Ora scrivo un bel post

E’ da giorni che mi dico, ora scrivo un bel post. Ora scrivo, come facevo un tempo, delle cose che mi sono successe e che ho fatto, della Sinfonie n. 4 e n. 5 di Beethoven dirette da Masur a cui sono andata con la mi’ mamma, del fatto che ovviamente abbiamo incontrato il musicalmente dottissimo dottor Zeta, e che fuori, nella cavea dell’Auditorium, si ballava il tango, della stanza di Lula dipinta di rosa – e non è male, non è affatto male – del festeggiamento per le nozze d’oro degli zii – urca! per arrivarci io e Sten dovremmo campare rispettivamente fino a 88 e 98 anni, se non si divorzia prima – e di quanto fossimo tutti felici perché c’era anche papà, che tra un paio d’anni lui sì che sarà lo sposo d’oro, del film della Coppola Somewhere, che insomma, mi ha lasciato freddina, dell’eccessivo cincischiamento su certi dettagli del mio libro, che s’intitola – anticipazione! – no, no, meglio aspettare.
Ecco, ho scritto un post. Bello no, ma non si può avere tutto dalla vita, di questi tempi.

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17 Responses to “Ora scrivo un bel post”


  1. 1 juliaset 13 settembre 2010 alle 13:37

    A me sembra un bel post, e in ogni caso…che suspance!:-)

  2. 2 ziacris 13 settembre 2010 alle 14:16

    piuttosto che niente…è meglio piuttosto

  3. 3 e.l.e.n.a. 13 settembre 2010 alle 14:46

    bello nel suo essere sincero.alle nozze d'oro dei miei genitori mi sono commossa (non so se accada ovunque, ma il comune di torino fa una cerimonia di festeggiamento), anche considerando quanto non fosse stato scontato arrivarci, al di là del fattore anagrafico.e concordo con te su somewhere.alla fne il nostro commento è statodomanda – se ne poteva fare a meno?risposta – sì.

  4. 4 giorgi 13 settembre 2010 alle 16:13

    Julia: e tu sei troppo buona…Zia Cris: vero? e.l.e.n.a.:  a quelle dei miei, come ho scritto, mancano due anni. E qua a Roma non mi risulta che il comune organizzi alcunché…Su Somewhere, a noi è venuto da dire qualcosa tipo sì, bella regia, bravi attori, ma dov'è la storia? E, soprattutto, ce ne frega qualcosa dei dilemmi esistenziali e delle tristezze erotiche di un divo holliwoodyano impasticcato, con la ferrari nera e una figlia troppo perfetta per essere reale? Risposta: no. Magari in un'altra fase della vita, ma adesso un film del genere mi lascia fredda in prima battuta, e mi irrita in seconda.

  5. 5 camden 13 settembre 2010 alle 16:23

    Meglio avere qualche notizia ogni tanto. Io invece ho visto  Il rifugio, strano, sognante, un po' lento. ma alla fine non ero poi così contenta…

  6. 6 widepeak 14 settembre 2010 alle 09:21

    bello, bello.bello. come ogni volta che clicco su questa tua pagina e vedo qualcosa di nuovo 🙂

  7. 7 utente anonimo 14 settembre 2010 alle 14:00

    …scusa ma… non è Masur?

    E poi… perchĂŠ ”lamentarsi”?
    il talento si dichiara, e a testa alta, come alla dogana!
    E noi, lettori nuovi o antichi, comunque in attesa (anche) di tuoi libri, non possiamo che ringraziarti (anche) di questo.
    Baci

  8. 8 giorgi 14 settembre 2010 alle 14:52

    anonimo/a: oooops! Certo, è Kurt Masur, che figura… grazie, dovete controllarmi a vista Ma chi sei?

  9. 9 ilmiopeignorante 14 settembre 2010 alle 17:52

    ehi….hai spaziato con disinvoltura da Masur a Coppola, passando per Piazzola,e con cenni ben appropriati di architettura sul rosa della famosissima stanza di Lula….Che vuoi di più…..Complimenti!Un saluto affettuosissimoA.

  10. 10 utente anonimo 14 settembre 2010 alle 19:49

    [Sono semplicemente uno dei tanti, uno di quelli che ti leggono. Da tempo. E che in passato ha avuto modo di scambiare parole, trovandoti molto (ma molto molto molto molto) ricca non solo di talento.]

  11. 11 giorgi 14 settembre 2010 alle 21:47

    A.: be', grazie, è che sono una regina nel sottovalutarmi…anonimo: quindi ci siamo parlati? Quanto sono curiosa di capire chi sei! Soprattutto dopo questi complimenti. Grazie, ma esci dall'anonimato, se puoi. 

  12. 12 utente anonimo 14 settembre 2010 alle 23:21

    [Credimi: dettoti il nome, la condizione d’anonimato rimarrebbe, non avendo scambiato che poche parole, e di sfuggita. Sono solo uno qualsiasi. Uno che ammira gli altrui velopenduli in vocalizzo e non (come a lui capita, e come a tanti altri) in sgarro melodico. Uno incantato da chi colora parole e mondi e…]

  13. 13 utente anonimo 16 settembre 2010 alle 21:14

    Hai scritto undici righe, le ho contate.In ogni riga c'è un fatto, un'emozione, un sentimento.Il bello è, che ti sono venute di getto,  non c'è niente che li accomuni, solo la mano ferma di chi ha tanto da dire e tanto da dare……….scusate se è poco, ma va làààààààààà.Un abbraccio4 P

  14. 14 giorgi 16 settembre 2010 alle 21:58

    anonimo: oh, quante lusinghe! Almeno dammi altri indizi… O il cenno ai vocalizzi c'entra qualcosa con i tempi in cui cantavo in un coro? Grazie ancora, davvero.4p: Se non ci fossi vorrei inventarti!

  15. 15 innoallavita 17 settembre 2010 alle 14:15

    Bello anche per me. Che suspance davvero!

  16. 16 utente anonimo 18 settembre 2010 alle 16:56

    Ciao, seguo questo tuo blog da alcuni mesi, ormai. Mi sono appassionata alle tue vicende, a 360° direi, e a prescindere dalla tua esperienza dolorosa, che pure è all'origine (terapeutica, mi pare di capire, scusami se sbaglio, davvero) di questo spazio.E' un po' di tempo che mi frulla per la testa un pensiero, ogni volta che mi sembra di incappare nella lettura di un qualcosa di tuo che sottende un certo timore di non riuscire a compiacere se stessi e gli altri, che oggi la lettura di questo post mi ha indotto a retoricamente chiederti: ma perchè ti preoccupi tanto di scrivere un "bel" post, a fronte di una tale pienezza di vita?…let it be.

  17. 17 giorgi 18 settembre 2010 alle 19:15

    Innoallavita: grazie! La suspance durerà ancora poco…Anonima: benvenuta, questo blog è nato quando pensavo di essermi lasciata alle spalle la mia esperienza "dolorosa". Dopo un anno è ricominciato tutto, e allora sì, scrivere è diventato terapeutico. Sai, "bel post" per me non significa scriverlo bene, ma scriverlo denso, e aderente agli accadimenti quotidiani, come mi accadeva quando il blog mi rifletteva in modo più trasparente. Ora faccio più fatica a raccontarmi, mi viene meno automatico. E questo mi dispiace, anche se capisco che come tutto, anche il mio modo di essere blogger cambia.


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