PAROLE E PIETRE

E’ difficile non riflettere ancora su quello che è accaduto e che potrebbe  accadere. Iniziano a circolare ricostruzioni che pongono seri dubbi sull’aggressione a Berlusconi. Ricostruzioni fondate sull’analisi dei video che tutti abbiamo visto in televisione o in rete, delle sequenze fotografiche, confrontando l’immagine del volto di Berlusconi subito dopo aver ricevuto il “colpo” con quella del volto imbrattato di sangue e pericolosamente ostentato dopo essere rimasto qualche minuto in macchina, scoprendo diverse contraddizioni tra le dichiarazioni del medico di fiducia e le immagini del Presidente di domenica e quelle di oggi. Ci si chiede – e si chiedono anche noti esperti di intelligence, come Nativi poco fa ad Annozero – come sia stato possibile che un Presidente del Consiglio appena aggredito non venisse portato via di corsa, e che addirittura lo si lasciasse riuscire, esponendosi al rischio di un ulteriore “attacco”. E perché, prima, gli fosse consentito di attardarsi, da fermo (facile bersaglio, quindi) in un contatto così diretto con la folla, e perché la telecamera che segue il premier in modo ravvicinato improvvisamente cambia inquadratura,  “perde” Berlusconi e giusto un attimo prima del lancio inquadra il braccio che brandisce la riproduzione del Duomo, tanto che l’immagine dell’impatto sul viso di Berlusconi è data da un’altra telecamera, in modo assai confuso.

E’ pazzesco, no? Sarebbe assurdo e spaventoso se queste ipotesi fossero verificate.

Come sarebbe assurdo parlare di mandanti morali, terroristi mediatici, network fomentatrici d’odio, prendersela con la rete, le piazze, le contestazioni, l’opposizione politica. E però in molti, vicini al premier, lo hanno fatto e continuano a farlo.

Ora la mia preoccupazione è ancora più forte. Dovremo impegnarci tutti per contrastare, con ogni mezzo democratico, il tentativo di limitare il diritto a manifestare in piazza, il diritto a informare e ad essere informati, il diritto a esprimere le proprie opinioni – anche le più stupide o deliranti – attraverso la rete. Il gesto violento e sciagurato di una persona con disturbi psichici non può inquinare la vita politica e civile del paese.

Uscito dal San Raffaele Berlusconi ha detto: “Non prevarranno né la violenza delle pietre, né quella peggiore delle parole”. Me lo auguro sinceramente, anche se non sono d’accordo che le parole facciano più male di una statuina d’alabastro sulla faccia. O no?

 

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4 Responses to “PAROLE E PIETRE”


  1. 1 utente anonimo 18 dicembre 2009 alle 18:54

    Con piccole variazioni ho lasciato questo commento  anche al blog che hai linkato e il cui atteggiamento, così come quello di molti commentatori, mi sembra demenziale.
    Credo che la realtà sia molto semplice.
    Secondo me, banalmente, la duomata l’ha presa davvero e senza montature (guardatelo negli occhi , diceva un commentatore, e io concordo, l’omino è sgomento; inoltre, è capace di tutto sì, ma è troppo narciso e non ha mai, dico MAI, dato nessun segno di masochismo, anzi!).
    Però (e io dico: fortunatamente, perchè al babbo morto nessun individuo libero sarebbe scampato), è stato fortunatissimo e non si è fatto quasi niente Se n’è accorto subito, che era solo un graffio, e se ne sono accorti subito tutti quelli che lo hanno soccorso in macchina, medico personale per primo (ovvio che ce l’ha, ogni leader a zonzo ne ha uno e lui più che mai, dati l’età e i precedenti coccoloni). (E anche il primo bollettino medico non era poi mica tanto drammatico. Adesso che è uscito lo si vede bene, che è tutto sgonfio, senza ematomi e incerottato come quando capita che il cucciolone di pastore tedesco che hai in casa  giochi senza criterio e ti rifili una zampatona malnata).
    Ancora un po’ sotto shock ma relativamente tranquillizzato ha pensato bene (è maledettamente fatto così, la pubblicità ce l’ha, letteralmente, nel sangue) di ergersi in tutto il suo presunto dramma e mostrarsi in sacrificio come novello sangennaro alla folla, per sfruttare il ritorno d’immagine e usare la faccenda politicamente.
    Il resto viene da sè, con tutte le sceneggiate, le battuttacce a effetto (perdono! ammore! sofferenza! manco fosse la madonna dei 7 dolori), le esagerazioni, le amplificazioni mediatiche, le comunicazioni velinare (nel senso fascista del termine) e i tentativi minacciosi e pericolosi di utilizzare l’"orrendo attacco" (seee… dallas ’63) in chiave anticostituzionale.  Ed è su questi ultimi aspetti che bisognerebbe concentrarsi e fare attenzione, come fai tu qui, giorgia, non certo sul graffio alla faccia.

  2. 2 ziacris 18 dicembre 2009 alle 21:34

    Il "caro vecchietto" è molto bravo a preidacare di abbassare i toni, ma lui non ci pensa nemmeno,m anzi, mui sembra che con il suo atteggiamento da novello martire del terzo millennio ci stia sguazzando molto bene

  3. 3 giorgi 20 dicembre 2009 alle 10:25

    Caracaterina: mah, io invece continuo ad essere sempre più scettica. Ho sempre pensato che quell’uomo avrebbe fatto qualunque cosa pur di togliersi dai guai. Guarda il nuovo particolare segnalato su Ace on the river (un microfonista accanto a tartaglia che sembra dargli il via), pensa al fatto che già la presenza di b. al processo Telecom è saltata, "grazie" ai 25 giorni di prognosi). Certo, bisogna concentrarsi sulla strumentalizzazione successiva del fatto, ma senza fatto non ci sarebbe stata strumentalizzazione. E il fatto sembra montato ad arte. Vuoi che il genio delle televisioni non possa essere stato in grado di farlo? Ma scherziamo? A questo punto credo sia un dovere civico di tutti noi chedere che almeno si faccia chiarezza su TUTTI i punti oscuri della faccenda.

    Zia Cris: appunto

  4. 4 acquacotta 21 dicembre 2009 alle 19:11

    Il disgusto che ci procurano, ci ha resi tutti talmente scettici che abbiamo l’unica certezza che possono rigirarcela come vogliono. Qualcuno ricorda B. con la microspia in mano al Tg a denunciarne la scoperta? E’ stato accertato che l’aveva fatta mettere lui e lui l’aveva fatta ritrovare a suo comodo, ma non se n’è più parlato, son troppo le cose che combina: è un bugiardo.


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