Magari fra un po’

E' uscito l'ennesimo libro di cancer memoires. Ma stavolta non ho intenzione di leggerlo, almeno finché non sarò riuscita a pubblicare il mio. 

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9 Responses to “Magari fra un po’”


  1. 1 cestodiciliegie 10 marzo 2010 alle 18:53

    Condivido. E faccio anche io lo "sciopero di lettura" finchè non troverò il tuo libro in libreria.

  2. 2 ziacris 10 marzo 2010 alle 22:44

    No, grazie, vorrei cominciare a staccarmi da questa realtà, mantenere viva la mia memoria senza farmi carico anche di quella degli altri

  3. 3 SissiToGo 11 marzo 2010 alle 01:24

    ho guardato il link e sono offesissima dalla frase "è assai diverso dal tipico cliché‚ delle memorie da cancer survivor"…ma per chi ci prendono?!?

  4. 4 widepeak 11 marzo 2010 alle 09:33

    senti per favore non metterci niente di simile a questo titolo però. leggere "come ho sconfitto il cancro" mi fa incazzare da morire, mi fa venire su una brutta laida invidia. e non è una sensazione che mi piace.

  5. 5 camden 11 marzo 2010 alle 15:07

    Sì, anche io sono stanca di questi libri, non ho più voglia di leggerli. Anche perché ormai l'editoria sta facendo passare il messaggio che il cancro si sconfigge SOLO se si affronta con l'ironia (come era per il libro di Cristina Piga).
    Ma penso che ormai ne siano usciti troppi su questo registro.
    Io penso invece che ci sia posto per il libro di una persona che ha affrontato la malattia con lucidità e con capacità di autoanalisi notevole (leggasi il TUO!)

  6. 6 giorgi 11 marzo 2010 alle 19:04

    Milva: grazie per la solidarietà! Spero di non doverti far scioperare troppo a lungo 

    Zia Cris: capisco perfettamente, ma sai, leggere le testimonianze degli altri non è tanto un farsi carico delle memorie altrui, quanto capire in quanti modi diversi possono essere trasmesse, e condivise.

    Sissi: quella frase ha fatto molto arrabbiare anche a me. Qual è il cliché delle memorie da cancer survivor? Mah!

    Anna: ci sarà il termine battaglia, credo, ma sai bene che non userei mai il termine sconfitta o vittoria. Io quei titoli lì, trionfalistici, proprio non li sopporto. Siamo combattenti funambole, e dobbiamo imparare a restare il più a lungo possibile in equilibrio sulla fune. E' un esercizio, uno stile di vita che non possiamo permetterci di abbandonare.

    Rosie: grazie per la fiducia in quello che ho scritto, però un pizzico di ironia non guasta, eh? Comunque hai ragione, non va bene tutta questa ricerca della "leggerezza" ai limiti della superficialità. Bisogna temperare i registri, e questo per me è stata la cosa più difficile.

  7. 7 juliaset 12 marzo 2010 alle 14:08

    Ahahah, ha ragione Sissi, è quasi offensivo! Ma quale cliché e cliché…se c'è una cosa bella è che ognuno può raccontare questa esperienza come cavolo gli pare… Io in realtà lo leggerei anche, non è che sia prevenuta (nonostante il titolo non mi piaccia neanche un po'), ma alla fine ogni volta che sono lì lì per partire con qualcosa che assomiglia anche vagamente a una cancer memories, va a finire che mi butto a pesce su altre letture. Naturalmente esclusi i racconti delle mia amiche bloggheresse, eh!

  8. 8 AstaccatoL 13 marzo 2010 alle 12:29

    Eccomi, ci sono anch'io! E dico la mia che, ahimé, è un po' controtendenza. Io ne ho letti tanti, ne leggo tuttora e continuerò a leggerli finché verranno pubblicati. E leggerò anche questo, così come quello tuo quando uscirà. Sono storie vere, storie di persone che hanno avuto la nostra stessa malattia e se c'è chi la prende con leggerezza ben venga, se c'è chi ne fa un dramma lo capirò, se c'è chi ne parla in modo prettamente medico mi aiuterà. Ma io ci tengo sia a sapere come l'hanno vissuta-come la vivono sia a comprare il loro libro e a dare il mio piccolo contributo per il loro successo.
    Tutto qua.

  9. 9 giorgi 13 marzo 2010 alle 19:54

    Julia: infatti, parlare di cliché mi sembra proprio inappropriato (come se un'esperienza così forte e personale possa essere trattata in modo ripetitivo, seriale)

    Anna Lisa: sono d'accordo con te, anche se ovviamente ci possono essere momenti in cui si vuole staccare un po'. Però è soprattutto per chi ha passato vicende simili che si ha voglia di scrivere. Almeno per me è così. E quindi spero bene che tutte voi lo leggerete…


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