L’ipocrisia del fine vita

Berlusconi vorrebbe che i suoi parlamentari si affrettassero ad approvare la legge contro il testamento biologico in discussione alla Camera. Ha scritto loro una letterina, spiegando che non sarebbe il caso di legiferare su materie così intime ma visto che i giudici scavalcano il Parlamento pretendendo di sancire il diritto a morire, bisogna fermarli. Perché la libertà non può mai arrivare a negare la vita, dice.

Sottoscrivo una per una le parole di Adriano Sofri su Repubblica, che chiariscono con la consueta lucidità i termini della questione. Già all’indomani della morte di Eluana Englaro mi ero riconosciuta in quella sua esclamazione, “giù le mani da me, per favore”, e auspicavo che il Parlamento votasse una legge che sancisse il diritto a disporre liberamente del proprio corpo in caso di impedimenti futuri, esprimendo – attraverso un testamento – la proprie volontà sul proseguimento o meno di cure – comprese idratazione e nutrizione artificiale.

Adesso invece si vorrebbe realizzare esattamente il contrario: una legge che sancisca l’obbligo a vivere, anche contro la propria volontà espressa in un testamento o, come si chiamerebbe, Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento). Infatti nel testo in discussione idratazione e alimentazione artificiale non vengono considerate cure rinunciabili, e  la Dichiarazione non sarebbe nemmeno vincolante per il medico curante.

Questa legge scandalosa quindi renderebbe vana la battaglia di Beppino Englaro e di quanti sono stati costretti a rivolgersi a un giudice per ottenere il rispetto delle proprie decisioni in merito al proprio vivere e per pretendere l’interruzione di ogni genere di accanimento terapeutico.

Questa legge toglie diritti, invece di garantirli.

Ecco, è facile capire perché improvvisamente ci sia tanto interesse a far approvare una legge così. Ci sono le elezioni, bisogna ingraziarsi il Vaticano, frenare l’emorragia di voti che tutti i sondaggi prevedono.

Così come è stato necessario fermare il nucleare, salvo poi dichiarare candidamente che si è fatto solo perché gli elettori erano spaventati da Fukushima, ma che tanto tra uno o due anni si potrà ripartire.

(Baciare le mani al dittatore, e poi lo bombardarlo.)

Io non ce la faccio proprio più.

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13 Responses to “L’ipocrisia del fine vita”


  1. 1 innoallavita 29 aprile 2011 alle 17:18

    Mmmm, non sono molto d’accordo. Idratazione e alimentazione non sono accanimenti terapeutici…io inorridii della vicenda di Eluana Englaro e non posso dire che quella non sia vita: lo è a tutti gli effetti.

    • 2 graz 2 maggio 2011 alle 23:13

      Vedi Inno, quel che io non capisco (e l’ho scritto pure nel mio commento al post) è come sia possibile che tu con questa affermazione voglia calcare sulla mia testa il tuo sistema di valori (tu generico, mi raccomando). Io rispetto ed ammiro le persone che, nonostante invalidità altamente penalizzate, non pensano nemmeno lontanamente a prendere una scorciatoia per l’aldilà. Ma vorrei che mi fosse riservato analogo trattamento e che nessuno si permettesse di giudicare al posto mio quando troppo è troppo.

      Scusa la precisazione, l’intento non vuole essere polemico :-)))

      /graz

  2. 3 Giorgia 29 aprile 2011 alle 17:56

    Per Eluana quella non sarebbe stata vita. Anche io sono inorridita, ma quando il nostro presidente del consiglio ha detto che quella donna che stava vivendo in coma vegetativo da 17 anni avrebbe potuto fare figli.
    Per me quella non sarebbe vita, e se mi succedesse una cosa simile non vorrei essere forzatamente nutrita e idratata per essere tenuta anni e anni in quelle condizioni.
    Se per te invece quella è vita è giusto che ti venga garantito tutto il necessario per non morire. Ma il tuo diritto non può essere superiore al mio, di essere lasciata in pace, di permettere alla natura di fare il suo corso. La nutrizione artificiale è un trattamento medico, (non lo dico io ma la Società italiana di nutrizione parenerale ed enterale http://www.sinpe.it/Documenti/files/299.pdf), e come tale deve poter essere rifiutato.

  3. 4 dany63 30 aprile 2011 alle 01:05

    Quando mi sono ammalata l’ho detto subito: non voglio ridurmi un vegetale, non voglio accanimento terapeutico. Ho vissuto da vicino l’agonia di un amico e la disperazione della famiglia, che per evitare che lo tracheotomizzassero come Welby ha accettato la sua tremenda richiesta: non chiamate l’ambulanza in tempo perchè mi salvino quando avrò la prossima crisi respiratoria. Non era Eluana, era cosciente, tragicamente, di essere divenuto solo un fardello ormai muto e immobile per la famiglia.
    Al suo funerale il parroco ha detto ”mi ha insegnato come si muore con dignità”

  4. 5 Max Dejavù - I viaggi di Maya 30 aprile 2011 alle 13:04

    L’opinione pubblica ha mostrato in TV per mesi interi la foto sorridente di Eluana. Nessun TG, nessuno, ha mostrato le vere foto della ragazza. Non hanno mostrato in quali condizioni fosse ridotta. Questo per un semplice accanimento politico. La Politica ha combattuto le sue schiofosissime guerre sul corpo ormai dormiente della povera ragazza. Nessuno dovrebbe poter decidere della vita o della morte degli altri. Un paese che si dichiara Democratico e Libero dovrebbe accettare il volere di ogni cittadino.

    Sono rimasto inorridito, disgustato e soprattutto incazzato, quando sentivo le persone intervistate, permettersi di giudicare un padre, che ha dedicato la vita ad una figlia ormai incosciente da 17 anni. La realtà che i moralizzatori “estremisti cattolici” non considerano è che senza quella macchina, la ragazza avrebbe seguito il suo destino.

    Molti hanno la bocca solo per parlare. Non riflettono. Giudicano, additano e sputano veleno.
    Tanto poi, guando spengono la TV, pensano ad altro.

  5. 8 graz 2 maggio 2011 alle 23:09

    Non hai idea di quanto mi faccia stare male questo argomento. Di quale violenza rappresenti per me l’idea di qualcuno che si permette – per via di un sistema di valori che io non condivido – di decidere al posto mio su una materia così delicata e difficile. Non parliamo poi di ipotizzare mio padre in una situazione altamente invalidante!!! Il suo desiderio è talmente chiaro ed espresso in modo talmente eclatante che qualsiasi altra cosa sarebbe un’enorme sofferenza per lui e per me che ne sarei consapevole.

    Non capisco, davvero non capisco come sia possibile che persone in buona fede desiderino impedire a me ciò che a loro sembra sbagliato. Io non impongo a loro e per loro stessi un comportamento difforme dalla loro volontà, no?

    Se poi ci vogliamo aggiungere che questa crociata non è condotta in nome di alti valori etici e/o morali ma per un mero e disinvolto calcolo politico allora sia che ti dico???? Io sono profondamente laica ma vorrei poter credere nell’aldilà per poter pensare che questi orribili personaggi, B. e tutta la sua criccva, arderanno nel fuoco per tutta l’eternità.

    Che rabbia che mi viene!

    • 9 Giorgia 3 maggio 2011 alle 18:55

      Sì, anche io sapevo perfettamente quali fossero le volontà di mio padre su questo tema e, assurdamente devo dire per fortuna, non c’è stato bisogno di pretenderne il rispetto.

  6. 10 4p 3 maggio 2011 alle 08:31

    Sono fermamente convinta che questa legge debba essere approvata.
    La libertà di scelta deve essere garantita a chiunque.
    Nessuno può permettersi di giudicare una decisione tanto sofferta.
    Carissima Inno, io non mi permetto lontanamente, anzi rispetto la tua idea, ma chiunque ha il sacrosanto diritto di esprimere la propria volontà.
    Gli interessi di queste persone vanno al di là, le elezioni vicine, il Vaticano……. sono a caccia di voti.
    4 p

    • 11 Giorgia 3 maggio 2011 alle 18:52

      Pat, veramente la legge che vorrebbero approvare, come ho scritto, non garantisce la libertà di scelta… Forse volevi dire “non debba essere approvata”!

  7. 12 4p 3 maggio 2011 alle 19:02

    Oh yesssssssssssssssssss, perfortuna che mi conosci, marò che figura barbina. Ops, bacio
    4 p

  8. 13 Romina 3 maggio 2011 alle 22:05

    Cara Giorgia,
    sottoscrivo quello che hai detto parola per parola. Secondo me, le parole “idratazione” e “alimentazione” sono state manipolate per confondere le idee. Sono flebo, solo flebo che ancorano ad un letto d’ospedale una persona totalmente incosciente che è ben lontana dall’immagine di una persona viva. Almeno dal mio punto di vista.
    Quando il padre di Eluana decise di non mostrare le foto che dimostravano come era ridotta la figlia, io capii e condivisi il suo gesto. Da una parte, però, pensavo che forse mostrare la differenza tra Eluana come era prima, ed Eluana come era poi avrebbe chiarito molte cose.
    Io penso che il mio corpo appartenga solo ed esclusivamente a me. Non allo stato. Non al papa. Appartiene a me.
    E credo di avere il diritto, in virtù di ciò, di decidere come gestire il mio fine vita. Ogununo dovrebbe poter scegliere, tanto quelli che come me non vorrebbero essere tenuti in vita con la forza, tanto quelli che decidono che nessuno può porre fine ad una vita.
    Però io questa possibilità di scelta la pretendo…


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