Le proteste, la violenza, i muri

E’ dal 14 che  provo a scrivere qualcosa su quello che è successo, dentro e fuori dal Palazzo, nella mia città, a due passi da dove lavoro. Quel giorno potevo solo ascoltare il rumore degli elicotteri, e i racconti di chi provava a uscire e rientrava sgomento “fuori c’è la guerra”, potevo vedere le foto e parlare al telefono con chi assisteva all’annerirsi del cielo per il fumo degli incendi in pieno centro, potevo leggere sul sito di Repubblica quello che accadeva al mercato dei parlamentari, e come la rabbia delle migliaia di studenti, precari, terremotati, esasperati dai rifiuti campani, è sfociata nel modo che forse qualcuno voleva che sfociasse.

Sto cercando di capire. Ho ripensato subito a Genova, alle zone rosse che inevitabilmente diventano l’obbiettivo principale dei tentavi di sfondamento. Ho guardato e riguardato i video, i presunti infiltrati, le pistole estratte/protette, le manganellate sugli studenti inermi, a volto scoperto, e gli abbracci sospetti tra divise e personaggi incappucciati.

Poi, certo, sentendo parlare i protagonisti delle proteste di questi mesi, di questi anni – per esempio ieri ad Annozero – mi accorgo che per loro la violenza devastante del 14 è stata una conseguenza inevitabile del muro alzato dalle istituzioni, del muro della zona rossa, del muro innalzato in anni e anni di politiche sociali devastanti per una, due, forse tre generazioni di giovani. E’ l’ultima spiaggia, ha scritto una plurilaureata senza speranza commentando la lettera aperta di Saviano pubblicata ieri su Repubblica.

Però il dubbio che davvero la miccia sia stata accesa da chi ha avuto una paura fottuta del movimento pacifico, ma arrabbiatissimo, che ha occupato università, stazioni, monumenti, che dorme sui tetti delle facoltà e che ha ricominciato finalmente, dopo anni e anni, a fare politica reagendo alla controriforma Gelmini, resta. Il dubbio resta.

E nonostante tutto continuo a credere, come sempre ho creduto quando facevo politica e strillavo contro chi tentava di fregarci la testa del corteo per fare casino con la polizia, che la nonviolenza è più potente della violenza. Che il 14 io, e come me tante altre persone, mi sarei presa un permesso dal lavoro per andare a solidarizzare con i manifestanti. E invece sono rimasta blindata, disgustata per il teatrino parlamentare ma sgomenta per le vetrine rotte, i cassonetti bruciati, le bombe carta eccetera eccetera. Non credo che la fiducia per tre voti sia stata una gran vittoria per il governo. Tanto lo sapevamo che in un mese il mercimonio avrebbe dato i suoi frutti. E se le migliaia di persone avessero continuato ad assediare i palazzi del potere solo con gli scudi/libro, facendo sentire forte e chiara la voce e lo sdegno per quello che stava accadendo in parlamento, avremmo tutti insieme, dopo, bloccato la città, come era successo durante la scorsa manifestazione, quando gli automobilisti intrappolati nel traffico appaludivano gli studenti.

Forse siamo ancora in tempo. Forse sono ancora in tempo le ragazze e i ragazzi ad abbattere i muri e riprendersi il futuro.

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4 Responses to “Le proteste, la violenza, i muri”


  1. 1 4p 17 dicembre 2010 alle 14:39

    Condivido in pieno il tuo scritto.
    L’opera degli infiltrati è vecchia, faceva molto comodo alla politica dei 3 voti che questo accadesse. Alcuni, forse ragazzi un po’ inesperti si sono lasciati trasportare dagli avvenimenti (voluti come sempre) e il danno, quello di non essere ascoltati per l’ennesima volta, ha fatto gioco.
    Credo anch’io che la non violenza sia più potente della violenza.
    Questa è una certezza.
    ….., ma ieri sera quando Santoro ha cercato di spiegare, secondo me, il vero nocciolo della questione, cioè che i ragazzi per così dire “tranquilli” non se la sentono di condannare queste “guerriglie”, è una novità. Certo che è grave, ma hanno preso posizione, non è per niente facile capire, sono sul filo del rasoio, rischiao purtroppo di avere tutti contro, ma secondo me questo lo hanno messo in conto. E allora perchè??? E’ un suicidio o c’è ben altro. Non ci sto a capì più una mazza!!
    4 p

    • 2 Giorgia 18 dicembre 2010 alle 23:22

      Mi sa che sono davvero tanto esasperati, e non hanno anni di elaborazione politica non-violenta alle spalle. Ma credo anche che siano molto più consapevoli dei rischi di quanto noi crediamo. Forse ci sorprenderanno, e in positivo. Mercoledì sarà la prova del nove (verrà approvato il ddl gelmini al senato)

  2. 3 Rosie 17 dicembre 2010 alle 17:26

    La prima cosa che ho pensato, e forse la più semplice, è che dietro i falsi sorrisi e dietro il “va tutto bene”, c’è davvero tanto tanto malessere in Italia, e secondo me è come se ci fosse una bomba ad orologeria che prima o poi finirà con l’esplodere.
    Questo è solo l’inizio…


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