Il saluto e i ricordi

Ieri siamo andate a prendere le ceneri di papà. Che impressione tenere l'urna tra le braccia e realizzare che lì dentro c'era lui…  Lo abbiamo messo accanto a me, in macchina, perché dovevamo sbrigarci per andare all'altro cimitero di Roma, il Verano, dove nel Tempietto egizio si possono celebrare i funerali laici.
Naturalmente abbiamo trovato la via consolare completamente bloccata, e non c'erano altre strade alternative percorribili. Il tempo scorreva, e temevamo davvero di non fare in tempo.
Accidenti, stavamo accompagnando in ritardo papà al suo funerale.
Mentre mia sorella tentava di farsi spazio tra le macchine appena ne aveva l'opportunità, e mia madre iniziava a rimproverarsi e rimproverarci per non aver cercato una soluzione con i tempi meno contratti, io m'immaginavo, per stemperare l'ansia, di mostrare l'urna alla polizia stradale per convincerli a scortarci a sirene spiegate…

Alla fine è andata, siamo arrivate con soli cinque minuti di ritardo, trafelate, con l'urna in braccio, il collage di foto, e accolte da tante tante persone che erano già arrivate per dare l'ultimo saluto a papà.  

Che emozioni, quante lacrime, che brava Cris a prendere subito la parola, per raccontare della creatività di nostro padre, del suo ottimismo, e dell'amore che non muore mai.
E poi il suo grande amico, con la voce rotta dall'emozione a tracciarne una biografica intellettuale e umana straordinaria.
E ancora un altro caro amico, per ricordarne con commozione gli ultimi mesi durante i quali mai si dimenticava di chiedere lui, malato, come stesso l'altro.
Per il ricordo di Sten io avevo già pianto leggendolo in anteprima, ma ha avuto un effetto dirompente su tutti – e soprattutto su Lula.  
E poi le parole affettuose di una sua studentessa.
E poi è toccato a me. Credevo di non farcela. Ho tirato fuori la mia paginetta stampata e mentre parlavo – ma l'ho saputo solo dopo – un gatto si è accomodato sulla sedia che avevo lasciato vuota, accanto a mia madre. Quando ho finito mi hanno raccontato che è sceso dalla sedia e se n'è andato.
Pensavo di dover chiudere io la cerimonia, e invece c'è stato l'intervento poetico di un cugino acquisito, e quello non preparato di un collega di università che ha ricordato l'impegno di papà nella costruzione della biblioteca del dipartimento.

E dopo tutti a guardare le foto, a leggere la poesia e un brano di Sant'Agostino trascritti da Ilaria, parlare, a piangere ancora, a ricordare, a spupazzare la neonata di mia cugina, salutare persone che non mi aspettavo proprio di vedere.

E' stato bello. Più bello che triste. Dopo mi sono sentita meglio, più leggera. Dopo giorni di disperazione. Che torneranno e che sono già sono tornati.

Adesso dobbiamo portarlo al mare.

 

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11 Responses to “Il saluto e i ricordi”


  1. 1 ziacris 14 ottobre 2010 alle 06:05

    La tua commozione è arrivata fin qui.Coraggio Giorgia arriveranno giorni bui e pesanti, ma passeranno veloci grazie ai tanti bei ricordi che hai di tuo padre.La poesia di Sant'Agostino è veramente molto bella e azzeccatissima, me la stampo e la metto ben in vista di fianco al collage di foto che ho di mio padre, mi potrà aiutare tanto, specialmente in questi giorni,avrebbe compiuto 80 anni fra un po' di giorni

  2. 2 utente anonimo 14 ottobre 2010 alle 08:55

    Ciao Giorgia, anche noi abbiamo fatto per Giando la cerimonia al Tempietto Egizio del Verano, anche se non e' stato cremato, ma inumato in terra, come lui ha chiesto. E' un luogo veramente pieno di emozioni e, come tu dici, la grande folla che ha partecipato, gli amici e famigliari che hanno parlato e pianto  ti danno la giusta sensazione del grande amore per lui. Il dolore per la perdita di un figlio e', a dir poco, inumano, pero' capisco che un genitore  che se na va si porta via anche lui un pezzetto di noi. Coraggio, ti sono vicina.  La mamma di Giando

  3. 3 utente anonimo 14 ottobre 2010 alle 13:50

    Le parole di Sant'Agostino mi hanno colpito molto e fatto tanto, ma tanto  riflettere.Sono parole di conforto.Volevo anche salutare la mamma di Giando, che non conosco, ha usato signora, delle parole che hanno colpito il mio io più profondo. Per questo la ringrazio e l'abbraccio.Oggi pomeriggio vado in Duomo da Feltrinelli a comprare il tuo libro.Sono orgogliosissima.Bacione4 p

  4. 4 widepeak 14 ottobre 2010 alle 14:58

    ero piccola quando ho perso mio padre, ma avrei voluto tanto che avesse avuto vicino amici come i vostri, avrebbe fatto un mondo di differenza nella vita di noi tutti. purtroppo non ce ne sono stati, ma nel mondo che sono costretta a immaginare, penso che sarebbero stati proprio come i vostri e che è bello sapere che vicino avete il rispetto, l'amore e la vera amicizia.

  5. 5 giorgi 14 ottobre 2010 alle 19:26

    Cris: sì, la poesia di Sant'Agostino aiuta a non perdersi nel dolore. Lenisce la ferita.Mamma di Giando: quante volte sono andata sul blog di suo figlio sperando di trovare un suo nuovo post… Temevo che vi avesse lasciato da allora, e invece ho letto che che aveva combattuto altri due anni e che si era sposato. Sono addolorata, sinceramente. Ma la ringrazio moltissimo per essere voluta passare qui, e condividere con me il ricordo del giorno in cui avete salutato Giando, che avrei tanto voluto poter conoscere. Un grande abbraccio.4P: grazie, e io sono onorata (spero solo che per un pasticcio che solo ora sono riuscita a risolvere ti sia arrivata la copia giusta, e non quella con i refusi….)Anna: tua papà aveva una figlia come te. Una grandissima, meravigliosa donna. Ancora grazie per essere venuta, mi hai fatto un regalo immenso

  6. 6 utente anonimo 15 ottobre 2010 alle 07:48

    Uff, non ce l'avevano.Sono andata in confusione, devo tornare e prenotarlobacissimo4 p

  7. 7 juliaset 15 ottobre 2010 alle 14:58

    Conoscevo il brano "La morte non è niente", ma ogni volta che lo sento recitare è come se fosse la prima…Un abbraccio grande a te e alla tua famiglia.

  8. 8 innoallavita 15 ottobre 2010 alle 16:41

    "Io sono sempre io e tu sei sempre tu": il grandissimo S. Agostino coglie il senso dell'esistenza oltre la morte, nel cuore i morti rimangono e nulla cambia, nulla dovrebbe cambiare. Il grande vuoto che sentiamo noi che restiamo deve essere colmato dalla loro presenza. Non bisogna vedere per amare.
    Ti abbraccio forte.

  9. 9 camden 15 ottobre 2010 alle 17:27

    Non mi escono parole adatte, quindi ti lascio di nuovo un abbraccio forte….

  10. 10 baiaturchese61 17 ottobre 2010 alle 08:25

    Da qualche settimana la mia connessione internet va a singhiozzo, quindi scusa per il ritardo, ma ci sono anche io, qui,  ad abbracciarti forte. Milva

  11. 11 giorgi 17 ottobre 2010 alle 13:47

    4P: scusa cara, ma purtroppo è solo su ordinazione. Forse non mi sono spiegata bene…

    Julia: grazie, ti abbraccio anch'io.

    Innoallavita: è proprio così. Però poco fa mia madre ha detto, parlando di queste parole, "sono belle, ma come si fa? come si fa a non piangere?" 

    Rosie e Milva: lo so che mi siete vicine, care. Abbracci anche a voi


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