Andatevene

E’ come sparare sulla croce rossa. Ma le parole insultanti del solito, pessimo, ministro Sacconi meritano di essere condannate come espressione di un’idea retriva e discriminatoria della società. Naturalmente, dopo la prima dichiarazione alla Conferenza nazionale sulla famiglia, è seguita una “rettifica”, viste le sacrosante reazioni che aveva suscitato il sostenere che lo Stato debba aiutare solo “la famiglia naturale, fondata sul matrimonio, e orientata alla procreazione.” Non mi stupisce più di tanto, visto il personaggio. Certamente ha cercato di compensare i bunga bunga berlusconiani strizzando l’occhio ai vertici vaticani.

Io mi sono sposata dopo una lunga convivenza, quando Lula aveva otto anni. Secondo il ragionamento del ministro del Welfare (eh, sì, osano chiamarlo così) in quegli anni non sarei stata meritevole di avere gli stessi sostegni di una famiglia regolare.

Ma di che stupirsi? Sacconi era quello che quando ci battevamo perché l’ospedale San Giacomo – appena ristrutturato -non chiudesse disse che lui, se ce lo avessero portato in lettiga avrebbe fatto di tutto per uscire dalla porta posteriore, e andarsene. Alla faccia di un ministro del Welfare.

Pompei crolla, il Veneto è alluvionato, e io non mi sento tanto bene. Almeno non fino a quando non se ne andranno tutti a casa: Berlusconi, Bondi, Sacconi, Tremonti, Bossi, Gelmini eccetera eccetera.

Non ne posso più di vergognarmi di vivere in questo paese. Non ne posso più di sentir parlare più festini, ragazzine, ricatti sessuali e cricche. Oppure di cronaca nera trattata con morbosità.

Voglio che si ricominci a parlare di politica, di idee, di progetti per non sprofondare ancora di più nella melma fetida. Non mi basta che implodano per cause interne. Bisogna contestarli tutti i giorni, come oggi in Veneto e a L’Aquila.

Davvero. Cos’altro bisogna aspettare per avere un sussulto collettivo di dignità?

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6 Responses to “Andatevene”


  1. 1 ziacris 10 novembre 2010 alle 05:54

    Ieri avrei voluto sprofondare, per l’ennesimo insulto, per le ennesime parole becere dette da Sacconi e dal premier sui veneti e sull’alluvione. Dalle sue parole si evince che, visto che si sono rimboccati le maniche, visto che hanno messo e posto e sbadilato fango da soli, cosa glieli diamo a fare gli aiuti? Il succo del suo discorso io l’ho percepito così.
    E che dire? La Figlia mia vive nel peccato: ha una figlia senza padre e in più convive con un’uomo che nom è il padre della Tata, peggio di così che vuoi?

    • 2 Giorgia 10 novembre 2010 alle 16:03

      Sono tante le donne nella situazione di tua figlia, e tanti i modi non convenzionali, per scelta o per necessità, di convivere e metter su famiglia. E decidere che quello matrimonial-procreativo sia il migliore è ipocrita e falso. Basta guardarsi intorno, per vedere cosa può succedere in famiglie “naturali, fondate sul matrimonio e sulla procreazione”.

  2. 3 ilibridirosie 11 novembre 2010 alle 17:55

    Due parole: NON SE NE PUO’ PIU’ veramente!!
    Questi ipocriti non si sopportano più.
    Non viviamo all’interno delle mura del Vaticano (anche se non si direbbe…)

  3. 5 4 P 12 novembre 2010 alle 08:30

    Aspettiamo che vadano tutti a casa e avremo un autentico sussulto di dignità.
    Non so se ieri sera hai visto Anno Zero, alla fine della trasmissione, come sempre, Vauro ha presentato le sue vignette, l’ultima era bellissima.
    Alluvione-acqua-fango, e solo l’ultimo pezzo di una gru emergeva con i quattro ragazzi extracomunitari ben visibili.
    Ciao 4p

    • 6 Giorgia 12 novembre 2010 alle 19:27

      Sì, ho visto Annozero. (E ti confesso che sul “niente Bindi-Bindi” ho riso come una pazza).
      Mi pare che ci siamo, però fa un po’ rabbia che abbiamo avuto bisogno di un postfascista…(E poi, vogliamo dimenticarci della legge anti-immigrazione che prende il suo nome?)


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