Ipazia

agora

In un cinema piccolo piccolo, il Dei piccoli di Villa Borghese, ieri ho visto un film grande, Agorà, che racconta la storia atroce e per molti aspetti attualissima della filosofa e matematica Ipazia, trucidata nel 415 d.C. dai monaci parabolani istigati dal vescovo di Alessandria Cirillo.

E’ un film bellissimo, sicuramente con qualche inesattezza o licenza rispetto alla verità storica, ma che rappresenta lucidamente quale spirale di violenza brutale sia stata innestata in nome delle religioni e quanto insanabile sia sempre stato il contrasto tra la libertà del pensiero e la verità dogmatica della fede. Quanto sia inconciliabile la scienza che ricerca criticamente le risposte alle domande della filosofia con il furore teologico che rende il dubbio una potenziale eresia.
“Voi non potete mettere in discussione quello in cui credete. Io devo.” Dice Ipazia a chi tenta di convincerla alla conversione.
Mettere e mettersi in discussione. Criticare il sistema tolemaico, per esempio. Sperimentare. Aprire la mente e nutrirla di ipotesi, confutazioni, scoperte e osservazioni.
Oh sì, questo film ci voleva. Bisognava ricordare che le donne erano scienziate,  filosofe e matematiche, insegnavano e discutevano, prima di essere zittite per secoli e relegate al solo ruolo di madri – o di sante.
Ipazia, nostra martire laica.

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13 Responses to “Ipazia”


  1. 2 widepeak 28 giugno 2010 alle 13:01

    si voglio vederlo anche io. devo vederlo anche io. visto che viverlo lo viviamo tutte noi, anche se in modi molto più piccini, ogni giorno

  2. 3 utente anonimo 29 giugno 2010 alle 00:03

    Ho visto gli spot in tv e ho pensato:è da vedere.Quanto mi ha fatto piacere leggerti!!!!!!Ho fatto tanti incontri col tuo scritto. Persone e fatti che mi hanno coinvolto.Su tutti domina il meraviglioso Dott. Zeta, è una persona straordinaria. Oltre alla sua   grande competenza medica, ha molto di più.Ha una grande anima, è un medico gentile, disponibile, tanto comprensivo e sa dare tanta sicurezza.Vale anche per Sten, ma tu sei l'amore della sua vita e viene più naturale pensare queste cose, ma Doctor Zeta, secondo me fa sentire il proprio paziente protetto e capito, unico nelle sue lunghissime liste.Adesso che ci penso poi, non è così tanto scontato e naturale avere a fianco un marito comeSten, mi viene in mente Stijn (Ray Kluur) con Carmen, alquanto discutibile il suo comportamento, a mio parere. Quando scrivi  "L'integrazione è per definizione la via più efficace per evitare lo scontro e il cristallizarzi di posizioni che, come purtroppo è successo e continua a succedere, possono costituire un ostacolo fatale alla guarigione", mi piace un sacco, a quante verità si può adattare tutto ciò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Il tempo invecchia in fretta e "il lifting sul tempo non funziona", la tua affermazione è una vera perla di saggezza.Non vedo l'ora di leggere il tuo libro.Un abbraccio4p

  3. 4 giorgi 29 giugno 2010 alle 14:24

    zia cris: la velina però non nasce dall'idea cattolica di donna…anna: devi assolutamente vederlo4P: oh, mamma! non mi ricordavo  più certe cose che ho scritto. Però guarda che nel libro c'è un po' del blog,  quindi non dovevi leggerti tutto tutto proprio adesso….Grazie grazie e baci

  4. 5 utente anonimo 29 giugno 2010 alle 23:05

    Un film perfetto per solleticare l'immaginario femminile engagè.Un bel cocktail di sciocchezze antistoriche narrate col consueto pregiudizioche consente ormai l'applauso in ogni piazza.

  5. 6 utente anonimo 30 giugno 2010 alle 12:19

    Uff, ma non potevi dirmelo prima, mi viene un nervosone, ma va là tanto lo leggerò tutto lo stesso. Baci e tante cose serene.4 p

  6. 7 AstaccatoL 30 giugno 2010 alle 12:23

    L'ho visto anch'io e sinceramente l'ho trovato terribilmente lento, noioso e monotono. Il tema è interessante, molto attuale, ma la regia secondo me è stata terribile…Ma che ci vuoi fare? Son gusti!!!

  7. 8 giorgi 30 giugno 2010 alle 17:09

    anonimo: mi sfugge il significato di "immaginario femminile engagè", caso mai engagé… non mi è sembrato un cocktail di sciocchezze antistoriche, visto che Ipazia è stata effettivamente trucidata dai parabolani, e che il vescovo cirillo perseguitò i pagani e gli ebrei. Detto ciò, il film prende a esempio la storia di Ipazia – più o meno fedelmente al poco che si sa – per raccontare una bellissima storia sulla laicità e sui molteplici guai che i fondamentalismi religiosi hanno prodotto, fino ai nostri giorni. Dov'è il pregiudizio? 4P: non ti preoccupare, ti manca un bel pezzo pre-blog…Anna Lisa: saran gusti, e spero che riusciremo a parlarne domenica 

  8. 9 utente anonimo 1 luglio 2010 alle 09:39

    Beh, Giorgi, engagé è un termine desueto per indicare un profilo ideologicamente impegnato. Lo stesso che vuole la donna vittima dellamisoginia cattolica ecc. ecc. Un filone redditizio che sulle orme del Codice da Vinci e delle sue verità a tavolino, sforna prodotti a senso unico per compiacere e costruire quest'immaginario molto alla moda.Semplifica quadri storici complessi , attinge a una presunta 'età dell'oro e della amorevole correttezza pagana e li trasferisce allegramente ai giorni nostri.Tornando a Ipazia la realtà storica è un po' diversa. Gli esaltati parabolani agirono di propria iniziativa e S.Cirillo viene diffamato ingiustamente nel filmche comunque è molto rozzo nella ricostruzione del contesto.http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=16911

  9. 10 utente anonimo 1 luglio 2010 alle 10:56

    Urca, mi defilo, siete troppo preparate……………ciao 4p

  10. 11 juliaset 1 luglio 2010 alle 14:56

    Non ho visto il film e confesso la mia ignoranza su tutta la vicenda di Ipazia, comunque il tema del difficile accesso delle donne alla scienza mi sta molto a cuore da sempre. Per esempio, anche se è un po' O.T. con il tuo post, sono convinta che nei secoli le donne abbiano sviluppato arti "secondarie" come il ricamo, la maglia, ecc anche per sfogare la loro innata capacità di assemblare geometrie in maniera originale e differente da quella ufficiale "maschile". Confido nelle prossime generazioni, sperando che l'osservazione di ziacris sia sempre meno realistica…

  11. 12 giorgi 1 luglio 2010 alle 21:26

    politicamentescorretto: so cosa significa engagé, mi riferivo all'espressione immaginario femminile engagé… Non solo il cattolicesimo ma tutte le religioni monoteiste abbiano condizionato pesantemente la vita delle donne, relegandole ai ruoli che sappiamo, impedendone l'accesso al potere e al sapere. E non si tratta di "immaginario alla moda". Il film comunque non è particolarmente benevolo nei confronti del paganesimo. Visto che in nome delle divinità insultate dai cristiani era partito il primo attacco di violenza. Agorà è un film contro il dogmatismo, l'intolleranza e la violenza. E tra Ipazia e il tuo santo Cirillo io, donna libera e engagé, scelgo naturalmente la filosofa di Alessandria.Julia: molto interessante la tua riflessione! Se ti capita cerca di vederlo il film, credo che ti piacerebbe.

  12. 13 utente anonimo 4 luglio 2010 alle 16:13

    Evvai Giorgi, è così che mi piaci.Questo è bel duello ideologico, io sono di parte, ma perchè sono daccordissimo con quello che dici, e va al di là del "SEMPLICE" nozionismo. Ciumbieschi aspetto la prossima mossa…….Ciao carissima4 p


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