Cose italiane che non sono normali

Il ministro della difesa di un paese impegnato in una grave crisi internazionale che manda affanculo il presidente della camera, mentre si tenta il colpaccio di far passare la norma per il processo breve – in realtà è una norma per accorciare i termini di prescrizione, quindi la giustizia non viene velocizzata, semmai la giustizia viene cancellata.

[Lula, guardando le immagini tv: “ma è normale che in Parlamento ci si comporti così?”]

Il presidente del consiglio di quello stesso paese che, mentre i suoi tentano il colpaccio, fa uno show a Lampedusa, dichiarando che ha comprato una villa sul’isola per diventare lampedusano e provare che manterrà le sue solite, ridicole, promesse: diventerà come Portofino,  ci sarà il casinò e un campo da golf, niente tasse per un anno e via in 48 ore le migliaia di migranti che affollano l’isola, e che si è volutamente lasciati in quelle condizioni per compiacere la lega.

Un ministro che dice fuori dalle palle (in lombardo) rivolgendosi a quelle migliaia di migranti che hanno attraversato il mare e rischiato la vita alla ricerca di una vita migliore, o in fuga da guerre, persecuzioni, fame. [Nel 2008 quel presidente del consiglio che ora vorrebbe rimpatriarli aveva invitato i tunisini a venire in Italia, promettendo casa e lavoro.]

Un ministro della giustizia che tira il tesserino parlamentare, stizzito perché non è riuscito a votare.

Una parlamentare disabile insultata da due parlamentari della Repubblica e costretta a spiegare che, non potendo usare le mani, chiede al suo assistente di applaudire per lei.

“Ma è normale?” continua a chiedermi Lula.

“No, no, no non è normale.  Non è assolutamente normale. ”

Ma c’è ancora qualcuno che non l’ha capito?

 

 

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7 Responses to “Cose italiane che non sono normali”


  1. 1 graz 1 aprile 2011 alle 00:39

    Ed un ministro della difesa e vari compari che, di fronte ad una crisi internazionale di portata enorme nonchè alle implicazioni della crisi nucleare giapponese, passa tutto il tempo in parlamento a tentare di scardinare l’ordine del giorno per assicurarsi che le leggine pro domino vengano approvate in tempo, nemanco questo è normale.

    Come non è normale che il domino di cui sopra faccia l’ennesimo show in fascia oraria TG, tanto per distrarre le masse appecorinate da quel che davvero sta andando avanti.

    Ma io a questo punto temo che sia un percorso di non ritorno fino a quando l’opera di distruzione sarà completa. Allora forse …

    😦

    /graz

    • 2 Giorgia 1 aprile 2011 alle 16:25

      Mi pare che ci siamo già alla distruzione delle regole fondamentali di vita civile e politica. Però, allo stesso tempo, credo che ci siano già i germogli di rinascita. Lo spero tanto.

  2. 3 Romina 1 aprile 2011 alle 09:57

    No, di normale non c’è assolutamente niente…ma niente, niente, niente.
    Come non è normale che noi non abbiamo quasi più neanche la forza di indignarci. Siamo stati anestetizzati.
    Speriamo che le cose tornino alla normalità quanto prima…

    • 4 Giorgia 1 aprile 2011 alle 16:27

      Io non faccio altro che indignarmi, indignarmi, appena posso manifesto, scendo in piazza, firmo appelli. Però certo, tanta, troppa gente è stata anestetizzata per anni (per non parlare di chi è stato responsabile, con il voto, di questo disastro)

  3. 5 l. 1 aprile 2011 alle 14:53

    … io sono ben più matura di lula, ma di fronte al teatrino di ieri ho avuto la stessa reazione, incredula più che indignata, ormai. sembra che il fondo, che il limite della decenza si sposti ogni giorno un po’ più in là, così che diventa impossibile toccarlo e mettere un punto.
    e comunque finché i nostri attuali governanti godranno di un elettorato che assicura loro una seppur risicata maggioranza, c’è ben poco da fare. finché ci saranno persone grate al cavaliere perché “in italia non c’è mai stato il comunismo” e stregate dalla sua weltanschauung “corrompi, svilisci(ti), menti, ma soprattutto arraffa più che puoi e a ogni costo” il paese sarà sempre spaccato in due.
    e per l’ennesima volta mi chiedo se per persone come me, che ancora non sono legate a filo doppio a questo paese, l’unica soluzione non sia davvero andarsene dove il senso della civiltà non è stato del tutto smarrito.

    • 6 Giorgia 1 aprile 2011 alle 16:47

      è sempre triste scegliere di andare via, abbandonare la possibilità di tornare (o iniziare?) a vivere in una società “normalmente” democratica, e proprio per questo suscettibile di essere trasformata in meglio con quei mezzi democratici che invece stanno progressivamente smantellando. Però, se le cose restano così, o peggio, se ne avessi l’opportunità un pensierino ce lo farei.

  4. 7 4p 2 aprile 2011 alle 10:38

    Altro che anestetizzati, penso stia diventando sempre di più uno stato comatoso.
    E’ astuto più di una volpe.
    A Lampedusa lui sparava le sue idiozie, campo da golf, casinò, casa (già disdetta) e quant’altro per sentirsi lampedusano, e i suoi servi in parlamento facevano teatro, volutamente, non c’è che dire sono una bella banda affiatata, tutto studiato a tavolino.
    Sai io cosa farei, li metterei su un bel barcone e li manderei alla deriva, senza una bussola, diretti verso l’isola che non c’è.
    Lui Capitan Uncino, Spugna, ma Peter Pan non za da vedè, ce lo teniamo noi.
    Bacio 4p


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