250 euro al mese

Chi legge questo blog forse legge anche quello di Anna Lisa e quindi sa  che questa giovane donna di 32 anni non se la sta passando bene, anche perché ha saputo di recente che forse dal suo cancro non guarirà completamente ma i medici stanno lavorando per cronicizzare la sua malattia. Questo significa, immagino, cure continue, sotto stretto controllo medico, farmaci da prendere, esami da fare in continuazione. Insomma, è dura digerire una notizia così.

E cosa fa il nostro sistema di welfare per una persona come Anna Lisa, che non ha un lavoro, nessuna fonte di reddito, vive con sua madre, che ha una pensione a cui aggiunge, “grazie” all’invalidità totale che le è stata riconosciuta quando la sua malattia è peggiorata, 250 € al mese?

Anna Lisa lo spiega in questo post, di cui qui voglio riportare la parte finale, nella quale spiega come le sia stata negato l’assegno di accompagnamento:

“Prima lo davano a CHIUNQUE facesse chemioterapia, a CHIUNQUE avesse problemi di natura oncologica.
Eh, infatti, prima, adesso non più.
Adesso sono molto più restrittivi, più rigidi e quindi l’accompagnamento ti spetta solo se dimostri di dipendere in tutto e per tutto da una persona che ti lava, ti mette a letto, ti alza, ti veste… e, ringraziando il cielo, io non sono in queste condizioni. Mi faccio aiutare, ma non dipendo completamente!
E quindi c’è poco da fare. Ho chiesto a tutti: patronati, avvocati, medici-legali… Purtroppo dal 2009 la faccenda è più rigida e se prima davano l’accompagnamento a cani e porci, adesso non lo danno più a nessuno.

Dal versante ASL mi sono spostata al versante INPS.
Peggio che mai.
Quali sono i requisiti per avere un assegno dall’INPS? Ve la faccio breve: aver lavorato (e quindi aver versato contributi) almeno tre anni negli ultimi 5. Benissimo, io ho SEMPRE lavorato, l’assegno mi spetta!
NO! Perché molti dei miei contratti negli ultimi 5 anni erano Co.co.co o Co.co.pro. che, giustamente, non rientrano nel computo.
Quindi niente, non mi spetta nulla e il fatto che ora io non possa lavorare all’INPS non gliene frega un cazzo.

So che tutto questo sembra impossibile, allucinante, ma è così.
Ho chiesto, mi sono informata, ma non c’è niente da fare: 250 euro sono la cifra che mi spetta per vivere.”

Vi pare giusto che a una persona con i problemi di Anna Lisa spettino 250 euro al mese per vivere? Non c’è proprio niente da fare?

Solo indignarci, scandalizzarci, ripensare con disgusto ai 10000 euro di stipendio a una consigliera regionale e  procacciatrice di ragazze “in difficoltà” al benefattore di Arcore?

Eh no, basta. Io sono stufa di indignarmi. Voglio risposte, voglio buona politica, più welfare, meno evasione fiscale, più diritti e tutele per chi sta male. Voglio che ad Anna Lisa non spettino solo 250 euro. Perché non è giusto.

 

 

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21 Responses to “250 euro al mese”


  1. 1 graziella 25 gennaio 2011 alle 02:15

    Ho letto i suoi ultimi post con un grumo di piombo al posto del cuore. E quest’ultimo con un’enorme tristezza e senso di rabbiosa impotenza.

    E’ incredibile quello che sta accadendo. Una nazione in balia di un vecchio ammalato di delirio di onnipotenza e della sua coorte di ladri, magnaccia e ballerine.

    E dei problemi veri della gente nessuno se ne cura. E gli unici che hanno visibilita’ sono i furbetti del quartierino, quelli con il SUV, gli occhiali da sole anche di sera, le borse grosse come tendoni da circo e le scarpe con la suola rossa …

    Mi sento davvero sopraffatta

    /graz

  2. 3 amalia 25 gennaio 2011 alle 17:17

    Ho letto e mi ha fatto male, tanto male. Queste parole mi hanno ferita! Non è giusto!
    Io sono “fortunata” perché ho lavorato 30 anni e riesco ancora a farlo. Il mio assegno è di 500 euro, una cifra enorme che mi vergogno a ritirare pensando ad Anna Lisa e alle persone come lei.
    Siamo circondati da realtà vergognose: opere pie verso ragazze ingenue che non darebbero nulla in cambio… pensioni parlamentari stratosferiche… evasioni fiscali da capogiro… tasse insostenibili per chi lavora onestamente… falsi “poveri” e falsi “invalidi” che lavorano in nero guadagnando cifre notevoli…
    Insomma, un mondo dal quale si vorrebbe scappare per cercarne uno migliore!
    Eppure, in questo mondo così ingiusto, esistono realtà come Giorgia e il suo blog, come le tante persone che leggeranno e cercheranno di aiutare Anna Lisa, come il Dott. Zeta, il Dott. Esse e le meravigliose infermiere, realtà piene di amore.
    Cerchiamo di non perderlo, di conservarlo, anzi, cerchiamo di “contagiare” chi ci è vicino con la speranza di essere una una goccia che vuole cambiare il mare.
    Non è per niente facile ma vale la pene crederci e lottare!
    Amalia

  3. 5 ilibridirosie 25 gennaio 2011 alle 17:56

    Sono contenta che tu abbia scritto questo post, hai tirato fuori tutta la ribellione che in realtà tutti dovremmo avrere.

    E’ tutto così assurdo che sembra incredibile, ma è proprio così.
    250 euro per vivere. Neanche la spesa di un mese riesci a farci.

    Che poi a rimetterci sono sempre i bisognosi, perché quelli che sono falsi invalidi molto spesso contnueranno ad esserlo perché hanno comunque i loro agganci.

    Quanta amarezza…

  4. 7 GinT 25 gennaio 2011 alle 19:12

    Come ho già scritto sul blog di Anna Lisa nel post in questione, mi rammarico molto per questa Italia egoista che non pensa davvero a chi ha realmente bisogno e lascia i più deboli da parte.
    Come ho suggerito ad Anna Lisa potrebbe provare a chiedere al nostro caro Premier: lui sì che aiuta i giovani in difficoltà!
    Io pagherei volentieri più tasse (già ne pago tante all’università) però vorrei avere la garanzia che i miei soldi vengono utilizzati per scopi nobili non per pagare nobili scopate(scusa il gioco di parole ma come dite a Roma quando ce vo’ ce vo’).
    Tutto questo fa veramente schifo ed è profondamente ingiusto e mi auguro che chi legga qui, da Anna Lisa o su Oltreilcancro ci pensi bene la prossima volta che deve mettere una croce su una scheda elettorale.
    Mi dispiace farne una questione politica, ma non è proprio la politica che dovrebbe occuparsi di queste cose?
    Se non l’ha fatto è giusto riaffidarsi alle stesse persone?

    Un saluto cara Giorgia

  5. 10 4p 26 gennaio 2011 alle 10:11

    E’ ignobile, talmente ingiusto che sinceramente trovo disgusto non solo per questa classe dirigente, ma per le persone che continuano a difendere tutto ciò dando il loro voto.
    Dicono che non c’è una vera opposizione costruttiva, ma perfavore, qualunque cosa è meglio allo sfacelo al quale stiamo assistendo.
    Non è uno sfacelo solo economico, ma culturale. Ed è proprio questa una delle cause più difficili.
    Pat

  6. 12 4p 26 gennaio 2011 alle 21:06

    Ho finito di guardare il tg della sette con Mentana.
    Lo sfacelo è totale. Porca paletta!!
    Pat

  7. 13 Sara 27 gennaio 2011 alle 16:21

    A mio padre (rene asportato per tumore) i medici della commissione hanno anke avuto il coraggio di dirgli
    ‘semmai torni a fare la verifica per l’invalidità,perché se la situazione cambia gli abbassiamo la percentuale’
    @___@
    e certo,perché voi non Lo sapete che i reni sono come le code delle Lucertole: dopo un po’ricrescono!

    • 14 Giorgia 27 gennaio 2011 alle 22:49

      Sara, in effetti io sono passata dal 100% all’80% di invalidità e il mio fegato è ricresciuto 😉 davvero! A parte gli scherzi, l’invalidità può abbassarsi, ma una serie di benefici, soprattutto quelli sul lavoro o economici per chi non ha reddito dovrebbero essere garantiti per un lungo periodo dalla diagnosi di cancro.
      Auguri per tuo padre!

  8. 15 annastaccatolisa 27 gennaio 2011 alle 20:06

    Grazie Giorgia e grazie a tutti.
    E’ bene che queste cose si sappiano, che se ne parli.
    Grazie, di cuore.

  9. 17 innoallavita 28 gennaio 2011 alle 14:39

    Mia madre è stata visitata dalla commissione per l’accertamento dell’invalidità in hospice e una settimana dopo è morta.
    A me non hanno dato niente, neanche la legge 104 che mi sarebbe molto servita (per i permessi per le visite).
    Insomma, io sono furibonda, ma mi hanno detto che se non facevo la chemio non mi spettava niente (solo un po’ di invalidità che non mi serve a niente). Io non chiedevo soldi, ma la 104 si.
    Scandaloso.
    E Anna Lisa ha ragione da vendere, ma all’aberrazione non c’è mai fine: mia madre ormai non parlava neanche più quando la visitarono e accertarono la gravità della patologia. Buffoni.

    • 18 Giorgia 28 gennaio 2011 alle 21:48

      Ti capisco! A me hanno dato invalidità al 100% e 104 dopo essere stata operata per le metastasi epatiche. Quando l’anno scorso mi hanno abbassato l’invalidità e quindi tolto la 104 è stato un trauma. L’ho riavuta per papà, per soli due mesi.
      Mi ripeto, credo che per una patologia grave come il cancro debba essere sufficiente il certificato di un oncologo ospedaliero. Punto.
      Adesso, per dire, ogni volta che faccio i miei controlli, esami, visite, eccetera eccetera, devo prendermi i pochi permessi retribuiti (3 giorni l’anno) oppure malattia per visita (e mi decurtano parte dello stipendio).

  10. 19 innoallavita 29 gennaio 2011 alle 20:07

    Anche io, o permessi da recuperare o certificato medico (però io facccio scrivere “grave patologia”così non mi arriva la visita a casa, visto che sono in giro per ospedali e non mi decurtano lo stipendio).

  11. 20 Vale 31 gennaio 2011 alle 14:43

    io quando faccio i controlli prendo un permesso per visita medica. E poi il medico deve farmi un certificato che dica che sono stata li e perchè. La 104 l’ho avuta per un anno dopo il trapianto di midollo, poi basta. Comunque trovo che la situazione di Anna Lisa e di tanti altri sia inaccettabile. Io devo ammettere che ho avuto molto, ma mi indigna profondamente sapere che ora non è più così!!!!
    ciao
    Vale

    • 21 Giorgia 31 gennaio 2011 alle 22:51

      Ma non sarebbe tanto semplice prevedere – per qualunque tipo di lavoratrice/lavoratore – la possibilità di assentarsi per tutte le assenze legate alle cure o ai controlli legati alla patologia oncologica certificata dal medico?
      Ciao Vale, benvenuta!


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