La prima presentazione di Come una funambola

Come una funambola in triplice copia

Vi ricordate del sogno raccontato nel precedente post? Rovesciatelo e saprete com’è andata la presentazione. Posti in piedi, anzi, di più , tante persone che se ne sono dovute andare perché non c’era posto. In effetti una cosa in parte si è avverata, l’assenza dell’editor, ma non perché sia scappato per andare a mangiare (come era avvenuto nel sogno), ma perché non ha proprio potuto raggiungere Roma a causa di una bruttissima lombosciatalgia (o qualcosa di simile) che lo tiene ancora adesso bloccato a letto. Ecco, sì, mi è mancato lui, che certamente ha avuto un ruolo fondamentale nella genesi di Come una funambola e avremmo tutti voluto chiedergli qualcosa sulla difficoltà a trovare un editore che lo pubblicasse.

Però è andato tutto benissimo. Grazie a una meravigliosa moderatrice, Elisa Manacorda, che ha introdotto con le parole  giuste il libro e la mia storia, e che mi ha fatto anche da coach nei giorni precedenti.

Elisa Manacorda

Grazie alla assessora alle politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia d’Elia,

Cecilia D’Elia

che è riuscita a tirar fuori dal libro una quantità di temi che nemmeno io avevo capito di aver toccato scrivendo il libro.

Grazie a una superba cantante e lettrice appassionata di brani del libro, Evelina Meghnagi,  anche lei affettuosa e coinvolta nel sostenermi.

Evelina Meghnagi

Grazie a Federico Mello, giornalista de Il Fatto,

Federico Mello

altro prezioso supporter del libro fin dalle sue prime bozze.

E, naturalmente, grazie al dottor Zeta, alias Germano Zampa, il mio oncologo che tutti conoscete.

Germano Zampa

Io alla fine non ho detto un granché, anche se avevo pagine e pagine di appunti che mi sono ben guardata da consultare, e se gli interventi degli altri avevano prodotto tanti di quegli stimoli da meritare un vero e proprio dibattito. Magari lo faremo, un’altra volta. La cosa bella è che oltre a commuoverci, ci siamo anche tanto divertiti, come si vede da questa foto – come le altre fatta da Lula, in collaborazione, e un po’ in sana competizione, con Sten.

zeta, io, federico, cecilia, un pezzo di evelina

E alla fine, gli immancabili autografi, brindisi e baci.

E’ stato proprio bello, bellissimo. Non riesco a raccontarvi molto altro.

Autografi

 

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23 Responses to “La prima presentazione di Come una funambola”


  1. 1 innoallavita 14 gennaio 2011 alle 20:44

    Che bella storia: è andato tutto bene ma non c’erano dubbi. Devo comperare il libro, sarò l’unica a non averlo ancora letto…
    Poi ti farò sapere.
    Complimenti!

  2. 3 ziacris 14 gennaio 2011 alle 21:16

    ecco e adesso goditi il momento di gioia che hai tratto da questa esperienza. Ricorda e conserva bene tutti i particolari, le emozioni e le parole dette da Cecilia D’Elia, perchè al prossimo incontro fra di noi avrei piacere di sentirle.
    Brava Giorgia, non avevo dubbi sulla riuscita della presntazione, sul tuo essere emozionata e sul coinvolgimento di tante belle persone.
    Baci e abbracci

    • 4 Giorgia 15 gennaio 2011 alle 18:42

      Magari nel prossimo post cerco di raccontare qualcosa delle cose dette, e poi certo, ne parleremo a voce (ho detto a Milva che potremmo organizzare una presentazione anche dalle vostre parti..)
      Baci a te

  3. 5 amalia 14 gennaio 2011 alle 23:17

    Sì, è andata benissimo! Sei contenta? Sei riuscita a goderti il calore che avevi attorno? Ce n’era tantissimo!
    Sono felice di essere venuta e di averti avvicinata… spero di rivederti con calma. Ho iniziato il tuo libro e sono già avanti: brava!
    Non è facile leggere un libro scritto da un’altra persona su di un argomento simile a quello del mio libro… pensiero contorto ma reale. Sto trovando tante esperienze condivise, tanti episodi simili, tante realtà comuni ma altrettanti punti di vista ed emozioni differenti.
    Ogni nostra storia è simile a tante altre ma unica per noi stesse. Condivisibile ma privata, comune ma diversa.
    Lo finirò presto e ne riparleremo…. aspetto anche che tu legga il mio, aspetto le tue sensazioni.
    Che bello questo scambio di pagine piene delle nostre vite!
    Ti abbraccio forte!
    Amalia

    • 6 Giorgia 15 gennaio 2011 alle 18:52

      Anche io sono stata contenta di averti conosciuta, ricevere il tuo libro e averti regalato l’ultima copia che avevo del mio…
      E’ vero, fa molta impressione leggere le parole che un’altra persona ha usato per raccontare un’esperienza analoga. Com’è stato detto durante la presentazione, nel mio libro si sente molto lo “stile” diretto del blog. Appena finisco il tuo libro – che ho iniziato subito – ne parliamo. Un abbraccio

  4. 7 Mammamsterdam 15 gennaio 2011 alle 08:37

    E altro non ci serve sapere se non che sei contenta e hai rotto il ghiaccio e si, hai ragione, la cosa più bella di questi incontri è sentire cosa ne pensino gli altri dei temi sollevati perché capisci che magari hai scritto cose di cui no eri consapevole ma che altri hnno colto e gli è servito a far partire riflessioni loro.

    Che bella quetsa impollinazione.

  5. 9 Rosie 15 gennaio 2011 alle 10:51

    Hai ringraziato tutti in questo post per come è andata la presentazione, per il supporto e il contributo significativo.
    E allora io (che purtroppo non c’ero) mi permetto di aggiungere in calce un ultimo ringraziamento: a te che con la tua bravura sei riuscita a scrivere un libro che resterà nella memoria di ogni persona che lo legge (e spero che saranno ancora in tanti e tanti e tanti…) e su un argomento che non sempre è facile affrontare.
    Mitica Giorgia! 🙂

    • 10 Giorgia 15 gennaio 2011 alle 18:55

      Grazie Rosie, grazie! Riesci sempre a commuovermi. Lo sai che durante la presentazione ho coinvolto un pochino anche Anna? Si parlava dell’impiego delle metafore belliche…

  6. 11 Juliaset 16 gennaio 2011 alle 09:27

    Brava Giorgia, e mi associo al commento di Rosie…Grazie a te!

  7. 13 4p 17 gennaio 2011 alle 13:33

    Congratulations ce l’hai fatta!!!!!!
    Come dice Rosie, grazie, grazie a te.
    4 p

  8. 17 wp 17 gennaio 2011 alle 18:21

    sapete la cosa più bella di questo post qual è?
    il titolo: la PRIMA presentazione
    😀
    bello, eh?
    si vede che finalmente comincia a pensare in grande Giorgetta nostra, e credetemi, se lo merita, non ho mai visto tante persone stipate tutte insieme e felici del “sardinamento” come alla sua presentazione l’altro giorno
    e sì
    posso dire
    IO C’ERO!!!!
    😉
    fico!

  9. 19 4p 23 gennaio 2011 alle 20:45

    Come si fa a dire che “Come una funambola” è un bel libro, è molto, molto di più.
    E’ paradossale provare un’emozione benefica in un libro che tratta l’argomento cancro, io però l’ho percepita.
    La consapevolezza, l’intelligenza e la ricerca per poter stare un po’ meglio prima, durante e dopo le sedute di chemio col maestro Yang sono straordinarie e al tempo stesso efficaci.
    Con la sua esperienza e testardaggine ti ha insegnato ad esercitare l’energia, attraverso lo stile dell’anatra selvaggia, ha fatto affiorare quella “Donna Selvaggia” che è in te.
    Mi hanno colpito molto le “regole generali dei lupi per la vita”;-perdona quando si può, – dimentica poco – e crea molto. E’ quello che sei riuscita a mettere in pratica e a descrivere molto bene nel libro, e permettimi di dirtelo a gran voce, cara Giorgia scrivi da dio.
    L’invidia provata, di quel lontano aprile del 2006, per quei corpi in costume che la sera non saranno più bianchi e la tua tenera consapevolezza di “gioire” nel colorare un po’ il tuo viso e accontentarti di respirare quell’aria salmastra e iodata, per ovvi motivi, mi ha stretto il cuore.
    Mi piace questo piccolo passaggio del libro, è come se tutte le tue fragilità si sposassero con la guerriera che c’è in te,
    Inoltre penso che l’amore di Sten e Lula sia stata la tua grande fonte di coraggio, di determinazione, anche nei momenti più tempestosi.
    Lula è una ragazzina meravigliosa e sensibile, già a quell’età seppur involontariamente, nell’affermare che i giorni più belli della sua vita erano stati il giorno del vostro matrimonio e la sua rappresentazione dello spettacolo finale del laboratorio di teatro-danza, in Sogno di una notte di mezza estate, mi ha commosso.
    Hai avuto, se posso permettermi, in mezzo a questo delirio, solo una piccola fortuna di aver trovato, ritrovato e consolidato rapporti con persone veramente straordinarie.
    Il caro Dott.Zeta è l’essenza pura, l’incarnazione, l’assoluta verità, la vera vocazione, di come un medico dovrebbe esercitare la propria professione e in ogni tipo di specializzazione.
    La pagina 28 ne è una chiara testimonianza.
    Avrei solo una piccola curiosità, un pettegolezzo piccolino,ma chi è il cantautore che ricorda un po’ De Gregori??

    Ti abbraccio e ti ringrazio di avermi dato la possibilità di leggere un buon libro.
    Pat.

    • 20 Giorgia 24 gennaio 2011 alle 18:14

      Grazie Pat! Hai scritto delle cose bellissime, così belle che mi sono permessa di mettere il link a questo tuo commento nella pagina fb di Come una funambola. Spero che non ti dispiaccia..

      [Il De Gregori nero che ha dedicato un pezzo a Di Bella si chiama Morsello.]

  10. 21 petarda 24 gennaio 2011 alle 17:51

    grandissima giorgia!
    adesso ti si aspetta a torino… lo spazio lo metto io 😀

  11. 23 4p 25 gennaio 2011 alle 14:35

    Non mi dispiace per niente.
    Morsello???!!!!! Mai sentito.
    Ciaociao
    Pat


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