Adesso che il vento è cambiato

La felicità di sentire finalmente che il vento è cambiato, e nel vento si parla e si ride, si pensa e si spera, si progetta il futuro. Era un paese brutto, bruttissimo, quello che ogni giorno dovevo spiegare a mia figlia Lula, cercando di far germogliare in lei la stessa passione ideale con cui è sano crescere e pure invecchiare. Mi sentivo prigioniera in una riserva indiana. Ci sentivamo un po’ tutti prigionieri, pronti alla fuga da un luogo ostile e ottuso tenuto in ostaggio da un personaggio indecente e dalla sua corte dei miracoli.

Cosa deve succedere ancora? Quanti scandali, bugie, insulti, attentati al sistema democratico, buffonate internazionali, crisi economiche, controriforme scolastiche, furbetti, cricche, risate all’alba di un terremoto, olgettine, orgettine, precarizzazioni, brunettizzazioni, risse parlamentari, parlamentari scilipotati?

Anche stavolta ce la farà, temevo. Dal cilindro tirerà fuori il coniglio per gli allocchi. Le donne in piazza che hanno gridato se non ora quando?, gli studenti in movimento, i precari sui tetti non basteranno, temevo.

Però.

Però sentivo che prima o poi da qui, dalla rete, qualcosa di grande sarebbe avvenuto. Se la televisione ha berlusconizzato l’Italia, la rete la sta deberlusconizzando.

Una spia c’è stata quel giorno che Lula, vedendo alla tele un servizio sui sostenitori del presidente del consiglio, mi ha detto: “mamma, sono tutti vecchi!”

Era vero. Era difficilissimo vedere una faccia giovane tra coloro che giustificavano le serate di Arcore davanti al palazzo di giustizia di Milano.

Dal No B-day del popolo Viola è stato un crescendo con alti e bassi, dentro e fuori la rete, finché l’occasione elettorale trasformata da berlusconi in referendum pro o contro se stesso è stata colta e trasformata in autentica riscossa democratica e rivoluzionaria. La rivoluzione gentile di Pisapia, lo scasso irruento di De Magistris, la sorpresa cagliaritana del giovane vendoliano Zedda, per non dimenticare i tanti altri comuni e province strappati al centrodestra e alla lega segnano la rottura del recinto della riserva. Hanno vinto le idee sulla ricchezza e sul potere, le risposte ironiche agli attacchi violenti e volgari, l’impegno sulla paura, la democrazia della rete sulla monarchia televisiva.

Adesso che il vento è cambiato è più facile guardarsi intorno e riconoscersi. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare a Lula cosa sta accadendo. Lei sa che è un vento buono, e che lo stavamo aspettando.

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19 Responses to “Adesso che il vento è cambiato”


  1. 1 GinT 31 maggio 2011 alle 20:26

    Aspettavo un tuo post…
    Cara Giorgia, ieri sera in piazza Duomo, Milano era bella come non mai.tutti si guardavano e sorridevano.
    Non voglio affrontare inutili discorsi politici, quello che so è che la mia città era stanca di questo clima.i milanesi lo sanno come stanno le cose oggi, e oggi vogliono una città diversa.una buona quota dei miei concittadini ha voluto dare l’opportunità, ma prima di tutto la fiducia a Giuliano Pisapia.io spero che questo vento porti qualcosa di positivo, non per rivendicare la vittoria della “mia parte politica”, ma perchè TUTTI i milanesi possano vivere meglio nella città che amano.ne abbiamo bisogno…forse davvero l’onestà e la pacatezza sono la strada per cambiare le cose.
    Io mi auguro che questo sia l’inizio di una rivoluzione gentile delle anime, perchè non ci sia mai più una generazione di giovani concreti e volenterosi che vive con così tanta precarietà e ansia il suo futuro, incerto e buio.
    Un abbraccio da una bellissima Milano
    G.

  2. 3 GinT 31 maggio 2011 alle 20:59

    ps: posso usare il tuo blog per dare un abbraccio anche alla lettrice che si firma 4p visto che non ha un blog e non so come rintracciarla??

  3. 7 wp 1 giugno 2011 alle 14:19

    bello, si, bello. non mi pare vero!!!

  4. 9 ziacris 1 giugno 2011 alle 14:44

    era proprio ora, non se ne poteva più..olele olalà….

  5. 11 Vale 1 giugno 2011 alle 15:58

    Io sono ancora un pò nella fase “…in qualche modo ce la farà…” . Certo la sconfitta è stata dura…ma lui è ancora lì…speriamo per poco…

  6. 13 Ornella 1 giugno 2011 alle 20:18

    Una gioia immensa!
    Speriamo che sia solo l’inizio di un nuovo “risorgimento” del nostro paese che non merita di essere rappresentato da una classe dirigente ignorante ed oscurantista, che non accetta il confronto leale che è alla base di ogni democrazia.
    Non ne posso più di una politica fatta di insulti, di barzellette oscene e di battutine becere lontana anni luce dai problemi reali della gente.
    Ornella

  7. 15 4p 1 giugno 2011 alle 20:26

    Cara Giorgia il tuo post è superlativo.
    Lo aspettavo, e come sempre hai trovato le parole giuste perfette, per trasmettere il tuo pensiero.
    Sono stracontenta, la gente si è risvegliata da quel torpore che rendeva tutto demotivato.
    Non siamo riusciti ad andare in piazza Duomo, Nick non stava bene, ma eravamo incollati a Mentana.
    Che soddisfazione, chiunque incontro sorride, ce l’abbiamo fatta, un abbraccio anche te Gin
    4 p

  8. 17 Perdix 2 giugno 2011 alle 11:28

    Volevo mandarti un saluto e condividere con te questo momento di gioia. Qui in Sardegna, dopo la vittoria al referendum regionale consultivo sul nucleare (quasi al 90%) c’era un’aria già diversa, abbiamo tifato per Zedda ma sembrava veramente un miracolo, sono quasi 20 anni che la città di Cagliari è in mano alla destra e gli interessi principalmente speculativi nell’edilizia e nella gestione della sanità, da sempre in mano alla destra si erano scontrati, purtroppo perdendo, con la politica innovativa di Renato Soru….E ora questo giovane, c’è molta speranza che tutto questo, insieme al resto d’Italia, spazzi via la giunta Cappellacci e ancora di più questo governo allo sfacio. Ora votiamo i tre si al referendum del 12 e 13 giugno e prepariamoci a festeggiare quella vittoria e …magari anche qualcos’altro, incrociando le dita, ma col pugno chiuso! Un abbraccio. C.

    • 18 Giorgia 2 giugno 2011 alle 23:07

      Sono proprio felice per Zedda a Cagliari, e per i referendum che sicuramente andranno bene. Incrocio anch’io le dita per tutto il resto, col pugno chiuso :-))

  9. 19 Max Dejavù - I viaggi di Maya 3 giugno 2011 alle 05:52

    C’è bisogno di un vero nuovo leader!


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