Adolescentiatric help

Non mi piace. Non mi piace affatto la piega che sta prendendo il mio atteggiamento genitoriale, non mi piace cadere nel trabocchetto del conflitto per il conflitto, accettarlo come inevitabile, non mi piace e non mi piaccio. Non mi piace rimpiangere il passato, il non fatto, le occasioni mancate o perdute, dimenticare com’ero, come si è a quattordici anni, quanto si è insofferenti verso qualunque genere di intralcio al proprio faticoso tentativo di affermare la propria identità. Anche se facendo un mucchio di cazzate, errori. Anche strabuzzando gli occhi, lanciando coltelli con lo sguardo, alimentando rimproveri, tenendo alto il livello dello scontro, dimenticando la pace siglata poche ore prima. Poi magari si può avere più o meno sfrontatezza, e il vaffanculo può partire o restare masticato e ingoiato decine e decine di volte.

Che fatica.

Per allentare la tensione un attimo fa le ho messo alle orecchie i miei auricolari collegati alla musica appena scaricata sull’Iphone, prima With or without you degli U2 e poi Starway to heaven dei Led Zeppelin. Mmh, sì, però non esagerare, non sono tra i pezzi più belli del mondo. Però, ha ridacchiato, t’ho sentito prima che cantavi Someone like you di Adele. Ha funzionato, con le pene d’amore di una ventenne dalla voce bellissima, il cui ex pretende i diritti per averle ispirato grandi successi musicali, abbiamo ripreso a scherzare, ritrovando un po’ di complicità.

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13 Responses to “Adolescentiatric help”


  1. 1 ziacris 25 novembre 2011 alle 08:44

    E’ il mestiere più difficile del mondo.
    Per quanto ci si possa sforzare non si azzecca mai nulla.
    Quando ci troviamo dall’altra parte della barricata, assumiamo gli stessi atteggiamenti che a suo tempo ci fecero arrabbiare.
    Non dimeticherò mai quando, con la Figlia adolescente, i primi anni delle superiori faceva esattamente quello che facevo io ai miei tempi: manifestazioni, occupazioni, a volte ho preso anche delle botte dalla Polizia, con mio padre che mi rincorreva per le vie e le piazze di Bologna, cercando di farmi ragionare, dal suo punto di vista, e io mi ribellavo, e più mi tampinava e più diventavo ribelle…beh, le stesse cose le ha fatte mia figlia con me e con lei dicevo sempre: “fai come dico e non come ho fatto”…..parole al vento, per fortuna!
    Resisti cara, è l’amore per loro che ci fa comportare in questa maniera, vorremmo che a loro fossero risparmiate le nostre pene, ma le pene fanno parte del bagagliaio della crescita

  2. 3 Rita 25 novembre 2011 alle 09:32

    Con il Tuo post e con la risposta di Zia Cris, avete centrato in pieno l’argomento….il “mestiere” del genitore è il più difficile in assoluto, perchè al di là di quella parte di istintività che penso tutte abbiamo, c’è tutto un lavoro di comprensione e di contraddizione, di accettazione e di rifiuto, di “punizione” e di lassismo, di mediazione con l’altro genitore….mamma mia che fatica…..ma quanto amore!
    Un caro saluto

  3. 5 widepeak 25 novembre 2011 alle 17:43

    ahia. questi sono gli anni che temo, io me la sono cavata per pura fortuna 😉

    • 6 Giorgia 26 novembre 2011 alle 19:39

      In che senso te la sei cavata? Eri un’adolescente poco inquieta? Goditi le tue piccolette, hai ancora un bel po’ di tempo, beata te 🙂

      • 7 widepeak 29 novembre 2011 alle 15:16

        più che inquieta, ero inconsapevole del rischio, molto poco seguita, e molto infastidita da situazioni familiari obiettivamente pesantissime. per fortuna ho cominciato abbastanza presto a fare molto sport e lì ho conosciuto delle brave persone. poi leggevo tanto. poi ho fatto tanto teatro…poi ero una solitaria. mi sono salvata così, penso.

  4. 8 wolkerina 26 novembre 2011 alle 12:48

    .. è da ieri che rileggo questo post e penso alla mia adolescenza e al mio rapporto con i miei. di sicuro non c’era complicità.. ecco, se anche solo ogni tanto riuscirai, come hai fatto qui, a mantenere un canale aperto con lei, credo che sarà già un gran risultato

  5. 10 GinT 26 novembre 2011 alle 18:56

    Giorgia cara, eccomi: ce l’ho fatta a vedere Pina sono andata con il mio M a cui è piaciuto tantissimo mi ha detto “non credevo che un corpo potesse esprimere così tanto”…Sten me lo immaginavo fare il movimento dell’ “allegria” di Vollmond, (il mio preferito: quello in cui Pina chiede ai ballerini di fare un movimento che rappresenti l’allegria e un ballerino racconta come il suo ha ispirato un intero pezzo dello spettacolo) mentre a M è rimasto in testa quello dei due uomini (non riesco a trovare i video).
    E’ stata un’emozione e mi rammarico di essere così giovane e non averla vissuta nel pieno della sua fioritura.
    L’adolescenza di Lula sarà un periodo difficile, lo è stato per tutti, ma è lì che si costruisce, anche a muso duro, il rapporto genitori-figli.
    Noi, la mia mamma l’abbiamo fatta dannare, porte sbattute, urli, ribellioni, piercing, tatuaggi, sigarette, occupazioni, motorini, fare tardi…Era una lotta continua ma lei è riuscita ad essere severa, giusta, presente e piena d’amore allo stesso tempo.Non è stato facile, chissà quante notti insonni le abbiamo fatto passare, chissà quanto si è morsicata le mani, quanto le è dispiaciuto contraddirci però è così che deve essere.
    Noi l’abbiamo sempre amata profondamente e oggi ancora di più perchè dobbiamo a lei tutto quello che siamo.
    Un abbraccio grandissimo

    • 11 Giorgia 26 novembre 2011 alle 19:45

      Cara GinT, vorrei tornare presto a vedere Pina – magari proprio con Lula… Che belle cose che scrivi su tua madre, e si capisce che ha fatto proprio un bel lavoro con te. Ti abbraccio

  6. 12 4 p 28 novembre 2011 alle 12:14

    Che tasto dolente, ma allo stesso tempo il più ricco di tutta una vita.
    Genitori figli, bel dilemma, perchè è come rivedersi all’incontrario. Se ci penso, sicuramente ho sbagliato una miriade di cose, ma trovare quell’aggancio quotidiano con mio figlio a volte era per me indispensabile.
    Lotte, scioperi, occupazioni, amori, il bisogno di comunicare, ma se loro non ne vogliono sapere, perchè ormai sono altri tempi, vai a farle capire che gira e rigira è sempre la stessa solfa, la nostra esperienza buttata nel cesso. Però c’è sempre un però, se riusciamo a trovare quella piccola chiave per entrare in comunicazione, il gioco è fatto. Penso che l’ascolto e l’ avvicinarsi con gusti che hanno segnato la nostra “era” dal punto di vista musicale e di qualche bel film renda tutto facilitato.
    Ai miei tempi forse è stata più dura, anche se mia madre è stata presente, io sicuramente l’ho delusa parecchie volte e pesantemente, poi negli anni a venire l’ho riscoperta o meglio ci siamo riscoperte come donne e molto sinceramente devo dire che è colei che mi comprende più di tutti in assoluto e, credimi non pecco di presunzione affermando che io sento di essere per lei la stessa cosa.
    Mio figlio essendo un maschietto di 25 anni a volte, lune permettendo, è più maturo di me, sbarella ancora, lo vedo e lo sento annaspare con quel senso di giustizia che lo contraddistingue a costo di rimetterci, ma è puro, coerente ed un gran confidente nella cerchia delle sue amicizie.
    Se c’è qualcuno in difficoltà o ha bisogno semplicemente di sfogarsi, lui c’è, c’è sempre, in qualunque momento.
    Ci mandiamo a quel paese ancora adesso, scherziamo, ci facciamo i dispetti, ci stuzzichiamo e sfociamo in abbracci e lotte, come quando era piccolo.
    Ciao
    Pat

  7. 13 Giorgia 30 novembre 2011 alle 18:24

    Be’, da come parli del vostro rapporto mi pare che sei stata assai brava 🙂 Ciao cara


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