Una giornata

Faticosamente mi sto abituando all'orario di lavoro "normale", senza le due ore quotidiane di permesso 104. Faticosamente. Oggi dopo anni ho fatto addirittura la chiusura: prendi busta sigillata contenente chiavi principali, prendi chiavi del magazzino, chiudi bacheca, metti i tre oggetti in un'altra busta, scrivici che ci sta dentro, sigilla, spilla, sigla i lembi, dai una controllata in giro che non ci sia qualche maniaco nascosto tra gli scaffali, o un vecchio studioso addormentato sui volumi, o qualcosa di anomalo che possa essere normalizzato da te, passa il badge, firma – sì, bisogna pure firmare, anche se c'è il badge, esci, fermati dai carabinieri che presidiano il palazzo, consegna la busta, firma, metti l'orario e via. Fuori. Sperando di aver fatto tutto bene e di non ricevere la terribile domanda, domattina: Hai chiuso tu ieri?

A casa ho trovato Lula, supportata da mia madre, che preparava una sorpresona golosa per Sten, visto che domani è la festa del papà. Ho aiutato nel finale, approfittando per leccare residui di crema pasticcera e cioccolata fusa. L'ho convinta a festeggiare stasera, e non domattina alle 7 che si va tutti di corsa. Così Lula ha chiamato il padre in ufficio e gli ha chiesto quando preferisce essere festeggiato. Anche lui è stato d'accordo nell'anticipare.
Bene.
Ho preparato la cena col poco che ho trovato in frigo: peperoni in padella e petti di pollo infarinati con formaggio e prosciutto.
Un orecchio al tg, tanto per rovinarsi l'appetito.
Ma conservo ancora il buon umore provocato dal film che abbiamo visto ieri in dvd L'uomo che fissa le capre, e il sapore poetico delle parole del racconto Il peso della farfalla di Erri De Luca, che ho letto ieri mente aspettavo che Lula finisse di danzare.

E' ora di cena. State bene.  

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7 Responses to “Una giornata”


  1. 1 ziacris 18 marzo 2010 alle 20:44

    urka…debbo ricordarmi la festa del papà per la Tata

  2. 2 widepeak 18 marzo 2010 alle 20:49

    bello questo post, anche se traspare la fatica, mi fa sentire proprio una di casa tua…un abbraccio e buoni festeggiamenti

  3. 3 giorgi 18 marzo 2010 alle 22:26

    zia Cris: eh sì, ricordatelo!Anna: era buonissimo la specie di profiteroles guarnito di smarties! E Lula mi ha annunciato che sa già quale dolce preparerà per me…Sono contenta di averti fatto sentire una di casa, quando vuoi sei la benvenuta 

  4. 4 utente anonimo 19 marzo 2010 alle 11:01

    Bello "il peso della farfalla" !!Hai mai letto "Nel nome della madre" sempre di De Luca?Forza Giorgi!!OrsALè

  5. 5 camden 19 marzo 2010 alle 16:04

    Dev'essere davvero duro ritornare a fare l'orario lungo, speriamo che ti possano dare ancora la 104…Però il quadretto familiare di quando sei tornata a casa è proprio bello…

  6. 6 giorgi 19 marzo 2010 alle 16:14

    Orsa: no, non l'ho letto. Ma lo farò. Grazie!Rosie: Sì, è dura e temo che sia difficile che me l'abbiano data. Comunque i tempi sono lunghi, dovrò aspettare fino a giugno (visto che un'impiegata mi ha detto che stanno partendo ora le comunicazioni per le visite fatte a novembre , e che se non me l'hanno data devo essere contenta, vuol dire che sto bene )

  7. 7 camden 22 marzo 2010 alle 14:31

    Siamo in buona compagnia allora: anche a me, ogni volta in cui mi hanno negato qualcosa che ritenevo mi spettasse hanno aggiunto la frase:Ma se non gliela danno, meglio così, vuol dire che sta bene!!Forse secondo loro è una consolazione!!


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