Il cielo era pieno di stelle

Una bloggheressa mi ha regalato queste parole. Le ho appena lette e mi hanno fatto piangere, per fortuna.
Oggi ancora non l'avevo fatto, incalzata dalle pratiche burocratiche che impediscono di vivere il dolore del lutto come si deve.
Anche quando io e Cris siamo andate a prendere l'olio in cantina, ci siamo controllate. Abbiamo respirato profondamente prima di aprirla, poi gli abbiamo parlato, sicure che ci stesse controllando…
Perché la cantina era il suo laboratorio di falegnameria quando si dilettava a costruire librerie – tutte le mie librerie è stato lui ha costruirle – preparare mensole, tavoli e oggetti vari.
Perché in cantina c'è la sua bicicletta – e del ricordo di lui in tenuta da ciclista mi hanno scritto già due persone, mentre aspettava il suo caro amico sotto casa a pochi passi dal mio portone. "Poi ci facciamo un giro sulla ciclabile insieme, eh?" E invece quel giro non l'abbiamo fatto.
E dopo, sul tavolo del suo studio, ho maneggiato fogli scritti con la sua calligrafia piccola e ordinata, diventata più incerta, continuando a respirare profondamente. Ho consolato mamma, ho letto i telegrammi e le lettere che le continuano ad arrivare. Ho risposto alla telefonata dello studente a cui era rimasto più affezionato, ho compreso la sua difficoltà a trovare il coraggio di venirlo a trovare quando stava male.
Ho trovato le fotografie di papà in montagna mentre ci dava il cambio nel trasporto di Lula con lo zaino portabimbi mentre camminavamo al Passo delle Erbe. 
Sono tornata a casa. Ho trovato anch'io un altro telegramma. Ho prestato a Lula una cosa da mettersi per la festa che ha stasera. Ho parlato con Sten di quello che vorrà dire martedì, quando lo saluteremo prima di disperdere le sue ceneri in mare.
E poi ho vacillato, ho riconosciuto il senso di angoscia che toglie il respiro e accelera i battiti cardiaci.
Mi sono stesa sul divano, a fissare il soffitto, stordita.

Mi sono trasferita sul letto, ho acceso il computer, e ho trovato le parole della poesia – "non piangete di fronte alla mia pietra, io non ci sono, sono nel soffio di mille venti…"
E invece sì, ho pianto l'angoscia e lo smarrimento. Il dolore a cui avevo tentato di prepararmi, in tutti questi mesi. Non ho pianto di fronte a una pietra, che mai ci sarà.  
Ho pianto perché me lo sento accanto e invece non c'è.
Da bambina, quando ho avuto la varicella, abbiamo passato un pomeriggio a parlare dell'universo infinito – farò l'astrofisica, gli dissi – e di mie improbabili teorie sullo spazio.
E quando all'isola d'Elba ci fu burrasca, in barca a vela eravamo rimasti noi due soli. Avevo solo undici anni, ma lui si fidava di me, e io sapevo che accanto a lui avrei potuto attraversare il mare in tempesta senza pericoli.
Di notte il vento era calato, e il cielo pieno di stelle.

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4 Responses to “Il cielo era pieno di stelle”


  1. 2 ziacris 8 ottobre 2010 alle 20:29

    Quando morì mio padre mi dissi: "adesso debbo essere forte, debbo aiutare la mamma e la mia sorella, ci sono da espletare tutte le pratiche burocratiche, portare in ospedale gli abiti per prepararlo, rivolgersi all'agenzia per il funerale, non ho tempo per piangerlo, ma fra una settimana mi ritiro nel mio angolo, in solitudine e piangerò mio padre come si deve…" purtroppo non ho mai avuto modo di farlo fino a 3 anni fa, e questo mio "non pianto" di allora ha pesato e pesa tanto tutt'ora.Piangi Giorgia, ti fa bene, e ti aprirà la mente al sorriso quando tutti i ricordi si affolleranno e spingeranno.

  2. 3 utente anonimo 9 ottobre 2010 alle 22:27

    Mio padre, l’ortoressico, non e’ evidentemente immortale ma io non ci posso nemmeno pensare che mi si strozza il fiato in gola. Non riesco nemmeno ad immaginare come potrei/potro’ affrontare una sua malattia e lasciamo perdere il resto. Ti capisco e ti sono vicina.

    /graz

  3. 4 utente anonimo 22 ottobre 2011 alle 19:13

    la mia mamma è andata via il 12 febbraio 2010, lui, pippo, l'ha seguita il 17 marzo di quest'anno.
    tra il primo addio e il secondo il vuoto. e non piango. ed è difficile.
    uun abbraccio
    Pat


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