Cancer blogging

Scrivo questo post perché mi sono resa conto che dopo la trasmissione Invincibili  diventa urgente una riflessione più approfondita  su cosa significa fare cancer blogging, perché si sono moltiplicate le richieste di partecipare a Oltreilcancro anche da parte di chi un blog non ce l’ha, ma sente il bisogno di raccontarsi e raccontare la propria esperienza.

Un blog personale è una sorta di diario online, e aprirne uno implica avere voglia di scrivere e di condividere con un pubblico di lettori e commentatori potenzialmente illimitato e indistinto le proprie riflessioni e idee, il proprio vissuto più o meno intimo e tutto il resto che si sceglie di pubblicare in un post. Il blog può diventare uno specchio dal quale riflettere parte di sé, nel bene e nel male.

Io sono diventata una cancer bloggers per caso e per necessità: avevo già un blog quando ho scoperto, a distanza di sei anni, che un po’ di cellule partite da un cancro al seno operato e curato, avevano prodotto un paio di metastasi nel fegato. Avevo quindi un’abitudine consolidata al racconto quotidiano, mettendo insieme figlia, marito, vita quotidiana, libri letti e film visti, opinioni politiche, i preparativi per il mio matrimonio tardivo, vacanze, mostre, qualche cenno al passato – il cancro. Per questo quando qualcuno mi chiede perché ho iniziato a scrivere di ecografie, diagnosi, del dottor Zeta (il mio oncologo), di chemio, capelli che cadono, tac, controlli, insomma, perché abbia deciso di usare il blog per parlare del cancro, posso dire semplicemente che è stato inevitabile, e che dopo aver scritto il primo post da cancer bloggers (Domani nella battaglia pensate a me), mi sono sentita meglio. Molto molto meglio. Mi serviva, mi dava forza, m’incoraggiavano i commenti di chi mi leggeva, mi aiutava a prendere le distanze dal male, ad analizzare ogni fase di quel periodo difficile prendendone coscienza senza farsi annientare dalla paura.

Questo, per me, significa blogterapia.

Ma c’è stato chi invece il blog lo ha aperto espressamente per raccontare la propria esperienza con il cancro, attuale o passata, in quest’ultimo caso ripercorrendo in modo catartico le tappe del proprio percorso di cura.

E allora? Cosa rispondere alle tante richieste di partecipare, o ai lunghissimi commenti nei quali ciascuno racconta la propria storia, prescindendo magari dal contenuto del post che si sta commentando?

Se tutto quello che ho scritto sopra vi ha fatto venire voglia di provare ad aprire un blog fatelo, buttatevi, non ci vogliono particolari capacità tecniche (basta dare un’occhiata alle tante piattaforme disponibili, splinder, wordpress, blogspot), ma certamente un po’ di amore e abitudine alla scrittura quella sì. Altrimenti leggete, leggete, e commentate i post che vi stimolano una breve riflessione. Dico breve, perché il blog ha una particolare natura che l’eccesso di lunghezza, nei post come nei relativi commenti, secondo me violenta. Ma questa è una mia opinione personale. Però non c’è dubbio che la lunghezza di un post deve ispirarsi a un articolo di giornale, più che a un romanzo breve…

Se invece cercate solo uno spazio dove lasciare la vostra testimonianza, la storia del vostro vissuto con il cancro, allora abbiate pazienza, può darsi che presto apriremo uno spazio ad hoc all’interno di Oltreilcancro, ma prima dobbiamo valutare attentamente pro e contro. Siamo un gruppo molto democratico, e ci piace un sacco votare.

 

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6 Responses to “Cancer blogging”


  1. 1 ARCOBALENO 29 giugno 2011 alle 20:30

    HO LETTO CON INTERESSE CIO’ CHE HAI SCRITTO, IN MANIERA MOLTO ESPLICITA E CHIARA!! E HO LETTO ANCHE LA VALANGA DI POST DI PERSONE,PIU’ O MENO LUNGHI….. CHE DOPO LA TRASMISSIONE “GLI INVINCIBILI”, HANNO SENTITO IL DESIDERIO DI SFOGARSI E RACCONTARE……QUANTE STORIE……FA IMPRESIONE SENTIRE , CHE TANTE, TANTE PERSONE, CONDIVIDONO CON NOI, L’ESPERIENZA DELL’INCONTRO SUL LORO CAMMINO DEL SIGNOR CANCRO………..
    UN ABBRACCIO DA ARCOBALENO

    • 2 Giorgia 4 luglio 2011 alle 17:33

      Hai ragione, fa molta impressione scoprire quanta gente è coinvolta da questo problema, e quanto c’è bisogno che se ne parli e scrivi. un abbraccio

      • 3 anna60 13 luglio 2011 alle 14:58

        infatti, solo parlandone ci rendiamo veramnete conto di quante persone sono affette da questo male….baci

  2. 4 zop 4 luglio 2011 alle 10:50

    solo un saluto, un po’ off topic…
    non bloggo da una vita e son passato a vedere il tuo nuovo posto! 🙂
    un abbraccio
    zop

  3. 6 Raffaella 26 aprile 2012 alle 20:04

    Ciao Giorgia è vero forse chi commenta, come me ,scrive molto, a volte divaga e va fuori tema, forse succede perchè leggendo ti ritrovi, ti immedesimi, rivivi attimi, momenti, che poi momenti e attimi non sono. vero anche che aprire un blog per molti non è semplice come sembra. Sono certa che qualunque decisione voi prendiate all’interno di “oltreilcancro” sarà saggia e ponderata. se vorreste mettere un posticino per anche noi non ammalati ma che hanno lotttato insieme ad ammalati, solo come sostenitori morali da sfacciata mi prenoto. Un abbraccio e grazie comunque per tutto il tuo impegno Raffaella


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