Blogging day Rossella libera

Oggi è il bogging day per Rossella Urru, cooperante del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei popoli rapita in Algeria, in un campo profughi Sharawi, il 23 ottobre insieme ad altri due cooperanti di origine spagnola, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons Mundobat.

Bisogna rompere il lungo silenzio che ha seguito il sequestro di questa operatrice di pace, tenere desta l’attenzione e diffondere l’appello delle Donne Viola del 18 febbraio:

Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Rossella Urru ed altri due cooperanti spagnoli (Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat) sono stati rapiti da uomini armati, arrivati a bordo di diversi pick-up. Originaria della provincia di Oristano, Rossella Urru, 29 anni, è rappresentante della ONG Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (Cisp) e lavora da due anni nel campo profughi Saharawi di Rabuni, nel sud ovest dell’Algeria, coordinando un progetto finanziato dalla Comunità europea.

Rossella si occupava di rifornimenti alimentari, predisponeva la distribuzione con particolare riguardo alle necessità di donne e bambini. Rossella Urru è laureata in Cooperazione Internazionale presso la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna, proprio con una tesi sul popolo Saharawi.

Dalla notte del sequestro non si hanno avuto notizie di Rossella Urru fino al mese di dicembre quando un gruppo dissidente dell’Aqmi (Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya ) ha rivendicato il rapimento. ancora ostaggi.

Grazie a rapporti personali col popolo tuareg da parte del consigliere regionale Claudia Zuncheddu, sappiamo che Rossella è viva e che si trova in un territorio desertico quasi inaccessibile, crocevia di interessi contrastanti fra governi e movimenti, dove ovviamente assume rilevante importanza l’intreccio delle funzione di mediazione di soggetti diversi. I sequestratori mirano ad un riscatto per acquistare armi necessarie alla loro lotta per l’indipendenza. Il governo algerino, che conosce il territorio desertico a palmi, tuttavia non è favorevole alla mediazione con riscatto visto che sarebbe il destinatario di una insurrezione armata da parte del fronte del Polisario armato. In aggiunta il governo francese, spinto da mire neocolonialiste, è fortemente interessato alla liberazione forzata dei ragazzi sequestrati, mettendo così a rischio la loro incolumità.

Sono passati 117 giorni dal suo sequestro e rivendichiamo la sua liberazione, il silenzio che la circonda è assordante.

Lasciamo ai servizi ed alle ambasciate rispettivi ruoli e rispettiamo il desiderio dei familiari di mantenere basso il profilo sulle trattative tuttavia dobbiamo fare in modo che si parli di questo sequestro per spingere le nostre amministrazioni, i nostri governi e quanti più Stati possibile ad intraprendere azioni diplomatiche per la liberazione di Rossella.

Forse i suoi sequestratori fanno paura ai diplomatici.

Forse il sequestro è capitato in un momento storico in cui tutte le attenzioni dei governi sono rivolte allo spread, ai bund, alle borse, ai mercati ed alle finanze.

Forse è capitato proprio quando in Italia si è verificato un cambio traumatico di governo e si affronta una crisi economica gravissima.

Ma non si può perdere altro tempo e tutti noi dobbiamo chiedere a gran voce che le autorità competenti rivolgano la massima attenzione al problema della liberazione di Rossella.

Il nostro appello è rivolto alle organizzazioni, alle ambasciate, ai mediatori, ai servizi ed ai governi, centrale e regionale, perché utilizzino tutti i mezzi e tutte le strategie possibili per riportare Rossella a casa quanto prima.

Il fratello di Rossella dice: “le parole cedono di fronte a tanto assurdo, si sgonfiano e sembrano afone. Eppure, in questa vibrante impotenza in cui ci troviamo, sono quel poco che ci è concesso, un nonnulla che tenta di colmare un abisso e una distanza insospettati; che riescono appena a tenerci in piedi, a farci avanzare”.

Parliamo di Rossella fino a diventare afoni anche noi, parliamo di lei e di questo popolo abbandonato nel mondo che lei ha voluto aiutare nonostante i troppi rischi.

Allo stesso modo non dimentichiamo Maria Sandra Mariani, sequestrata in Algeria nel febbraio scorso, anche in questo caso, le tracce sembrano essersi perse nel deserto

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4 Responses to “Blogging day Rossella libera”


  1. 1 rita 29 febbraio 2012 alle 18:03

    Data la notizia, poi nessuno se ne è più occupato…l’importante è sapere in tempo reale cosa succede sull’isola dei famosi e nella casa del grande fratello!!! Molto, molto significative e toccanti le parole del fratello, specie nel passaggio… “sono quel poco che ci è concesso, un nonnulla che tenta di colmare un abisso e una distanza insospettati; che riescono appena a tenerci in piedi, a farci avanzare”….speriamo si risolva quanto prima. Brava Giorgia, per questo post

  2. 2 4p 29 febbraio 2012 alle 18:54

    Complimenti per il post, ma mi chiedo perchè se ne parli così poco.
    Pensa che la prima volta che ne ho sentito parlare è stata da Geppy Cucciari e poi tweeter. Penso sia vergognoso, invece di parlare delle esternazioni di Celentano a iosa e da tutte le parti, (che dico io chi cazzo se ne frega), pure da Santoro l’altra sera, perchè non informano meglio su questa cosa.
    Pat

  3. 3 Thomas 2 marzo 2012 alle 12:37

    Mi dispiace dirlo, ma credo che se fosse stato rapito un nostro soldato in Afghanistan si sarebbero mobilitati i servizi segreti, l’aeronautica militare, la marina ecc. Quando si tratta di persone che fanno del bene e aiutano veramente il prossimo a costo della loro vita e senza un riscontro monetario, ci si ricorda di loro solo quando accadono tragedie di questo tipo, e non vi è alcun interesse nel salvare una vita umana perchè per le istituzioni è solo un numero.. Stolti!

  4. 4 Giorgia 4 marzo 2012 alle 15:52

    Ieri sembrava che fosse stata liberata, oggi non si sa. Liberatela, liberatela!


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