Gli ultimi auguri

Ieri ho approfittato dell’assenza di Lula, in Umbria con un gruppo di amiche per festeggiare Halloween, del brutto tempo e del freddo casalingo per abbandonarmi completamente alla tristezza e alla contemplazione dell’assenza, della nostalgia, della mancanza. Non mi sono alzata del letto per tutto il pomeriggio, avevo il pc, i libri che sto leggendo  – “The girl of via Flaminia” di Alfred Hayes e “Il cuore cucito” di Carole Martinez – la gatta che ronfava sonoramente, il quaderno con gli appunti di scrittura che prendo in modo disordinato e in luoghi diversi (agende, quaderni, pc, fogli volanti), con il risultato che mi perdo i pezzi delle storie che inizio.
Poi ho lasciato perdere tutto, ho spento la luce pensando di voler dormire un po’, e invece ho iniziato a piangere e a singhiozzare.
Più tardi, dopo essere stata coccolata da Sten, dal quaderno è saltato fuori il biglietto di auguri per il mio compleanno dei miei. Era il 2 maggio scorso, pochi giorni dopo i primi infausti esami di papà. Con la sua bella calligrafia, allora ancora ferma, scherzava sul fatto che quest’anno avevo dei genitori più “bacucchi” del solito…
E mi auguravano, lui e mamma, 100 di quei giorni.
Ho frenato un nuovo fiume di lacrime, limitandomi a carezzare il biglietto, a lungo, scuotendo la testa.

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7 Responses to “Gli ultimi auguri”


  1. 1 utente anonimo 1 novembre 2010 alle 21:29

    Mi viene in mente che nel tuo libro hai scritto un pezzo bellissimo sulle lacrime, sul loro valore…Sarà per questo che mi sento ancora più vicina a te in questo momento così difficile.
    P.S.: ho finito di leggerlo e mi ha molto colpita, per vari motivi… appena possibile scriverò la mia recensione, è una promessa.
    Julia sloggata

  2. 2 widepeak 1 novembre 2010 alle 21:52

    proprio ieri ho messo a posto un mio portagioie e vi ho ritrovato un biglietto di auguri, scritto con la calligrafia tremolante di mia nonna che ho perso tanti anni fa. l'ho toccato anche io, carezzato, con dolore. che strane coincidenze che non c'entrano niente, non sono comparabili, ma stringono ancora di più…ti abbraccio tanto

  3. 3 innoallavita 2 novembre 2010 alle 14:41

    Sono i ricordi che vivono dentro di noi e, quando saltano fuori, ci sconquassano.
    Un abbraccio

  4. 4 utente anonimo 2 novembre 2010 alle 18:39

    Cara giorgi, leggere le tue parole e rivivere momenti passati e presenti è un tuttuno. anche questi momenti di dolore, tristezza e solitudine ci vogliono nella vita e non ti lasceranno mai ma saranno parte di te e ci conviverai!! approfittane soprattutto quando la tua Lula non c'è, l'unica cosa importante è che lei sappia che si soffre ed anche tanto, ma lo strazio e l'angoscia sono troppo anche per una come Lula.
    ti voglio bene, ti leggo sempre anche se scrivo poco ma spesso leggendoti piango tanto e poi mi sento un pochino meglio!!
    volevo dirti che sia leggendo il blog che il tuo bellissimo libro emerge che hai un GRAN MARITO!!!!!!!
    iaia

  5. 5 giorgi 3 novembre 2010 alle 00:24

    Julia: eh sì, le lacrime che devono essere piante.
    Non vedo l'ora di leggere la tua recensione, grazie cara

    Anna: queste coincidenze hanno un senso, un abbraccio a te

    Innoallavita: è così, i ricordi, la nostalgia, sconquassano.

    Iaia: cara, mi dispiace di farti piangere tanto! Hai ragione, con Lula un po' mi controllo, ma non le nascondo i momenti di tristezza e dolore. Ho letto a Sten il tuo commento – lui ormai non mi legge più… – e ti ringrazia moltissimo. E' vero, ho un gran marito. Non so mica se avrei saputo sopportare tutto così, senza di lui.
    Ci vediamo presto, eh?

  6. 6 ziacris 3 novembre 2010 alle 06:51

    nessun commento, ti basti sapere che ieri ho aperto la scatola dei biglietti, dei fogli scritti, dei pezzi di carta che lui mi scriveva e li ho riletti, guardati, accarezzati e sono tornata agli esatti momenti di quelle parole, di quando furono scritte

  7. 7 giorgi 3 novembre 2010 alle 19:23

    Zia Cris: è proprio novembre


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