9/11/1999-9/11/2009 IL DECENNALE

Dieci anni. Inutile girarci intorno, quel 9 novembre di dieci anni fa ha segnato indelebilmente la mia anima, anche se è stato il corpo a ricevere un colpo ferale.

Non è un decennale puro, come sarebbe stato se quattro anni fa i controlli di novembre fossero andati bene, tanto da poter finalmente esaudire quel desiderio che il cancro mi aveva costretto ad accantonare: avere un altro figlio e arrivare fin qui senza brutte sorprese.

Oggi mi sarei considerata veramente una che l’ha sfangata alla grande.

Ma il decennale non è puro, il conto degli anni è dovuto ripartire da zero quando è arrivato il secondo inaspettato assalto, un colpo quasi letale al corpo che ha fatto riaprire la ferita dell’anima. Il conto degli anni che passano, dieci, oppure sei più quattro, è un conto che fa male e che fa bene. Ogni anno che passa mi dico eccomi qui, ho vinto io. Ogni anno che passa mi ricordo che non sono più libera di pensare alla vita con l’ottimismo di un tempo e con un corpo interamente mio e naturalmente soggetto al fluire del tempo.

Il mio corpo non è più come avrebbe dovuto essere. Nel mio corpo può vivere ancora una “cellula dormiente” pronta a scatenare un altro attacco.

Ma per favore, non essere così pessimista! Mi rimprovera quell’antica me incapace di prevedere il male. Quell’antica me ridotta a un lumicino perché la nuova il male l’ha dovuto fronteggiare. E ora sa, ha vissuto le nefandezze di cui è capace una cellula dormiente che all’improvviso si risveglia, alla faccia delle statistiche e degli ottimistici furori.

Non sono poi così pessimista, è che sarebbe da sciocchi abbandonarsi a scene di esultanza.

Quindi festeggio questi dieci anni (6 + 4) di assalti e vittoriose battaglie, ma con la coscienza di vivere una vita da eterna funambola, in bilico sul cavo teso nel vuoto, decisa a raggiungere passo dopo passo, anno dopo anno, l’altra parte. Senza mai cadere.

Per camminare su una corda tesa si ha certamente bisogno del corpo, ma prima di tutto è necessario generare una sorprendente energia di solidità e di fede: bisogna credere.Quando sono sulla fune, quando, dopo aver afferrato la mia asta da equilibrista, sono pronto a partire, devo sapere in anticipo, prima di fare il primo passo, che arriverò dall’altra parte. Se non lo sapessi, fuggirei via perché sarebbe terrificante.Questa è fede. Forse è una fede religiosa: di certo ha a che fare con la mente. La mia filosofia è di avere un’idea, un progetto, impegnare la mia mente in qualcosa e poi coinvolgere il corpo, tirandolo per una manica. Il corpo seguirà la mente.

(Philippe Petit, “Credere nel vuoto”, Bollati Boringhieri 2008)

E buon compleanno al dottor Zeta, lui sì che ha un bella cifra tonda da festeggiare…

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17 Responses to “9/11/1999-9/11/2009 IL DECENNALE”


  1. 1 camden 9 novembre 2009 alle 08:42

    Una data importante questa. Dieci anni sono tanti. Dieci anni in cui la vita è cambiata, perché bisogna dirlo senza reticenze: la vita dopo il cancro non è mai la stessa. E’ come dormire su una coperta infiammabile vicino ad un fuoco acceso. L’incendio può scatenarsi in ogni momento, eppure può anche non succedere.
    Il cancro è la malattia che scardina tutte le certezze. Una bomba ad orologeria nell’organismo.
    Però devi festeggiare, perché ce l’hai fatta per due volte, perché sei tanto coraggiosa, perché sei caduta, ma ti sei rialzata subito.
    Ho sempre pensato che la canzone dei REM che dice
    I’ll trip, fall, pick myself up and walk unafraid sia un po’ dedicata anche a noi.
    Oggi te la dedico con tanto affetto…continua a camminare senza paura…

  2. 2 RisingRa 9 novembre 2009 alle 08:43

    Perfetto!Allora fra altri dieci anni ci ritroviamo qui a festeggiare e così via di decennale in decennale………

  3. 3 utente anonimo 9 novembre 2009 alle 09:55

    Dieci anni sono tanti, guardati indietro e osserva tutto quello che hai fatto e hai saputo dare.
    Dieci anni sono pochi, perchè vissuti da quanto mi insegni sempre nell’incertezza, e a volte si cade, i cambiamenti sono tanti.
    Non posso capire sino in fondo quello che si prova, ma quello che sento dentro di me, dopo aver letto il tuo post di oggi, è una gran voglia di dirti, forza, sei una gran bella persona, ti sento vincente.
    Un grande abbraccio
    4P

  4. 4 ziacris 9 novembre 2009 alle 10:24

    10 anni sono tanti o sono pochi, dipende sempre da come li si guarda. Sono tanti per la vita passata, per la lotta che hai condotto che e ti permette di essere ancora qui a ridere e festeggiare, magari si ride a denti stretti, però si ride, sono pochi per sentirti veramente "guarita", per sentirti "survivor", anche se veramente guariti non ci si sente mai, ma diciamo guariti per sfoderare un po’ di ottimismo che gli altri si aspettano sempre da noi, come se fosse obbligatorio esser ottimisti dopo una esperienza del genere, e se dici che hai paura anche dell’acqua calda, ti dicono che ti capiscono, ma dobbiamo pensare positivio. Vacca che discorso sconclusionato che ho partorito in questa lunga e grigia mattina

  5. 5 juliaset 9 novembre 2009 alle 10:50

    Hai scritto un post bellissimo, pieno di grandi verità e anche di cose sottintese in maniera particolarmente delicata. Io oggi festeggio alla grande per te e, se mi permetti, anche per me: compio due anni dalla mia ultima chemio. E’ proprio un giorno importante, pieno di ricorrenze…
    Auguri anche a Zeta!

  6. 6 utente anonimo 9 novembre 2009 alle 12:23

    bene. 10 anni fa non c’ero a fare il tifo, e nemmeno 4 anni fa. però adesso si, evvai che comincio a pensare ai festeggiamenti dei prossimi 10, insieme1
    con quel sorriso un po’ amaro, a volte appena un po’ triste, ma sempre bellissimo!
    un abbraccio a auguri a zeta!
    widepeak

  7. 7 MiaSorriso 9 novembre 2009 alle 14:56

    Festeggiali, questi dieci anni, perchè non sono stati solo di assalti e battaglie, ma di Lula e Sten, di famiglia e amici, di impegno e divertimento, di sole e pioggia, di sorrisi e di lacrime.
    Dieci anni di vita.

  8. 8 giorgi 9 novembre 2009 alle 16:07

    Rosie: Grazie! La canzone dei Rem è per noi, e adesso ho più voglia di festeggiare.

    RisingRa: ma sì, io mi sono data come obbiettivo minimo il 2049

    4P: abbracci a te, sei sempre molto cara

    Zia Cris: non è sconclusionato per niente il tuo discorso. Noi ci capiamo!

    Julia: allora auguri anche a te! Sì, tante ricorrenze, anche molto più grandi di noi, come la caduta del muro di Berlino..

    Anna: tra dieci anni avremo fatto grandi cose insieme…

    Mia: Hai ragione, sono stati dieci anni di vita piena, da festeggiare.

  9. 9 utente anonimo 10 novembre 2009 alle 09:53

     Ciao, ho trovato il tuo blog per caso. Ho letto del tuo non volerti considerare una cancer survivor. E’ quello che penso anche io. Ho 22 anni e sette anni fa ho cominciato ad essere sempre stanca, ad avere nausea. I medici all’inizio hanno pensato fosse solo stress per la scuola, uno ha avuto anche il coraggio di dire che era psicosomatico. Poi però mi hanno diagnosticato un mieloma multiplo secondo stadio. Il cancro degli anziani, dato che la maggior parte dei malati è ultra sessantacinquenne. Se tu chiedi ad un medico, ti dirà che è considerato incurabile.
    Io ce l’ho fatta, passando attraverso dolori che non auguro a nessuno, proprio ieri mi hanno confermato che le analisi sono perfette. Se anche quelle del prossimo trimestre andranno bene, sarò considerata completamente guarita. Nonostante la gioia per le analisi, la vita che va avanti, c’è sempre una piccola parte di me che è terrorizzata, che rimane sveglia tutta la notte ogni volta che un minimo dolorino alle ossa si fa sentire, che si sente funambola come te.
    Penso che questa sensazione non mi abbandonerà mai, anche se dovessi arrivare a 80 anni in perfetta salute.
    Cinzia

  10. 10 cestodiciliegie 10 novembre 2009 alle 16:46

    Giorgia, siamo coetanee, entrambe "ragazze del 99". Il mio è un anniversario "pulito", per ora, ma la sensazione di camminare sulla fune non mi abbandona mai. Per fortuna non soffriamo di vertigini, altrimenti a quest’ora saremmo rovinosamente cadute a terra. Tu hai inciampato, ma hai prontamente ripreso l’equilibrio. L’importante, come dice Petit, è SAPERE che arriveremo dall’altra parte. Auguri, cara. E dieci di questi giorni 🙂

  11. 11 giorgi 10 novembre 2009 alle 18:07

    Cinzia: non mi voglio considerare cancer survivor però in realtà lo sono… (Il concetto di sopravvissuto però implica aver superato un pericolo di vita, non il fatto che il pericolo permanga e ti accompagni per il resto dell’esistenza, salvo scoperte clamorose). Però, quanto sei giovane! Immagino che sia stata doppiamente dura per te affrontare anni di cure, dolore, ospedali, esami, e la paura che non ti abbandona più a partire dai quindici anni… Lo so, continui a senrtirti funambola, ma adesso cerca di riprenderti tutti gli anni che in qualche modo ti sono stati rubati. Pretendi dalla vita, ne hai diritto.
    Un grandissimo in bocca al lupo per i prossimi controlli

    Milva: sì, me lo ricordavo… Ragazza del ’99 pura  Be’ tantissimi auguri anche a te, (dieci di questi giorni significa dieci decenni? Wow! Puntiamo in alto, eh?)

  12. 12 perdix 10 novembre 2009 alle 19:23

    Giorgia, hai scritto delle cose bellissime, su di te e su questo decennale "travagliato" ma pieno anche di cose belle, ti leggo e lo vedo, ti leggo e sento la tua vitalità appassionata.Raffrontarsi con la tua esperienza, con i tuoi pensieri  e racconti quasi quotidianamente è un arricchimento per me, grazie quindi. Un abbraccio, che non guasta mai. C.

  13. 13 giorgi 10 novembre 2009 alle 19:33

    C. grazie, ti abbraccio anch’io. Anche i tuoi commenti sono sempre preziosi per me

  14. 14 DNGDLB 10 novembre 2009 alle 23:31

    Tanti auguri! E tanti auguri a Z..

    Muxu, D.  : )

  15. 15 licenziamentodelpoeta 11 novembre 2009 alle 10:21

    In ritardo, ti auguro comunque cento di questi giorni (è il caso di dirlo!)

  16. 16 Petarda 11 novembre 2009 alle 13:38

    auguri. auguri auguri auguri. e un abbraccio!
    nel we sarò lì a roma, ci sentiamo?
    a presto, cara 🙂

  17. 17 giorgi 11 novembre 2009 alle 16:19

    Danilo: grazie! baci

    Davide
    : sì, è il caso di dirlo! Grazie mille anche a te

    Pet: grazie, grazie, grazie, grazie! Mannaggia, questo we sarò a Milan per la mitica partita di rugby Italia All Blacks… (Sì, lo so, da quando in qua vado in trasferta per il Rugby? Da quando si è creato un sodalizio tra Sten e il mio, ehm, editor) Un abbraccio a te, e torna presto a Roma


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