Felicità, stregonerie e riflessioni

So che lei, Anna Lisa, non se ne avrà a male se diffondo un pezzettino della nostra corrispondenza. Perché due giorni fa, scambiandoci qualche mail, le ho scritto questa cosa qua:  “Anna Lisa cara, ho avuto tanta paura per te, ora posso dirtelo. Posso dirtelo perché invece adesso qualcosa che non posso spiegare mi dice che il peggio è passato. Lo sai che io, a differenza di te, non sono credente. Tu preghi, io medito. Entrambe queste cose, se fatte con l’intensità giusta, possono cambiare lo stato delle cose. Ecco, io so che lo stato della tua malattia è cambiato, e che la bestiaccia si sta progressivamente dissolvendo. Lo devi sapere anche tu, e sorridi più che puoi, e respira il tuo ossigeno, che presto non ti servirà, perché potrai farcela da sola.” E il giorno dopo ho letto che finalmente le era stato staccato l’ossigeno, e respirava da sola. (“Ti rendi conto di quello che mi hai scritto e di quello che poi è realmente successo? BELLISSIMO.” ha quasi gridato nella mail che mi è arrivata poco dopo)

E oggi, invece, a caratteri cubitali, ha scritto che domani la dimettono dall’ospedale in cui è stata ricoverata quasi ininterrottamente da due mesi.

Perché racconto questo? Prima di tutto perché sono felice che le cose per Anna Lisa, che ho avuto la fortuna di conoscere dal vivo quest’estate, perché non ha voluto rinunciare all’incontro romano per preparare il portale Oltreilcancro.it. E poi lo racconto perché sono rimasta impressionata nei confronti di questa sorta di sensitivismo che spesso scopro di avere. Nell’istante in cui scrivevo ad Anna Lisa sapevo che non le stavo scrivendo un augurio formale di guarigione, ma stavo davvero percependo una sensazione che fino a quel momento avevo avuto solo per me stessa, quando tentavo di sottrarmi alla chirurgia e alla chemio lavorando sulla rimozione dei blocchi energetici e, speravo, delle metastasi che abitavano il mio fegato. Poi l’operazione l’ho dovuta fare, e anche la chemio, ma ho continuato ad attingere a tutte le risorse disponibili  per curarmi – con successo – in modo integrato. Integrato non significa alternativo. Questa è una cosa fondamentale da capire. Questo post inizialmente doveva parlare solo di questo, prendendo spunto da qualcuno che, su Oltreilcancro.it – ma è capitato anche anni fa sul mio vecchio blog -suggerisce terapie alternative per curare il cancro instillando il dubbio, che il più delle volte viene espresso con un’arrogante e ottusa certezza – che sia proprio la chemio a impedire la guarigione.

Guai a cadere nella trappola. Il cancro è la malattia, la chemio è una delle più efficaci terapie possibili per un gran numero di tipi di tumori maligni. La chemio è uno spauracchio che invece si può tollerare molto bene con tanti rimedi naturali. Poi ci sono dei tipi di cancro, come quello che ha avuto mio padre, che allo stato attuale non si riescono a curare. Questo lo sapevo, e per questo non sono mai riuscita a formulare un pensiero positivo per lui, dilaniandomi e quasi rimproverandomi per essere stata fin da subito pessimista. Come se fosse colpa mia, se non fossi in grado di ripetere anche per lui i successi delle mie battaglie. E’ ovvio che invece non era colpa mia, e nemmeno sua. Quando ha scoperto di stare male era davvero troppo tardi.

Per questo bisogna essere tempestivi, e la speranza di migliorare e accelerare sempre di più le possibilità di diagnosi per ogni tipo di cancro è quella che anima la ricerca attuale.

E alla signora Eleonora Brigliadori, che nell’intervista che piace tanto a certi commentatorie, farnetica di “persone chemioterapizzate destinate a morire, più o meno tardi, a causa della devastazione ospedaliera”, e di autoguarigione dei tumori nel 90% dei casi, dico solo che io rispetto il suo percorso di cura alternativo, ma vorrei che lei rispettasse quello mio e di tante persone come me, come Anna Lisa. Di noi che siamo state “chemioterapizzate”, irradiate, ormonizzate, e non crediamo affatto di essere destinate a morire per questo. Anzi. Ci aiutiamo con l’energia positiva data dall’amore delle persone che abbiamo intorno, con intrugli e pratiche antiche, con la scrittura. E, soprattutto, con la voglia di guarire e di continuare a vivere.

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20 Responses to “Felicità, stregonerie e riflessioni”


  1. 1 GinT 3 dicembre 2010 alle 09:06

    Grazie davvero per questa testimonianza, per questa verità che dà fiducia ai medici, ai pazienti e alla ricerca.
    A me viene il nervoso quando sento persone che diffondono teorie a caso, mi viene il nervoso perchè speculano sul dolore e la disperazione, e poi mi fanno sentire un’idiota per tutte le ore spese sui libri a studiare cose che secondo loro, sarebbero inutili. Bellissimo quello che hai scritto davvero Giorgia, grazie grazie grazie. INTEGRARE è la parola giusta

    • 2 Giorgia 3 dicembre 2010 alle 19:39

      Grazie a te, da quello che scrivi sei un medico, giusto?
      Hai ragione si specula sulla dolore e sulla disperazione. Non sempre in modo intenzionale, ma con una superficialità ottusa e pericolosa.

      • 3 GinT 3 dicembre 2010 alle 20:17

        SARO’ un medico, se tutto va bene tra un anno e mezzo ci sono.
        Adesso non lo sono ancora ma sostengo tutte le persone che si affidano ai medici e studio, studio tanto per poter essere preparata e dare il meglio per ognuno dei miei futuri pazienti.
        E mi dispiace che ci sia gente che dice che il cancro è un fungo, che l’AIDS non esiste.
        Primo perchè offende tutte le persone che hanno un tumore o l’AIDS e che soffrono, riunuciano a tante cose per curarsi, insomma è inutile che lo dica a te, qui.
        Io non so cosa vuol dire ma ho visto persone intorno a me passare per questo percorso.
        E poi perchè davvero io ci metto tanto impegno in tutto questo, perchè credo che la ricerca possa dare tanto e che se davvero il cancro si curasse con un po’ di bicarbonato di sodio allora saremmo tutti più felici, ma non è così.
        E’ un discorso complesso, la Wide lo sa bene cosa penso.
        Cmq io da paziente diciamo con una maggior consapevolezza tecnica (lo sono stata anche io qualche volta paziente, per cose poco gravi) sono convinta che molti fattori possano influenzare l’andamento di alcune patologie. E che ognuno ha il diritto di ricorrere alle proprie migliori risorse per ottenere il miglior risultato possibile.
        Un abbraccio cara Giorgia, sei un magnifico esempio di equilibrio (non a caso funambola) e saggezza.

  2. 4 silvana 3 dicembre 2010 alle 13:40

    Sono totalmente in sintonia con te . Non immagini che tenerezza mi ha allagato il cuore, leggendo questo post, a proposito di Annalisa, che non conosco di persona, ma che ho imparato ad amare leggendo il suo blog e tutti i vostri commenti.
    Sono in assoluta sintonia anche sulla seconda parte del post, senza alcun dubbio: e non ne parlo dal di fuori…….
    Per inciso, io sono credente, ma come vedi, questo non cambia nulla…
    Baci. Silvana

  3. 6 wp 3 dicembre 2010 alle 14:04

    quanto sono orgogliosa di conoscerla questa giorgia qua.
    bacio

  4. 8 l. 3 dicembre 2010 alle 15:56

    Bello, bellissimo post. Difficile dirlo con parole migliori, ma anche a me fanno rabbia e desolazione quelli che demonizzano senza cognizione di causa le cure ufficiali, e che spesso sono ciarlatani e pseudo-dottori pronti a venderti le loro pozioni alternative, che nel peggiore dei casi sono “soluzioni” omicide. La chemioterapia è logorante e difficile (e io stessa l’ho addolcita con il reiki, con l’aloe, le alghe e ogni strumento mi risultasse utile), ma è una delle armi più efficaci a disposizione oggi contro il cancro, e chi dice il contrario non sa di cosa parla.
    E poi in questo post c’è anche una storia: di intuito, di risalita, di condivisione e di “sorellanza”. Bello, bello davvero.

    Un abbraccio

    • 9 Giorgia 3 dicembre 2010 alle 19:52

      Grazie, grazie tanto. Addolcire la chemio, come hai fatto anche tu, si può e si dovrebbe sempre fare. E su questo gli oncologi dovrebbero essere, anche loro, più aperti all’integrazione.

  5. 10 ziacris 3 dicembre 2010 alle 16:05

    Hai scritto un post magnifico, che esprime al meglio tutto quello che c’è da dire sull’ignoranza della gente e sui ciarlatani che speculano sulla paura di chi si stacurando dal cancro.
    e ce ne sono più di quanti uno possa immaginare

    • 11 Giorgia 3 dicembre 2010 alle 19:55

      Sì, hai ragione. Io poco tempo fa ho dovuto frenare una persona che voleva portare suo padre, con un cancro polmonare avanzatissimo, a “curarsi” con il borotalco…

  6. 12 annastaccatolisa 3 dicembre 2010 alle 16:37

    Questo post è bellissimo e sono contenta che tu abbia deciso di scriverlo e di condividere.
    Io non so descrivere le emozioni che ho provato nel leggere la tua mail prima e di vedere realizzato il giorno dopo quello che mi avevi scritto.
    Lo sai che se ci ripenso mi vengono ancora i brividi?

    Hai detto bene te: io prego, tu mediti. E va bene così, anzi, meno male che è così! In tutti i casi siamo state ascoltate, siamo state liberate.
    Grazie Giorgia.

    E grazie anche per quello che hai scritto sulle cure INTEGRATE che condivido in pieno. Grazie, grazie davvero.

    • 13 Giorgia 3 dicembre 2010 alle 20:00

      Cara Anna Lisa, anch’io ho ancora i brividi quando ripenso a quello che è accaduto. Siamo state ascoltate, sono state ascoltate le tantissime persone che ti vogliono bene. Buon ritorno a casa, tesoro.

  7. 14 Camden 3 dicembre 2010 alle 17:45

    Ecco, le tue parole sono splendide.
    Hai tirato fuori tante di quelle cose belle dal cuore, scrivendole con estrema chiarezza come fai sempre, che mi fai sentire quasi “illuminata” dalla luce, dall’energia interiore che traspare in questo post.
    Bravissima davvero.

  8. 16 Amandablack 4 dicembre 2010 alle 07:58

    Ciao Giorgia, ti leggevo da sempre sull’altro blog (sono una lettrice silente) e ho appena finito il tuo libro che mi ha proprio aperto il cuore. Questo post mi ha fatto ripensare a me (non ho avuto un cancro, ma una “banalissima” sindrome di Guillame-Barrè) e ricordo che quando ero in terapia intensiva le amiche di mia mamma le avevano detto: noi meditiamo. Amici e fidanzato si erano rivolti ad un dio e io e lei ai medici. Sicuramente i pensieri positivi sono serviti (se non direttamente a me, almeno a lei e ci hanno fatto sentire meno sole), ma poi quando ne sono uscita mi sono detta: meglio averci provato in tutti i modi. Questa energia positiva da qualche parte sarà pur andata!
    Torno ad essere una lettrice silente! Un abbraccio

    • 17 Giorgia 6 dicembre 2010 alle 18:19

      Ciao Amanda, ma no, perché torni ad essere silente? Spero di leggerti ancora. Non ho idea di cosa sia la sindrome che hai avuto, ma certamente per qualunque patologia meditazione e pensieri positivi aiutano.

  9. 18 4p 6 dicembre 2010 alle 11:59

    Grande, saggia, sensibile, acuta donna, se tu non esistessi bisognerebbe inventarti.
    Hai spiegato in maniera superlativa le felicità, le stregonerie e le riflessioni del caso.
    Sono quei “pezzettini” in più, in qualunque argomento che danno un approfondimento ulteriore per capire sempre meglio, per lo meno questo è quello che capita sempre a me leggendoti.
    Un abbraccio e un baciottone e grazie
    4 p


  1. 1 Felicità, stregonerie e riflessioni | Oltreilcancro Trackback su 3 dicembre 2010 alle 15:57

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