LA RETE

Ho ripercorso le tappe fondamentali del blog seguendo il filo dei post dedicati alla riflessione sulla comunicazione con le mie "simili", le amiche di battaglia che capitavano qui in modo più o meno consapevole, scoprendo che certe cose si possono raccontare, che di cancro non devono parlare solo i medici nei loro congressi, in televisione, negli ospedali dove veniamo curate, ma è possibile, e necessario, avere uno spazio narrativo dedicato alla nostra esperienza. Uno spazio entro cui essere protagoniste assolute, con la nostra voce e con il nostro linguaggio, infrangendo tabù e consuetudini che portano, più o meno consapevolmente, a preferire il silenzio e l’occultamento alla parola – nelle sue declinazioni più varie – e alla esibizione delle proprie condizioni.

L’evoluzione di quello che accadeva qualche anno fa, quando mi arrivavano mail, messaggi privati, commenti talvolta anonimi, di persone che trovavano in queste pagine un po’ di conforto e l’incoraggiamento a trasformare il ruolo passivo di paziente in qualcosa di più potente e autorevole, è la moltiplicazione di blog aperti con l’intenzione esplicita di raccontare sfrontatamente il cancro, blog che hanno iniziato ad interloquire uno con l’altro, in modo paretitetico, tessendo ogni giorno i fili di una grande rete protettiva e accogliente.

Ne abbiamo fatta di strada.

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14 Responses to “LA RETE”


  1. 1 widepeak 18 novembre 2009 alle 17:37

    eh già. se ci metti pure che un blog è l’unico posto dove si può parlare della propria paura, della propria sfrontatezza e del proprio coraggio senza spaventare chi ci ama, o farlo sentire inadeguato davanti a una forza che non credevamo di avere. per me è fondamentale. sono sempre molto grata di averti incontrata, in fondo per quanto mi riguarda, sono partita da te

  2. 2 camden 19 novembre 2009 alle 11:50

    Questo post è davvero molto interessante e fa riflettere.
    Io ho aperto il mio blog nel  2004, in un noioso pomeriggio lavorativo nel quale non avevo nulla da fare, sulla scia di quello di un mio amico, con l’intento di parlare di musica e di concerti.
    Ignoravo di essere già malata.
    Poi ci sono state delle vicissitudini nella mia vita.
    Ho cambiato casa e per 6 mesi e più non ho avuto connessione internet.
    Quando finamente l’ho riavuta, ho capito che lentamente il mio blog stava prendendo la forma di un blog dove volevo parlare della mia esperienza di cancro, specialmente per raggiungere velocemente i miei amici che volevano notizie.
    Ma cercavo qualcuno che vivesse le stesse esperienze.
    Poi nel 2006 ho scoperto il tuo blog, e l’ho letto praticamente tutto dall’inizio.
    Da allora è iniziato un cammino di conoscenza con te e poi con gli altri blog che sono nati e mi sono davvero sentita parte di una rete.
    Questo è bellissimo, ci siamo e parliamo di noi.
    Ormai sono abituata al fatto che ci siamo, ma mi chiedo se ora avrei lo stesso coraggio, se non mi fossi trovata a conoscere persone come voi che scrivete i blog e con le quali dialogare in maniera diretta.
    Grazie a tutte voi e grazie Giorgia per il tuo meraviglioso modo di scrivere.
    (mi scuso per il commento chilometrico…)

  3. 3 utente anonimo 19 novembre 2009 alle 12:24

    per me il tuo blog e quello delle altre compagne di strada ha rappresentato un punto fermo in un momento di grande disperazione. Momento in cui non riuscivo a relazionarmi con nessuno dei sani ed in particolare con la famiglia a cui non potevo dare ulteriori problemi.Il leggervi tutti i giorni mi fa sentire meno sola e specialmente il senso di condivisione è molto forte e mi fa affrontare il cancro al seno con meno angoscia. Grazie. un abbraccio. compagna di strada

  4. 4 ziacris 19 novembre 2009 alle 16:08

    E’ una rete cheti fa capire che non sei un’aliena se hai la rabbia che ti fa schiumare, non sei matta se avresti voglia di prendere tutti a sberle, ti aiuta a capire tante cose che si tengono dentro per paura, per timore, per ignoranza. E’ una rete, un’ancora, un salvagente

  5. 5 utente anonimo 19 novembre 2009 alle 18:54

    già…pensate che quando ho aperto il mio, pensavo di avere avuto un’idea personale e unica…e tutti i vostri li ho scoperti poco dopo, con sorpresa e con…sollievo.
    sollievo di non essere sola, di avere qualcuno che mi capisca e che potevo capire…banale, vero? eppure per me è stato così importante che ora mi chiedo se qualcuno, leggendomi, si senta un po’ confortato, incoraggiato, capito…
    va bé, prima di autoproclamarmi un blog di pubblica utilità vi lascio con un abbraccio
    sissi

  6. 6 giorgi 19 novembre 2009 alle 20:18

    Anna: grazie…  Io sono così contenta di aver fatto da "apripista" per te, e di averti conosciuta. Che carino, poco fa, l’incontro con Rosie e Mia!

    Rosie: anche tu sei una veterana! E vedrai che belle cose che combineremo insieme… (Grazie mille per il calendario dei mici )

    Compagna di strada: quello che scrivi è fondamentale per le cose che abbiamo in mente di fare, con i nostri blog. E se un giorno ti verrà voglia ricordarti che aprirne uno tuo di blog è facilissimo, e noi ti aiuteremo. Intanto passa quando vuoi, mi fa molto piacere. Un abbraccio

    Zia Cris: rete, àncora, salvagente… E’ verissimo!

    Sissi: ti proclamo io blog di pubblica utilità  abbraccio anche a te

  7. 7 juliaset 20 novembre 2009 alle 17:04

    Per me la rete è stata un’ancora di salvezza perchè avevo (ed ho ancora, in un certo senso) molte difficoltà a parlarne direttamente. Trovo che il blog sia uno strumento straordinario per raccontare la nostra storia come "persone", e non solo come "casi". Una cosa che mi stupisce e mi commuove sempre profondamente è vedere come ciascuna di noi mantenga un proprio stile e una propria identità, nonostante la battaglia che ci accomuna. Il tuo blog in particolare mi è servito a crearmi un orizzonte, ad affrontare alcune paure che tendevo a rimuovere, e a capire ancora una volta che non ero sola.

  8. 8 giorgi 20 novembre 2009 alle 19:16

    Julia: sì, non siamo casi, ma belle personcine  Per me è stato diverso, il blog era già aperto quando ho dovuto ricominciare a battagliare, ed è stato inevitabile iniziare a raccontare anche quella parte delicata della mia vita. Ora che ci siete anche voi mi sembra ancora più naturale!

  9. 9 widepeak 21 novembre 2009 alle 11:32

    http://motherswithcancer.wordpress.com/2009/11/19/my-story-our-story/
    come sempre mi tolgono le parole di bocca queste signore americane! e mi sembra proprio adatto a questo post, no?

  10. 10 giorgi 21 novembre 2009 alle 12:21

    Anna: eh, l’Ammerica… Loro vegono invitate ai Congressi, non so se mi spiego!

  11. 11 cestodiciliegie 23 novembre 2009 alle 08:39

    Io devo ringraziare tutti i vostri blog, perchè attraverso i commenti che ho scritto, mi sono sentita davvero parte del branco. Non ho un mio blog, e "uso" quello del cesto per trasmettere informazioni che possano essere utili a chi sta passando attraverso un buco a volte troppo stretto. Ma quando commento sono me stessa, sono come voi, con le mie paure, le mie "paturnie", e tutti quei comportamenti che al mondo dei sani sembrano incomprensibili. Sono proprio parte del branco.
    Milva

  12. 12 giorgi 23 novembre 2009 alle 15:45

    Milva: sì che sei parte del "branco", il Cesto è un punto di riferimento per tutte noi, e i tuoi commenti in veste privata o "istituzionale" sono sempre fondamentali. Ma un blogghetto tuo no?

  13. 14 giorgi 29 novembre 2009 alle 19:31

    capsicum: il tuo sì vuol dire che anche tu caldeggi un blog di Milva, immagino…


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