e sarebbe ancora, se non usassi il pugno di ferro io!) la prima a non controllarsi nulla, con drammatiche conseguenze, ed era (ed è) brava anche a minimizzare i miei malesseri, la mia sofferenza psicologica. I parenti che in quel periodo ci stavano vicini avevano l’atteggiamento sbagliatissimo del “che ti controlli a fare, tanto se hai il cancro non ci puoi fare comunque niente”, oppure “ma vergognati, cosa devi controllare TE che sei una bimbetta, ‘sta zitta, vuoi sempre essere al centro dell’attenzione, mentre noi adulti abbiamo problemi VERI”. Adesso, col senno di poi, riesco a capire quanto atteggiamenti di questo tipo siano sbagliati. Ma allora, incassavo, piangevo, e stavo sempre peggio; questa paura immobilizzante era una malattia a se stante.
    Dopo tre anni di ansia continua, mentre mi vestivo ho sentito un nodulino su un seno. Mi son vista già con un piede nella fossa. Mi è crollato il mondo addosso, ho dato completamente di matto, pianti e urli, un terrore raggelante, mentre mia mamma minimizzava, cercava di negare il problema; ma stavolta non l’ho ascoltata. Mi son decisa a seguire il buonsenso, son corsa dal dottore piangendo come una fontana, e ho ottenuto sia l’impegnativa per la prima ecografia mammaria (urgente), sia un percorso di assistenza psicologica.
    Dopo il primo controllo (il nodulino era una ciste di 4 mm; già il medico di famiglia, vedendolo, mi aveva rassicurato), mi sono calmata, sono maturata, ho smesso di aver paura. Adesso faccio l’ecografia tutti gli anni, e anche pap test, analisi del sangue periodiche… Sicuramente vivo meglio. Faccio anche l’autopalpazione, anche se nel mio caso sono stata avvertita che è poco efficace (seno di grandi dimensioni, molto tessuto adiposo, tessuto ghiandolare molto in profondità, rischio di non sentire se c’è qualcosa; per farmi l’ecografia ogni volta devono girarmi in posizioni assurde!).

    Se mi mettono ansia i controlli? No, l’ansia l’avrei se non li facessi!
    Non condizionano affatto in negativo la qualità della mia vita, anzi.
    Quindi il discorso del dottor Andreoli non lo capisco affatto. Non che uno debba fasciarsi la testa e vedersi necessariamente con un piede nella fossa, come facevo io; ma se un controllo periodico non invasivo nè particolarmente complesso può farti stare tranquilla e migliorare la prognosi dei casi “rari”, che tuttavia esistono, perchè sconsigliarlo?
    Secondo me è un discorso pericolosissimo, perchè fa leva su ciò che una persona vuole sentirsi dire (“è così raro nelle giovani donne! sicuramente a te non succederà!”), e induce a sottovalutare, a lasciarsi andare, a tapparsi gli occhi, invece di aver cura di sè in modo costruttivo.

    Per fortuna, atteggiamenti simili non li ho mai vissuti, a parte nei miei parenti, che comunque sono ignoranti, mica dottori. Da parte dei medici non ho mai trovato chi mi sconsigliasse di fare controlli o prendesse alla leggera la prevenzione, anzi; nè il medico di famiglia, nè la senologa, nè i vari radiologi con cui ho avuto a che fare mi hanno mai detto nulla del genere, neppure quando ancora la malattia di mia mamma non era venuta fuori. Nessuno mi ha mai terrorizzato, ma nessuno ha neppure minimizzato il problema. Una volta ho saltato un anno, e quando son tornata al controllo col referto di due anni prima la senologa mi ha rimbrottato.
    Noto anche, con sollievo, che le mie amiche, giovani donne quasi tutte senza familiarità, fanno controlli periodici…

    Un abbraccio a tutte, scusate se è lungo

  28. 36 Isa 20 marzo 2012 alle 10:57

    Cara Giorgia, ho iniziato a fare l’ecografia intorno ai 20 anni su suggerimento della mia ginecologa che mi trovava il seno sempre ricco di “pseudo noduli” e il senologo dopo qualche anno mi consigliò di non sottopormi annualmente alla visita+eco perchè x lui non ce n’era bisogno…la mia ginecologa mi ha suggerito di fare una nuova eco all’età di 38 anni e lì mi hanno fatto fare l’ago aspirato poichè mi hanno trovato tre noduli (di cui uno di 1 cm) …fortunatamente sino ad ora sono solo da tenere sotto controllo, ma di mammografie ne ho già fatte 3 e tra un mese ne farò un’altra alla soglia dei 40! Nella mia città (Varese) il problema del tumore al seno è molto sentito, ma putroppo ho l’impressione che devi proprio trovarti “dentro” per capire quanto sia importante la prevenzione e quante persone più giovani di me si ammalano…Un forte abbraccio!

  29. 37 ildiariodisamy 20 marzo 2012 alle 14:08

    ….non ho letto tutto ma voglio lasciarvi anch’io la mia testimonianza…tumore al seno, nessuna familiarità…avevo allattato la mia prima bimba poco più di 6 mesi e quando ho scoperto il nodulo stavo allatanto il mio secondo figlio da 11 mesi…ah dimenticavo avevo appena compiuto 35 anni! Donne giovani controllatevi se sentite qualcosa un controllo vi salva la vita..l’ansia da controllo non vi risolve nessun problema per cui…controlli con tranquillità senza ansia!

  30. 38 Giorgia 22 marzo 2012 alle 19:54

    Ancora grazie a tutte per aver lasciato le vostre testimonianze.

  31. 39 fuoristatistica 3 aprile 2012 alle 21:16

    ci sono anch’io, in ritardo ma ci sono. a 34, io: “dottore ma non sarà ora di cominciare a fare la mammografia?” dottore: “nooooooo, tanto non ha familiarità, è giovane. non si faccia problemi…”. 3 giorni dopo il mio 36-esimo compleanno iniziavo la chemio, dopo la mastectomia. Per fortuna che nel frattempo il dottore era cambiato e la nuova DOTTORESSA (LEI!) era stata scrupolosa rispetto al nodulo, che poi tanto nodulo non era…

  32. 40 MANUELA 4 novembre 2012 alle 11:59

    CIAOA SONO MANUELA, VI RACCONTO LA MIA ESPERIENZA, ORA HO 37 ANNI, QUASI 38 TRA POCHI GIORNI, DA QUANDO ERO UNA RAGAZZINA DI 14 15 ANNI, FACRNDO L’AUTOPALPAZIONE SENTIVO DEI NODIULI AL SENO, DICEVO SEMPRE A MIA MADRE DIO MIO MISSA’ CHE IO HO UN TUMORE AL SENO E MIA MADRE MI RISPONDEVA MA STAI ZITTA, IN FAMIGLIA NOSTRA MAI NESSUNO HA AVUTO UN TUMORE AL SENO, QUESTE SONO COSE ERIDITARIE, MA POI A 29 ANNI INTORNO AL’AREOLA DEL SENO MI SI DEDESQUAMAVA LA PELLE, IL MIO MEDICO DI BASE MI DISSE CHE ERANO DELLE RACDI, MA LACOSA ERA AL QUANTO IMPOSSIBILE, DATO CHE NON HO BIMBI E SI SA’ CHE DI SOLITO LE RACADI SI FORMANO NELLE DONNE CHE ALLATTANO, ALLORA IL MIO MEDICO DI BASE, MI DISSE METTIAMO UNA POMATINA SE NON PASSA, FACCIAMO UN ECO MAMMARIA, COSI NEL 2003 A 29 ANNI HO INIZIATO A FARE L’ECO MAMMARIA OGNI 6 MESI, DALLA QUALE RISULTAVANO SEMPRE I FIBROADENOMI E IL MEDICO ECOGRFO MI DICEVA STAI TRANQUILLA, GIUSTAMENTE NON ESSENDO MEDICO MI FIDAVO CIECAMENTE DI QUELLO CHE MI DICEVA IL MEDICO ECOGRAFO A 29 ANNI MI FECERO ANCHE L’AGO ASPIRATO E RISULTO’ UN IPERPLASSIA DUTTALE CON CELULE C3, MA IL MEDICO ECOGRAFO MI DISSE DI STARE TRANQIILLA. POI NEL 2008 A SOLI 33 ANNI MI E’ CADUTA UNA TEGOLACCIA PESANTISSIMA SULLA TESTA, IL SOLITO MIEDICO ECOGRAFO DAL QUALE ANDAVO DAL 2003 MI DICE ‘C’E’ UN NODULO CON MARGINI SFUMATI, MA NON E’ COME GLI ALTRI E MI FA SUBITO L’AGO ASPIRATO, SUBITO UN PRESENTIMENTO FORTISSIMO, DICO QUESTO E’ UN CANCRO, DOPO UNA 20 DI GIORNI ARRIVA IL RISULTATO DELL’ AGO ASPIRATO DAL QUALE RISULTA UN CARCINOMA, A SETTEMBRE DEL 2008 VENGO OPERATA DI CANCRO AL SENO,DOPO UN MESE DALL’INTERVENTO ARRIVA L’ISTOLOGICO, NON SCORDWERO’ MAI LE PAROLE DEL PROFESSORE CHE MI HA OPERATP DICE DALL’ISTOLOGICO E’ RISULTATO UN CARCINOMA DUTTALE MULTIFOCALE INVASIVO E INOLTRE MI DICE NON ERA SOLO UNA LESIONE, MA NE ERANO DUE, QUELLO CHE E’ STATO REFERTATO SEMPRE COME UN FIBROADENOMA, ANCHE QUELLO ERA UN CANCRO, CHE SI E’ ANDATO AD ATTACCARE A QUELLO CHE GIA’ C’ERA PRECEDENTEMENTE E CHE LE HANNO DIAGNIOSTICATO SEMPRE COME UN FIBROADENOMA, QUINDI NELLA SFORTUNA E’ STATA FORTUNATA, STESSE PAROLE DEL’ONCOLOGO. MI HANNO FATTO UN ‘INTERVENTO DI QUADRECTOMIA PIU’ LINFONODO SENTINELLA E PARASENTINELLA, ENTRAMBI NEGATIVI, ERANO PULITISSIMI. HO FATTIO 4 CICLI DI CHEMIO, FINITA LA CHEMIO, MI HANNO FATTO DOPO 2 MESI LA PUNTURA PER MANDARMI IN MEENOPAUSA FORZATA, PUNTURA CE RIPETO OGNI TRE MESI E CHE DOVRO’ FARLA PER CINQUE ANNI, DOPO 2 ANNI DALLA CHEMIO MI AVEVANO FATTO INIZIARE A PRENDERE ANCHE IL TAMOXIFENE, MA DOPO 2 ANNI ME L’HANNO SOSPESO A CAUSA DELL’ENDOMETRIO ISPESSITO A 14 MM, INOLTRE A CAUSA DEL TAMOXIFENE, MI SI E’ FORMATO UN POLIPO ENDOMETRIALE, CHE GIA’ UN’ ANNO SAREI DOVUTA ESSERE OPERATA PER RIMUOVERLO, MA ANCORA NON MI DECIDO PERCHE’ MI SENTO MOLTO PROVATA PSOCOLOGICAMENTE E HO TANTA PAURA. PREMETTO CHE IN SOSTITUZIONE DEL TAMOXIFENE NON MI HANNO DATO NIENTE. SONO MOLTO SPAVENTATA PERCHE’ IL MIO ERA UN CARCINOMA MULTIFOCALE DUTTALE INVASIVO G3, NON MI HANNO POITUTO FARE LA RADIO PER ALTRI PROBLEMI PERSONALI, HO PRESO SOLO IL TAMOXIFENE PER 2 ANNI, QUINDI TEMO CHE A DISTANZA DI ANNI MI POSSA SUCCEDERE QUALCOSA, SONO TANTO MA TANTO SPAVENTATA. MANU 74

  33. 41 MANUELA 4 novembre 2012 alle 12:10

    SONO SENPRE MAUELA 74 AGIUNGO CHE COME TERAPIE ADIUVANTI HO FATTO CHEMIO 4 CICLI, TAOXIFENE PER 2 ANNI DECAPETIL CHE FACCIO ANCORA DAL 2009 E DORO FARLO’ ANCORA PER TUTTO IL 2013, MA NON AVENDO FATTO LA RADIO E LA CURA ORMONALE PER 5 ANNI, TEMO SONO SPAVENTATTISSIMA, CHE A DISTANZA DI MOLTI ANNU MI POSSA SUCCEDERE QUALCOSA. SE C’E’ QUALCUNA CHE ABVUTA LA MIA STESSA ESPERIENZA E ORE E’ PASSATO TANTO TEMPO E STA BENE, LASCIATE DEI COMMENTI IN QUESTO SPAZIO.

  34. 42 http://www.conversevipjapan.com 24 giugno 2013 alle 11:46

    毎朝第1ラウンドのファン必要がありますにcababilityオンライン投票はトップ10ランナーは、最大2つのカテゴリ-ロックも都市。1908年に使用会社を開始したいたメーカーバスケットボールシューズとして受け入れ後チャックテイラー-有名なゴルフ・ボールプレーヤー。

  35. 43 Chiara 18 ottobre 2013 alle 14:38

    Buon giorno a tutte, ho letto con interesse il dibattito e …sono piena di dubbi! Qualcuna potrebbe schiarirmi un po’ le idee? Ho 32 anni appena compiuti, nessuna familiarità per tumore al seno da parte materna (ma le zie paterne sì…contano? il senologo dice di no). Da quando ho 18 anni faccio annualmente visita ginecologica+pap test (purtroppo ho avuto un cin1 e per due anni ho fatto pap test e colposcopia…direi davvero EVVIVA LA PREVENZIONE) e a 28 annui ho fatto la prima visita dal senologo. due anni dopo (18 mesi fa) ho fatto la mia prima ecografia al seno, sempre per prevenzione. Ieri ho fatto una visita senologica, sempre per prevenzione. Il medico mi ha detto che fino ai 40 anni mi suggerisce di fare un anno visita senologo e un anno ecografia, che la mammografia nn è indicata x i seni giovani. Ma poi leggo qui che invece la mammografia andrebbe fatta prima perchè fa vedere cose che dall’eco non si vedono (o almeno leggendo ho capito così). Quindi? Sono molto confuisa…ho paura che l’eco fatta l’anno scorso non sia veritiera e che il senologo ieri possa non aver sentito qualcosa…ora sn nel panico. Ho letto le vs storie e siete tutte molto giovani…io ho una bimba di quasi 3 anni e sento il dovere di fare prevenzione anche per lei… Cmq devo dire che sia io che le mie amiche siamo abbastnaza brave a fare prevenzione…e io con il mio cin1 forse ho contribuito a diffondere il messaggio di quanto sia importante farla. Se riesco faccio i controlli tramite SSN ma altrimenti li faccio privatamente…meglio una cena in meno al ristorante e un controllo in più. In bocca al lupo a tutte voi!!

    • 44 Giorgia 13 maggio 2015 alle 21:58

      Scusami tanto Chiara, questo tuo messaggio lo leggo a distanza di anni… Il tuo medico ha ragione, la mammo non serve per seni giovani, a meno che (come nel mio caso) non si abbia già avuto un cancro al seno. QUindi bene visita senologica e ecografia (e autopalpazione). Un abbraccio e scusa ancora il ritardo

      • 45 Chiara 14 maggio 2015 alle 09:06

        Ciao Giorgia, grazie per avermio risposto anche se a distanza di anni, mi ha fatto piacere. Nel frattempo come anche da te suggerito ho fatto un’ecografia al seno all’anno e continuerò così fino a che il mio senologo non suggerirà di iniziare a fare la mammografia. Nel frattempo sempre a tema prevenzione…poco dopo il messaggio che ho ti avevo scritto ho dovuto sottopormi al mio pap test annuale di controllo per via del mio pregresso cin1…e indovina un po’??? pap test positivo e un bel CIN2..ovvero lesione precancerosa di grado medio alto. Mi hanno detto che il papilloma virus si riattiva in casi di forte stress (e io avevo da poco avuto un aborto) ed è strettamente correlato al fumo…ho smesso subito di fumare. Comunque ho dovuto fare prima una biopsia che ha confermato il CIN2 poi ho dovuto fare una conizzazione al collo dell’utero…per fortuna dall’istologico è risultato che l’area malata era talmente piccola che era stata tolta tutta con la biopsia e i margini del cono erano liberi. Che sospiro di sollievo…da lì ho dovuto fare ogni 3 mesi colposcopia e pap test e ora….sono incinta del mio secondo figlio….W la vita e w la prevenzione quando è possibile!!! In bocca al lupo per tutto!

  36. 46 valentina 9 dicembre 2014 alle 17:50

    Buona sera a tutti.
    Io forse sarò la piu piccola perche ho 20anni e ho un fibroadenona al seno destro visto con ecografia mammaria e devo dire sará per la mia etá ma si ansie ci sono paure ecc nonostante i medici ti tranquillizzino..ma in linea generale nn tocca eccessivamente la mia vita mi sto x sposare e sono felice.dovrei rifare l ecografia tra3mesi e alla palpazione si sente un po ma non molto tutte noi dovrrmmo fare controlli ogni 6 mesi o al massimo un anno se nn si hanno problemi gravi baci valentina.

    • 47 Giorgia 13 maggio 2015 alle 22:02

      Ciao Valentina, ti sei sposata? Scusa per il ritardo, questi ultimi commenti a distanza di tempo dal post mi sono sfuggiti. Tieni sotto controllo il tuo fibroadenoma, e in caso toglierlo può essere una buona idea. Ho amiche che lo hanno fatto, così si sono tolte la preoccupazione, è un intervento banalissimo. Baci a te

  37. 48 Daniela 16 maggio 2016 alle 22:06

    Volevo sapere se dopo un operazione rimangono cellule maligne e non si fa nessun tipo di terapia, dopo quanto tempo si riproduce il nuovo calcinoma? Mi hanno detto subito ma Volevo essere piu sicura grazie in anticipo.


  1. 1 Giovani donne in preda all’ansia? | Oltreilcancro Trackback su 11 marzo 2012 alle 13:20
  2. 2 Buoni propositi « Stories from the Underground Trackback su 12 marzo 2012 alle 18:51
  3. 3 Consigli | L'Insieme di Julia Trackback su 13 marzo 2012 alle 22:01
  4. 4 La scelta di Angelina. Perché non la condivido | Il mio karma Trackback su 14 maggio 2013 alle 23:07
  5. 5 vince delmonte fitness Trackback su 10 settembre 2014 alle 05:08

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Scriverne fa bene

Come una funambola

Clicca per ordinarlo

Oltreilcancro.it

Associazione Annastaccatolisa

wordpress visitors

Archivio

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 184 follower

Cookie e privacy

Questo sito web è ospitato sulla piattaforma WordPress.com con sede e giurisdizione legale negli USA. La piattaforma fa uso di cookie per fini statistici e di miglioramento del servizio. I dati sono raccolti in forma anonima e aggregata da WordPress.com e io non ho accesso a dettagli specifici (IP di provenienza, o altro) dei visitatori di questo blog. È una tua libertà / scelta / compito bloccare tutti i cookie (di qualunque sito web) tramite opportuna configurazione del tuo browser. Il mio blog è soggetto alle Privacy Policy della piattaforma WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: