Il lutto

Sono passate due settimane. Non so dire se mi sembra che sia passato più o meno tempo, non capisco cosa mi stia succedendo dentro. Apparentemente reggo, ho accolto l'invito della poesia di Sant'Agostino ("asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami"), e quando mi sveglio, di notte, penso a lui senza disperazione, con tenerezza, immaginando un dialogo muto e molti sorrisi. 
Le gocce omeopatiche sono sufficienti a farmi stare tranquilla, a mescolare il dolore alla vita che continua, a carezzare i ricordi senza annegarli nel rimpianto.
Almeno per ora, è così.

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10 Responses to “Il lutto”


  1. 2 cinas 18 ottobre 2010 alle 21:12

    mi dispiace.  ti abbraccio.

  2. 3 utente anonimo 19 ottobre 2010 alle 11:01

    "Carezzare i ricordi senza annegarli nel rimpianto", in queste parole c'è tutto.
    Hai ricevuto tanto, hai dato tutto quanto ti era possibile dare, lui lo sa.
    E' difficile, ma i ricordi sono veramente la sostituzione migliore di ciò che fisicamente non ci appartiene più.
    Provo la stessa sensazione per il mio cognatone, per la mia amica Daniela,  li sento sorridenti nei nostri ricordi.
    Non sarà, per tanti, una gran consolazione, ma per me lo è.
    Un abbraccio, ah ho ordinato il libro da Feltrinelli, mi avvisano loro.
    Ciao 4 p

       

  3. 4 widepeak 19 ottobre 2010 alle 14:03

    proprio ieri sera volevo mandarti un messaggio per chiederti il numero del tuo omeopata. poi oggi me lo sono scordata. ma in qualche modo, vedi, non sei mai sola soletta 🙂
    sei brava giorgetta, non avevo dubbi, ma sei proprio brava. avanti così

  4. 5 camden 19 ottobre 2010 alle 16:26

    Certo il tempo dovrà passare ancora prima che i bei ricordi abbiano del tutto il sopravvento sul dolore, è una strada lunga e faticosa e tu l'hai già intrapresa molto bene, e noi siamo con te, .
    E mi pare che le gocce omeopatiche siano un ottimo aiuto.
    Un abbraccio di nuovo

  5. 6 giorgi 19 ottobre 2010 alle 22:52

    Zia Cris@ forse

    Cinas@ grazie, un abbraccio anche a te

    4P@ è così, è così, ricordare consola, soprattutto se sono ricordi belli

    Anna@ lo sento che non sono sola soletta… Grazie tesora 

    Rosie@ sarà lunga, e forse il dolore non sarà mai completamente superato dai ricordi. Però l'accettazione sì, quella c'è e deve esserci. Non posso permettermi di covare rabbia e rancore verso il destino che mi ha portato via mio padre troppo presto. Un bacio

  6. 7 utente anonimo 20 ottobre 2010 alle 16:15

    Som una llum que s’enfuig,/som una llum que s’apaga,/som una llum que no és llum,/som el gran fum de la terra.//De la terra venim,/a la terra anirem;/en la terra vivim,/en la terra serem.//Son una llum que s’enfuig,/som una llum que s’apaga;/som el gran fum de la terra,/som,som,som. – Raimon. [Siamo una luce che fugge,siamo una luce che muore,siamo una luce non luce,siamo il fumo della terra.Dalla terra veniamo,alla terra riandremo;sulla terra viviamo,nella terra staremo.Siamo una luce che fugge,siamo una luce che muore;siamo il fumo della terra,siamo,siamo,siamo.] – [Ancora abbracci.]

  7. 8 utente anonimo 21 ottobre 2010 alle 18:43

    quando mio padre se ne è andato, lo ha fatto all'improvviso.
    era stato appena dimesso dall'ospedale.
    ci avevano detto che era tutto a posto, "tutto sotto controllo".
    dopo meno di ventiquattr'ore un infarto ce lo ha strappato, nel letto di casa.
    aveva poco più di 53 anni.
    sui nostri volti il sorriso si è paralizzato, per poi mutare in una smorfia di dolore inenarrabile, tanto più perchè non c'è stato allora il tempo di dirsi quanto ci eravamo voluti bene.
    io non ho avuto il tempo di ringraziarlo per tutte le cose che fino ad allora mi aveva anche inconsapevolemente trasmesso, fuori dall'utero di mia madre. se n'è andato proprio quando cominciavo a capire che era anche da "lì", da quella forza detonante, che venivo.
    da allora ho cominciato una nuova vita, che ha gli stessi anni che mi separano da quel giorno beffardo; quasi fossi rinata, ma stavolta per partenogenesi. perchè la morte, al pari della vita, non si fa comprendere, e allora da qualche punto bisogna ripartire per non impazzire.
    ogni partenza è un arrivo. e oggi so quanto mi ha lasciato quella perdita, come tutte le perdite strazianti: un altro pezzo di me stessa.

  8. 9 giorgi 21 ottobre 2010 alle 22:52

    Anonimo/a: grazie per la poesia di Raimon, è bellissima e non la conoscevo. Abbracci a te, anche se non so chi sei.

    Anonima: "da qualche punto bisogna ripartire per non impazzire" E' così vero, tutto quello che racconti del tuo dolore. Grazie per averlo condiviso qui.

  9. 10 utente anonimo 23 ottobre 2010 alle 10:09

    […son sempre uno dei tanti;uno che,da tempo,ti legge;uno che,(anche)di recente,non è riuscito a frenare talune “parole in libertà”(te ne chiedo ancora scusa);quello ‘che è’ -non ‘che era’,come da burocratica convenzione- figlio d’una donna semplice,d’una donna dei campi da poco fuori del mondo-anzi,da sempre qui accanto.]


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