La pretesa della felicità

Certe volte mi capita di avere la sgradevole sensazione che stia sprecando la vita e consumando il tempo. Invece d’impiegarlo in un modo virtuoso – non saprei dire come – che mi permetta a un certo punto di ritrovarmi con un bel gruzzolo da parte, mi accorgo che l’ho divorato. Non sono Proust, e il tempo che perdo non riesco a ritrovarlo.

Ti ho detto “Non sono felice” ma l’hai interpretata come un’iperbole frutto di un innocuo sbalzo umorale.
“Lo so, non sei soddisfatta del lavoro.”
Già.
“La salute, eh, ci pensi sempre a quel che hai avuto.”
Vero.
“Punture, pasticche, depressione ormonale, calo della libido.”
Non ne parliamo.
“Lula comincia ad avere le turbe adolescenziali.”
Le abbiamo avute tutti, no?
“Però, io sono qui e ti amo. ”
Caro.  Lo so.
Ma come dici spesso io non mi accontento mai. E perché dovrei? Perché non pretendere di essere felice, più felice ancora. Credo sia stata una promessa inconscia fatta a me stessa: se vinco anche questa battaglia non sprecherò mai nemmeno un istante della mia vita.
Che bella pretesa, la pretesa della felicità.
La presunzione di poterla pretendere.

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16 Responses to “La pretesa della felicità”


  1. 1 juliaset 7 aprile 2010 alle 19:52

    Penso che sia una presunzione legittima…io posso dire di aver cambiato tipo di ambizioni, negli ultimi anni, ma non ho mai rincorso la felicità così tanto da quando ho incontrato la malattia. E comunque… che bella dichiarazione d'amore!:-)

  2. 2 juliaset 7 aprile 2010 alle 19:52

    Penso che sia una presunzione legittima…io posso dire di aver cambiato tipo di ambizioni, negli ultimi anni, ma non ho mai rincorso la felicità così tanto da quando ho incontrato la malattia. E comunque… che bella dichiarazione d'amore!:-)

  3. 3 juliaset 7 aprile 2010 alle 19:52

    Penso che sia una presunzione legittima…io posso dire di aver cambiato tipo di ambizioni, negli ultimi anni, ma non ho mai rincorso la felicità così tanto da quando ho incontrato la malattia. E comunque… che bella dichiarazione d'amore!:-)

  4. 4 juliaset 7 aprile 2010 alle 19:52

    Penso che sia una presunzione legittima…io posso dire di aver cambiato tipo di ambizioni, negli ultimi anni, ma non ho mai rincorso la felicità così tanto da quando ho incontrato la malattia. E comunque… che bella dichiarazione d'amore!:-)

  5. 5 widepeak 7 aprile 2010 alle 21:39

    sono rimasta a lungo in silenzio davanti a questo post. mi ha fatto pensare che quella presunzione la metto a tacere troppo spesso. e faccio male. sono contenta che tu l'abbia scritto. così posso tornare qui e ricordarmi che no, non bisogna accontentarsi, al massimo, imparare a gestire meglio la sofferenza, ma la felicità va pretesa e presa.

  6. 6 widepeak 7 aprile 2010 alle 21:39

    sono rimasta a lungo in silenzio davanti a questo post. mi ha fatto pensare che quella presunzione la metto a tacere troppo spesso. e faccio male. sono contenta che tu l'abbia scritto. così posso tornare qui e ricordarmi che no, non bisogna accontentarsi, al massimo, imparare a gestire meglio la sofferenza, ma la felicità va pretesa e presa.

  7. 7 widepeak 7 aprile 2010 alle 21:39

    sono rimasta a lungo in silenzio davanti a questo post. mi ha fatto pensare che quella presunzione la metto a tacere troppo spesso. e faccio male. sono contenta che tu l'abbia scritto. così posso tornare qui e ricordarmi che no, non bisogna accontentarsi, al massimo, imparare a gestire meglio la sofferenza, ma la felicità va pretesa e presa.

  8. 8 widepeak 7 aprile 2010 alle 21:39

    sono rimasta a lungo in silenzio davanti a questo post. mi ha fatto pensare che quella presunzione la metto a tacere troppo spesso. e faccio male. sono contenta che tu l'abbia scritto. così posso tornare qui e ricordarmi che no, non bisogna accontentarsi, al massimo, imparare a gestire meglio la sofferenza, ma la felicità va pretesa e presa.

  9. 9 giorgi 7 aprile 2010 alle 22:34

    julia: ho scritto "presunzione" proprio perché può sembrare presuntuoso pretendere la felicità. Infatti tu hai usato il verbo "rincorrere", più adatto e meno tracotante. E' vero, ho ricevuto una bella dichiarazione d'amore, ma forse non era la reazione che volevo a una mia dichiarazione d'infelicità. (Non mi  accontento mai…)anna/widepeak: pensavo che quello che avevo scritto di getto su un blocco di carta non sarebbe mai finito qui. Sai com'è, mi sembrava una cosa troppo dura. Poi leggendola mi son detta che quando inizierò a censurarmi vorrà dire che è ora di chiudere il blog. Sono contenta che ti sia servito a ridare voce anche alla tua pretesa di felicità  

  10. 10 giorgi 7 aprile 2010 alle 22:34

    julia: ho scritto "presunzione" proprio perché può sembrare presuntuoso pretendere la felicità. Infatti tu hai usato il verbo "rincorrere", più adatto e meno tracotante. E' vero, ho ricevuto una bella dichiarazione d'amore, ma forse non era la reazione che volevo a una mia dichiarazione d'infelicità. (Non mi  accontento mai…)anna/widepeak: pensavo che quello che avevo scritto di getto su un blocco di carta non sarebbe mai finito qui. Sai com'è, mi sembrava una cosa troppo dura. Poi leggendola mi son detta che quando inizierò a censurarmi vorrà dire che è ora di chiudere il blog. Sono contenta che ti sia servito a ridare voce anche alla tua pretesa di felicità  

  11. 11 giorgi 7 aprile 2010 alle 22:34

    julia: ho scritto "presunzione" proprio perché può sembrare presuntuoso pretendere la felicità. Infatti tu hai usato il verbo "rincorrere", più adatto e meno tracotante. E' vero, ho ricevuto una bella dichiarazione d'amore, ma forse non era la reazione che volevo a una mia dichiarazione d'infelicità. (Non mi  accontento mai…)anna/widepeak: pensavo che quello che avevo scritto di getto su un blocco di carta non sarebbe mai finito qui. Sai com'è, mi sembrava una cosa troppo dura. Poi leggendola mi son detta che quando inizierò a censurarmi vorrà dire che è ora di chiudere il blog. Sono contenta che ti sia servito a ridare voce anche alla tua pretesa di felicità  

  12. 12 giorgi 7 aprile 2010 alle 22:34

    julia: ho scritto "presunzione" proprio perché può sembrare presuntuoso pretendere la felicità. Infatti tu hai usato il verbo "rincorrere", più adatto e meno tracotante. E' vero, ho ricevuto una bella dichiarazione d'amore, ma forse non era la reazione che volevo a una mia dichiarazione d'infelicità. (Non mi  accontento mai…)anna/widepeak: pensavo che quello che avevo scritto di getto su un blocco di carta non sarebbe mai finito qui. Sai com'è, mi sembrava una cosa troppo dura. Poi leggendola mi son detta che quando inizierò a censurarmi vorrà dire che è ora di chiudere il blog. Sono contenta che ti sia servito a ridare voce anche alla tua pretesa di felicità  

  13. 13 ziacris 8 aprile 2010 alle 06:14

    tutti pretendono la Felicità, ma io mi accontento di tutti quegli attimi che arrivano tutti i i giorni, dalla Tata, dalle amiche reali e virtuali, dal Ferrari, e da lui, a modo suo, ne arriva tanta.Io pretendo un'altra cosa: SERENITA' e questa mi dovrebbe venire dalla salute, dovrebbe venirmi dalla mente che dovrebbe elaborare in un'altra maniera la malattia, dovrebbe venire dalla società che mi circonda , la quale dovrebbe fare di tutto e di più per farmi star tranquilla, invece, i pensieri e le angustie aumentano di giorno in giorno.Ma poi dovrò pensare ancora un po' sù a questo tuo post, riflettere e poi, magari, riapparire con un altro commento

  14. 14 camden 8 aprile 2010 alle 17:02

    Sono d'accordo con ziaCris, oltre a cercare e pretendere la felicità (ma è anche vero che è impossibile essere felici 24h su 24 – se così fosse non riusciremmo nemmeno ad apprezzarla fino in fondo)' è bello anche accontentarsi dei piccoli momenti di serenità.Ci credi che mi capita quando sono in casa con il mio compagno, lui magari sta sistemando cose sue, io sono seduta al pc o a leggere un libro, senza che accada nulla di particolare, ecco molte volte in quei momenti mi spuntano le lacrime agli occhi.Perché? Perché riesco a trovare un senso di gioia anche nella perfezione di un istante, perché penso chissenefrega degli altri problemi, sono viva e provo gioia e soddisfazione anche per la pace che c'è tra noi, per la vita che stiamo trascorrendo insieme.Dopo la malattia ho capito che la felicità è fatta proprio di questo, prima non lo sapevo, oppure non lo volevo capire…

  15. 15 giorgi 8 aprile 2010 alle 18:29

    zia Cris, e Rosie: scusate, ora sono un po' scombussolata da quello che ho letto oggi sul blog di Anna Lisa. Le mie turbe umorali diventano cosucce da niente e non ne ho più voglia di scriverci su. 

  16. 16 cestodiciliegie 8 aprile 2010 alle 18:41

    E' un post che mi ha colpito molto, ma anche io non riesco a scrivere, pensando ad Anna Lisa. E' invece bello e positivo quello che hai commentato al suo post: tu sei l'esempio vivente che ci può essere il ricordo (brutto, angosciante) di una seconda volta.


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