IL CARCERE CHE UCCIDE

Della storia di Stefano Cucchi, morto mentre era detenuto per qualche grammo di droga, per fortuna si parla, e spero si continui a parlare finché non si saprà la verità su quello che è accaduto in quei sei giorni tra l’arresto e la morte nella sezione carceria dell’ospedale Pertini. Di Aldo Bianzino e di sua moglie Roberta Radici invece hanno raccontato le Iene martedì sera. Ed è un’altra vicenda inaccettabile, scandalosa. Che è giusto diffondere, anche e soprattutto per Rudra, un ragazzo di sedici anni che è rimasto orfano dei genitori per colpa di qualche piantina di marijuana coltivata dal padre. Per uso personale. In un luogo sperduto sull’Appennino umbro.

 

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4 Responses to “IL CARCERE CHE UCCIDE”


  1. 1 ziacris 6 novembre 2009 alle 15:06

    Di carcere si muore anche di suicidio, non solo per per percosse

  2. 2 giorgi 6 novembre 2009 alle 15:37

    Zia Cris: è vero. Ma finirci per niente e uscirne morti (probabilmente per percosse) t’immagini che possa succedere solo nelle peggiori dittature.

  3. 3 utente anonimo 6 novembre 2009 alle 19:13

    Mi è venuto in mente "Fuga di mezzanotte", te lo ricordi????
    Un mio carissimo amico turco, è stato in prigione e torturato, botte, scosse elettriche ai genitali, solo perchè era di sinistra e faceva ai tempi attività politica.
    Inconcepibile, ma vero.
    4P

  4. 4 giorgi 7 novembre 2009 alle 16:09

    4p: Lo sai che non ho mai avuto il coraggio di vederlo? Però lo immagino…


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