Ciao Lucio, adesso spengo la luce, e così sia

La morte di Lucio Dalla mi ha rattristato moltissimo, anche se da anni non lo seguivo più e detestavo quel ridicolo parrucchino che aveva sostituito lo zuccotto.

Poi ho cominciato a riascoltare le sue canzoni più belle, che ricordo ancora a memoria, e adesso non riesco più a smettere di cantarle. Mi sono resa conto di quante volte abbiano fatto da colonna sonora a pezzi della mia vita di adolescente, quei testi che ispiravano una pagina di diario, una lettera d’amore, scritta o ricevuta, e addirittura il nome del giornale dei giovani comunisti (si chiamerà Futura). Momenti profondamente intrecciati l’uno con l’altro, l’amore con l’amicizia, la politica con l’amore, e con l’amicizia, l’amore con la scoperta del sesso, i primi dolori, le prime trasgressioni. In molte canzoni di Dalla c’era tutto questo, insieme.

Anche se adesso è Cara quella che più mi fa vibrare il cuore

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare 
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare 
vuoi andare a dormire. 
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare 
sposta la bottiglia e lasciami guardare 
se di tanti capelli, ci si può fidare. 

Conosco un posto nel mio cuore 
dove tira sempre il vento 
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento 
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare. 
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento 
e debbo stare attento a non cadere nel vino 
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro 
che non ti vede nessuno 
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano 
e cascare dentro un letto….. 
che pena…che nostalgia 
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia 
Almeno non ti avessi incontrato 
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato. 

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla 
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla 
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano 
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire 
come se andare lontano fosse uguale a morire 
e non c’è niente di strano ma non posso venire 

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare 
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare 
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare 
e la notte cominciava a gelare la mia pelle 
una notte madre che cercava di contare le sue stelle 
io lì sotto ero uno sputo e ho detto “OLE'” sono perduto. 

La notte sta morendo 
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo 
ma per uno come me l’ ho gia detto 
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto. 

Lontano si ferma un treno 
ma che bella mattina, il cielo è sereno 
Buonanotte, anima mia 
adesso spengo la luce e così sia

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4 Responses to “Ciao Lucio, adesso spengo la luce, e così sia”


  1. 1 Milva 4 marzo 2012 alle 20:00

    Condivido. Ho amato profondamente il Dalla prima maniera e mal tollerato una decadenza di contenuti e melodie degli ultimi anni. Ma la sua morte mi ha colpito, e anche i mi ritrovo a canticchiare le sue canzoni e ad ascoltarle continuamente. Ciao Lucio, e grazie

  2. 2 Francesco 5 marzo 2012 alle 18:19

    Ho seguito per lavoro il funerale a Bologna e in onda ne abbiamo parlato tanto, com’è ovvio. Ti posso dire che l’affetto triste che si prova da queste parti è sorprendentemente sincero, come il tuo, del resto. E il mio. E quello di Milva, anche, secondo me 🙂

  3. 3 4p 6 marzo 2012 alle 00:13

    Un grande artista e come tale rimarrà nei cuori e nelle menti di chi gli ha voluto bene e lo ha saputo apprezzare musicalmente.
    Con i suoi arrangiamenti musicali, e la poesia dei suoi versi.
    Non conoscevo la grande generosità di Lucio e questa cosa me lo rende caro, ancora di più.
    4p

  4. 4 l. 9 marzo 2012 alle 16:12

    anche a me ha rattristato tantissimo la morte di Dalla, e sono molto affezionata a certi suoi pezzi, in particolare i primi lavori con Roversi (su tutte ‘tu parlavi una lingua meravigliosa’), anche se all’epoca nemmeno ero nata.
    poi ho fatto l’università a bologna, e lì Lucio lo si incontrava davvero ovunque; per strada con il suo cane, al cinema o al ristorante, sempre con quella sua aria un po’ smagata.
    Grazie per aver postato questa bellissima canzone che non conoscevo


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