il mare, l’isola, la nave

Concorde davanti a giglio porto (Repubblica.it)

Quella gigantesca nave rovesciata e ormai quasi inabissata davanti agli scogli dell’isola del Giglio non è una tragedia del mare. Qui non stiamo parlando di una burrasca imprevista, o imprudentemente affrontata. Qui c’è un transatlantico governato da un criminale che sfiora le coste di una piccola, splendida, isola il cui profilo inconfondibile segna la linea dell’orizzonte per chi guarda il mare dalla costa tra Argentario e Talamone, e poi a disastro avvenuto, non perché gli scogli siano apparsi magicamente dal nulla, ma perché lui gli è andato contro, in quella folle manovra spericolata e omicida, lui, il comandante della nave, non si risolve a chiedere aiuto, abbandona la sua nave mentre centinaia di passeggeri e personale aspettano di scendere, urlano, si litigano i giubbotti, alcuni muoiono, altri si buttano in acqua, disobbedisce all’ordine superiore del capo della Capitaneria di porto di tornare a bordo, e fare il suo dovere. Disobbedisce senza nemmeno avere il coraggio di dichiarare tale disobbedienza. Sì, mo’ salgo, è buio, la nave è inclinata, come faccio? Non torna a bordo, approda sull’isola, prende un taxi e se ne va in albergo. Mentre forse nelle orecchie gli risuona la voce tonante del capo della capitaneria: torni a bordo, cazzo!

Ci sono stati undici morti e 28 sono ancora dispersi, tra questi una bambina di cinque anni. C’ è un rischio ambientale gravissimo per quelle 2.400 tonnellate di olio combustibile che rischia di disperdersi a mare. C’è quell’immagine inconcepibile, una nave da oltre 4000 persone rovesciata davanti al piccolo porto del Giglio, con i suoi colori pastello, le scogliere vicine di granito, il mare di un colore che dall’alto di quei colossi non si sarebbe mai visto.

La prima volta che ho dormito con un sacco a pelo sulla spiaggia è stato lì, su quell’isola toscana. In questi giorni non riesco a non pensare all’amore che provo per quell’isola, a quale emozione possa dare arrivarci con una barca a vela, o con un gommone, anche con il traghetto, certo, dopo aver avvistato un branco di delfini. Oppure vederla dalla terraferma più o meno avvolta dalla foschia, e cercarla con apprensione quando una cappa di umidità la nasconde.

Ma quella nave gigantesca non doveva essere lì, perché lì c’era l’isola, i suoi scogli che chi va per mare conosce, e chi ce l’ha portata è stato un criminale. Folle, ubriaco, spavaldo, non so. Ma certamente un criminale.

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16 Responses to “il mare, l’isola, la nave”


  1. 1 dany63 18 gennaio 2012 alle 01:05

    condivido ogni parola che hai scritto !

  2. 2 GinT 18 gennaio 2012 alle 09:32

    Non so, forse sbaglio eh ma questo fatto mi è entrato sotto la pelle e mi logora. Penso a quelle persone, per esempio quel papà e bimba dispersi, ai sacrifici che magari lui ha fatto per regalare una vacanza alla sua piccina e poi tutto s’inabissa. E non per la solita “tragica fatalità” ma perché qualcuno compie volontariamente un atto grave, e poi come se niente fosse se ne va’ in albergo magari ha pure dormito della grossa. I fatti verranno chiariti, ma quello che sta emergendo non ha nulla di nobile, anzi.
    E mi si stringe il cuore per quella nave incagliata che oltre ad aver rovinato delle vite rovinerà anche un bellissimo ecosistema…
    Un bacio grande Giorgia cara.

    • 3 Giorgia 19 gennaio 2012 alle 23:26

      Comincia ad essere chiaro che ci sono comunque gravi responsabilità a vari livelli per aver consentito l’avvicinamento sconsiderato di queste navi alle coste. Purtroppo ormai i dispersi temo che possano essere ritrovati non più in vita, ma la speranza di salvare i fondali e la costa c’è.

  3. 4 Rita 18 gennaio 2012 alle 11:32

    Condivido ogni Tua parola. Tra i dispersi c’è una ragazza che sta (vorrei ancora parlarne al presente, ma ormai le speranze sono pochissime)in un paese vicino alla mia città: festeggiava i 50 anni di matrimonio degli suoceri: loro si son salvati. E quel fenomeno di capitano è agli arresti domicialiari: manderei lui e il GIP (forse “la” GIP)a tirar fuori i dispersi, magari cadaveri! Poi ci chiediamo perchè siamo lo zimbello del mondo! rita

    P.S.: io sto “arrotolata”: dammi l’OK, come sono sicura che sarà, perchè andrà tutto bene, per srotolarmi. Bacione grande.

  4. 6 ziacris 18 gennaio 2012 alle 15:27

    io penso a quel padre operato al pancreas e al fegato, che si è voluto regalare una vacanza con la sua Tata e, per colpa di un matto criminale, la sua lotta è stata inutile e ha portato alla morte la sua Tata.
    il matto ha forse guardato un po’ troppo “Love boat”, ma la vita non è un telefilm

  5. 9 4p 18 gennaio 2012 alle 17:02

    Cerco sempre di capire il perchè delle cose, ma in questo caso come in altri, dove non ci sono giustificazioni che tengono, non ho la minima comprensione.
    Arresti domiciliari? Processo per direttissima e carcere a vita.
    E’ omicidio colposo.
    Deve pagare, i morti non torneranno in vita, purtroppo lo sappiamo bene, e deve pagare.
    4p

    • 10 Giorgia 19 gennaio 2012 alle 23:36

      Mi ripeto, certo che deve pagare per tutte le responsabilità che la magistratura senz’altro gli imputerà. Ma d’ora in poi niente più fuori rotta per “inchini” pubblicitari, niente più passaggi per la laguna di Venezia o per i faraglioni di Capri…

  6. 11 l. 18 gennaio 2012 alle 17:24

    anch’io ho visto i delfini arrivando al giglio col traghetto e sono molto affezionata a quell’isola. e questo commento è uno dei più belli (altro che editoriali ed elzeviri illustri) che ho letto su questa faccenda, specimen da manuale delle umane miserie e delle loro indicibili conseguenze.

  7. 13 ilnonluogodiemily 20 gennaio 2012 alle 16:12

    ci sono tante cose di questa vicenda che mi hanno sconvolto: le persone che sono morte quando pochi minuti prima erano felici di iniziare una vacanza certamente, ma che il capitano abbia avuto il tempo di prendersi il pc il telefono e i suoi effetti personali e “cadere dentro” (parole sue) una scialuppa di salvataggio…..ecco, mi fa andar fuori di testa. e invece vorrei la sua di testa, che rotola in acqua magari

    • 14 Giorgia 20 gennaio 2012 alle 18:44

      Be’, scusa, ma io non vorrei vedere nessuna testa rotolare. Ognuno dovrà pagare per le responsabilità avute, e certamente quelle del comandante sembrerebbero assai gravi.

  8. 15 Giorgia 20 gennaio 2012 alle 18:41

    Non perché sia stata scritta da mia sorella, ma trovo davvero molto interessante questa riflessione:
    http://italia2013.org/2012/01/20/il-complesso-dellitaliano/


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