Squadra che vince non si cambia

Dalla visita con il dottor Zeta è uscito fuori che devo andare avanti con le terapie ormonali (punture trimestrali di Enantone per bloccare il ciclo e pasticca giornaliera di Femara, il farmaco inibitore degli estrogeni) ad oltranza.

“Te lo devo dire, io avrei paura a farti sospendere tutto.”

“Se hai paura tu, figurati io! Ma… anche le punture?” ho provato a insistere senza troppa convinzione. “Ormai il ciclo è difficile che mi torni, no?” Il fatto è che il Femara funziona solo se si è in menopausa, è questo il maledetto problema.

“Non è difficile per niente, a una paziente è tornato a 55 anni, figurati.”

“Potrei fare il conteggio degli ormoni, e in caso ricominciare…” E’ una possibilità che mi ha suggerito il dottor Esse, con cui prima avevo chiacchierato soprattutto di politica e della situazione dell’ex San Giacomo, infestato da piccioni morti, abbandonato al degrado, reclamato dai cittadini della zona.

“E quel caso sarebbe un rischio da non correre. E poi è il Femara che potrebbe darti problemi: colesterolo alto, osteoporosi…”

“Ok, ok. Va bene.” E’ inutile che affronto il problema dei sensi semiaddormentati, mi sono rassegnata, anche perché secondo Sten la situazione non è così tragica, rispetto alla media delle coppie che nemmeno hanno avuto problemi di cancro e menopause anticipate. Si è rassegnato anche lui. Ma questa storia del sesso è un tema cruciale, recentemente affrontato coraggiosamente da Widepeak.

“Quasi quasi ti mando da Giuseppe.”

“E chi è?”

“Un mio collega bravissimo. Ci scambiamo sempre i casi più complicati.”

Ecco, io sono un caso complicato.

“No, no, io mi fido di te, niente Giuseppe. Ma è possibile che non ci sono casi come il mio in base ai quali regolarsi?”

“Sì, sì, ci sono.”

“Ah, bene, e allora?”

Zeta sospira, fa un sorriso storto.

Ho capito. In realtà non ci sono casi come il mio.  Non si sopravvive così a lungo dopo metastasi epatiche. Ogni volta che mi scontro con questa realtà ho uno smottamento emotivo. Non so se gioire o spaventarmi. Sentirmi miracolata o sospesa sul filo più sottile che possa esistere.

“E quindi squadra che vince non si cambia,” conclude lui.

“E i tempi dei controlli? Sempre ogni sei mesi.”

“Ma sì.”

“Ma sì. Tutto come prima. Squadra che vince, non si cambia.”

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19 Responses to “Squadra che vince non si cambia”


  1. 1 4p 19 febbraio 2011 alle 20:26

    Squadra che vince non si cambia.
    E’ la tua “formula magica”. Sarà un filo sottile, ma sai stare in equilibrio “come una funambola”. Meglio non rischiare l’illustre Dott. Zeta sà il fatto suo.
    Certo che sto Femara che funziona solo quando si è in menopausa e l’altro come si chiama, ah l’Enantone per bloccare il ciclo, sono un bel problemino.
    La menopausa naturale è già una bella presa per i fondelli, se poi è anticipata lo è ancora di più. E’ l’età che frega, cioè meglio, il tempo che intercorre tra una menopausa chimica e una naturale. Questo diritto ti è stato negato.
    Ti mando un abbraccione
    Pat

    • 2 Giorgia 20 febbraio 2011 alle 19:21

      Grazie Pat, certo che non ho nessunissima intenzione di rischiare. E forse ho pure esagerato un po’, in fondo ‘sta menopausa ha pure i suoi lati positivi (l’emorragia mensile e dolorosa non è che sia una cosa da sentirne la mancanza ;-))

  2. 3 widepeak 20 febbraio 2011 alle 18:24

    la meravigliosa luminosa reltà dell’eccezione alla regola è il faro di molti di noi cara mia, anche se capisco lo smottamento emotivo. ma continua a risplendere, per favore, che da queste parti c’è sempre bisogno di luce 😉

  3. 5 ziacris 21 febbraio 2011 alle 11:17

    E poi si ti dovesse portare i controlli a più lungo tempo, dopo cosa ne fai di tutto quel tempo che ti avanza? Meglio tenerti impegnata, dai che va bene così (fai diverso se ci riesci!)

  4. 7 widepeak 21 febbraio 2011 alle 12:43

    peraltro. giusto ziacris, io sono da due settimane in astinenza da ospedale e già do segni di affaticamento emotivo 😉

  5. 9 Rosie 21 febbraio 2011 alle 16:40

    E noi siamo tanto contenti che proprio tu sia questa eccezione, questa donna così forte da aver superato anche lo scoglio della metastasi epatica…

    Certo dev’essere una gran palla questa della menopausa anticipata da tanti anni, però queste cure ti stanno aiutando per davvero.

    Continua ad avere tanta pazienza…e non cambiare nulla, va bene così.
    Un abbraccio

    • 10 Giorgia 21 febbraio 2011 alle 17:56

      E’ vero, le cure funzionano, e la pazienza non mi manca, cara Rosie. Vado avanti così, anche con i miei aiutini complementari (yoga, qi gong, adesso anche danza, cicli di aloe e di caisse)

  6. 11 l. 23 febbraio 2011 alle 15:07

    sul fatto che tu sia una luminosa eccezione e un faro altrettanto luminoso per chi ha vissuto la nostra stessa esperienza non ci piove, e questo deve darti forza, anche perché quel filo è sempre più largo e meno insidioso.
    mesi fa, affrontando il discorso recidive con il mio oncologo gli ho raccontato la tua storia (non la conosco nei dettagli clinici ma dopo aver letto il blog e il tuo libro, che tra l’altro è molto bello, credo di saperne abbastanza)e lui, senz’altro meno illuminato di zeta, è rimasto piuttosto stupito, cosa sconfortante visto che un medico dovrebbe essere il primo a voler sfidare le statistiche.
    sono certa che saprai andare avanti con la consueta vitalità nonostante le seccature della menopausa, che è davvero il male minore e, appunto, ha pure un suo lato postivo.

    ti abbraccio e ti dico grazie,

    l.

    • 12 Giorgia 23 febbraio 2011 alle 16:25

      Grazie a te, cara l. Forse hai ragione, il filo si allarga e irrobustisce. Certo che essere fonte di stupore per un oncologo provoca in me la solita reazione controversa – come a dire, nessuno ci avrebbe scommesso un soldo bucato… Però so’ forte eh?
      😉 Un abbraccio

  7. 13 l. 23 febbraio 2011 alle 17:18

    io in realtà credo che di casi come il tuo ce ne siano molti più di quanto si pensi, sono gli oncologi che ho incontrato io, quasi tutti, che non vogliono accollarsi il rischio di infondere (troppa) speranza e fiducia, cosa molto triste visto che credo debba far parte del loro lavoro.
    però tu sei forte, fortissima davvero. 😉

  8. 14 4p 24 febbraio 2011 alle 18:29

    Cara Giorgia tralascia, sei FORTISSIMA-ISSIMA-ISSIMA-ISSIMA e un ciao a Mr: ZETA, il medico per eccellenza!!!!!!!!!!!!!
    Baciotto 4 p

  9. 15 Juliaset 24 febbraio 2011 alle 23:21

    Sto recuperando un po’ di post arretrati…Tu sei in tutto e per tutto una meravigliosa eccezione, anche se mi piace di più immaginarti come una pioniera!

  10. 17 l. 25 febbraio 2011 alle 00:04

    @ 4p: citando la reazione del mio oncologo non volevo certo dare un messaggio negativo (tant’è che sono la prima a credere che di persorsi simili al suo ce ne siano eccome) ma solo sottolineare quanto giorgia (e insieme a lei zeta e i medici che l’hanno seguita) sia stata straordinariamente brava, forte e anche un po’ fortunata, perché in realtà quando si è costretti a familiarizzare con l’universo cancro si scopre che esistono anche altre storie. mi piace il termine “pioniera” scelto da julia, credo anch’io che sia proprio così.

    un abbraccio a tutte

    • 18 Giorgia 25 febbraio 2011 alle 18:40

      Ma certo che non era negativo il tuo messaggio! Ed è vero, che – sembra assurdo a dirsi – sono stata fortunata ad incontrare certi medici (però se non ne avessi incontrato prima uno che aveva scelleratamente sottovalutato il primo bozzetto, forse le cose sarebbero andate meglio). abbracci

  11. 19 cri 23 giugno 2011 alle 09:04

    Ciao a tutti ieri sera ho scoperto che esistono questi blog attraverso la trasmissione televisiva
    “invincibili” la tv alcune volte serve ihhihihihihihi
    sono Cristina e nel 2007 ho scoperto di avere un cancro al seno ora sono in cura ormonale prima enantone e poi aromasin per bloccare gli estrogeni……………
    Dopo 4 anni posso dire che sono soddisfatta della mia salute, ma non della mia sessualità
    qualcuno può condividere questo aspetto
    un abbraccio a tutte


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