Sproloquio politico emotivo dopo la batosta

Mi piacerebbe scrivere un bel commento politico alle elezioni. Politico e sentimentale, non perché sia sensibile all'ennesima berlusconata del partito dell'ammmore. Piuttosto sono convinta della necessità di cominciare a innaffiare le pianticelle della sinistra – di ulivi e querce mi pare non si possa più parlare – anche con le emozioni e la passione, come insegna la straordinaria lezione di Nichi Vendola da quella terra dove molti di noi oggi vorrebbero rifugiarsi. I ragionamenti vanno fatti, ci mancherebbe. Ma senza ridurli a calcolo, peggio se calcolo di potere personale e non di vantaggio collettivo.
Tanto se non lo si fa a sinistra saranno altri a fertilizzare partiti e consenso con sentimenti di segno opposto che stanno dilagando, insieme alla Lega. 
Rifletto, ripenso, mi ricordo quanto ero arrabbiata pochi mesi fa. Mi dicevo che se Marrazzo non fosse stato travolto dallo scandalo trans non ce l'avrei fatta ad andarlo a votare di nuovo. Chiudendo l'ospedale San Giacomo in quel modo che qui più volte ho raccontato ha alimentato un'avversione nei suoi confronti  e nell'insieme della sua giunta che secondo me, almeno in una piccola percentuale, ieri ha pesato. 
Mi ricordo che aspettavo una candidatura coraggiosa da parte del PD, magari con Rosy Bindi, oppure con Zingaretti, che però aveva da portare avanti il suo mandato alla Provincia di Roma. E invece niente, nessun coraggio, salvo accettare l'autocandidatura di Emma Bonino e farla propria. Un rischio, più che un atto di coraggio.
D'accordo, la campagna elettorale è stata falsata dai pasticci del PDL romano e dagli atti scellerati compiuti per rimediare, c'è stata l'abolizione delle trasmissioni televisive di approfondimento e l'impazzare dei tg minzoliani o padronali. E l'inchiesta di Trani sulle pressioni di Berlusconi per cancellare i programmi a lui sgraditi? Quanti elettori di destra sono stati scandalizzati da quelle intercettazioni – non perché ci fossero state ma per il loro contenuto? Temo non molti. Alla fine c'è stata l'adunata di piazza San Giovanni, la moltiplicazione da icona pop di Berlusconi in tutte le televisioni e io che, scioccamente, mi dicevo che quelle poche migliaia di persone mediamente anzianotte reclutate per l'occasione erano un segno della imminente sconfitta. E mi dicevo pure che i giovani la televisione non la guardano, c'è la rete, i viola nati su facebook,si nutrono d'informazione libera e questi giovani saranno il vento che spazzerà via il fetore di regime mediatico. 
Però dimenticavo che questo non è un paese per giovani. Che questo è un paese vecchio, e che ancora la maggioranza degli italiani si forma le proprie opinioni politiche guardando i tg minzoliniani e padronali.
Dimenticavo, soprattutto, che questo è il paese dove non c'è più un partito di massa di sinistra, "radicato nel territorio", come si diceva molti anni fa e come dice ora, di nuovo, la Lega. Il Partito Democratico la smettesse di rincorrere un ipotetico centro, di predicare la moderazione, di cercare di strappar voti a chi i suoi partiti moderati, conservatori, filoclericali già ce li ha. Provasse a far pace con la parola sinistra e radicalità, provasse a ricominciare a sporcarsi le mani nella realtà senza perdere i valori, provasse ad anticipare e non ad arrancare dietro bisogni che inevitabilmente altri riescono poi a soddisfare, in modi magari assai discutibili. Allora sarà possibile anche avere un sogno da inseguire, e trovare le parole giuste per raccontare un'altra storia.
 

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8 Responses to “Sproloquio politico emotivo dopo la batosta”


  1. 1 utente anonimo 31 marzo 2010 alle 13:56

    Ciao Giorgi, ti ho scoperta di recente tramite ZiaCris e piano piano ti sto leggendo. E' la prima volta che commento e vorrei dirti che a mio parere l'hai proprio scritto un 'bel commento politico' alle elezioni.Condivido il tuo pensiero. Talmente tanto che mi sono permessa di linkarti dal mio giardinetto assolutamente ombelicocentrico.Spero non ti dispiaccia, nel frattempo ti abbraccio/graz 

  2. 2 widepeak 31 marzo 2010 alle 15:07

    provassero a chiudere i battenti e a sparire dalla faccia della terra. di persone che hanno voglia di fare le cose in maniera finalmente diversa ce ne sarebbero se questi vecchi carapaci attaccati al potere non glielo impedissero.

  3. 3 giorgi 31 marzo 2010 alle 18:34

    graz: non mi dispiace. Anzi, mi fa piacere che il mio pensiero sia condivisibile. Grazie!anna: bisogna cambiare tutto, ricominciare da capo. E se non l'hanno ancora capito peggio per loro. Apriamo una fabbrica per l'alternativa…

  4. 4 utente anonimo 31 marzo 2010 alle 21:55

    Mi hanno intristito, non è possibile essere così stupidi!!!!!!!!!4 P

  5. 5 cinas 1 aprile 2010 alle 17:31

    sono molto triste.ecco.

  6. 6 giorgi 1 aprile 2010 alle 18:27

    4P e Cinas: anche io sono triste. E arrabbiata. Perché la sinistra per ottenere un buon risultato deve sempre fare strabene, e dovremmo saperlo dopo tante batoste. Come dovremmo sapere che ci vuole qualcosa di radicalmente diverso perché s'interrompa definitivamente il ciclo berlusconianleghista di questo Paese. 

  7. 7 utente anonimo 2 aprile 2010 alle 20:21

    Qui a Milano non so neanche più perchè vado a votare, tanto vincono sempre loro insieme ai razzisti leghisti. Ma non mollerò e continuerò a farlo ovviamente.Certo che almeno voi nel Lazio… Potevate fare qualcosa! Neanche il pasticcio delle liste è servito… Si, è vero, molti non hanno neanche saputo com'è andata veramente e hanno creduto fossero i giudici comunisti. E' sempre colpa loro…Ciao,Marco (^_^)

  8. 8 giorgi 2 aprile 2010 alle 22:38

    Marco: qui nel Lazio abbiamo avuto il diktat vaticano, come in Piemonte, no? Almeno noi abbiamo una donna ruspante e non il quarto mandato di un ciellino . Insomma, lo so, è dura, ma spero che dal tacco d'Italia parta la riscossa per il 2013…


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