ISOLE

pinnaQuesto blog è sonnacchioso. Volevo pubblicare la foto della pinna di un delfino che abbiamo visto sabato, andando all’isola del Giglio, ma per sbaglio non l’ho salvata. Uff. Al Giglio ricordi di dormite sulla spiaggia, alla fine degli anni ’70, da vera fricchettona. In realtà era una finta, avevo dodici, tredici anni e insieme a mia sorella e a ad altri amici avevamo i genitori in barca, e per noi non c’era posto. Così, quando all’alba i Carabinieri ci hanno svegliato – saremo stati una cinquantina di persone col sacco a pelo – noi abbiamo fatto la figura delle figlie di papà, indicando la barchetta a vela e il gommone ancorati in rada. Poi la notte dopo abbiamo dormito in una spiaggetta più piccola, eravamo solo noi e una coppia con la lei che portava il pareo in un modo fichissimo che ho subito copiato e che certe volte utilizzo ancora.

L’isola è ancora bellissima, a parte la spiaggia ex-fricchettona, ormai invasa da orribili costruzioni.

Ecco la pinna. Lo so, potrebbe essere qualunque cosa, ma vi giuro che è proprio uno dei due delfini che abbiamo incrociato in mezzo al mare.

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12 Responses to “ISOLE”


  1. 1 licenziamentodelpoeta 7 luglio 2009 alle 13:08

    Ma come lo portava, ‘sto pareo? Potevi diffonderti un po’ di più, eh 😉

  2. 2 ziacris 7 luglio 2009 alle 14:00

    Perchè a distanza di tanto tempo gli anni dell’adolescenza sembrano così magici?

  3. 3 widepeak 7 luglio 2009 alle 14:21

    buona vacanza, buoni bagni, buonissimi ricordi…

  4. 4 giorgi 7 luglio 2009 alle 19:07

    Davide, ci provo: si annoda il lato corteo di un pareo (rigorosamente rettangolare, e piuttosto lungo) all’alteza delle scapole (in modo da fasciare il seno), si fa passare il tutto tra le gambe e si recupera l’altro lato corto allacciandolo davanti, sotto all’ombelico. Insomma è una specie di imbracatura. Adesso tutti a fare la prova, e mandatemi le foto ;-))

    Zia Cris, perché eravamo tutto e non eravamo ancora niente. Una meravigliosa dimensione irresponsabilmente seria, romantica, liquida. La magia di quello cha abbiamo irrimediabilmente perduto. (Anche se conservo gelosamente i diari e li rileggo per ricordare).

    Anna, sono già tornata! Era solo un fine settimana, anzi, il Giglio solo poche ore…

  5. 5 cestodiciliegie 7 luglio 2009 alle 21:08

    Ecco la curiosità si fa strada: come è ‘sto pareo? Non ho capito (ma sono un po’ corta) tutti i passagi sopra, sotto, dietro e davani. Visto che ti sei persa la foto della pinna, è quasi doveroso, per non affezionati bloggers, che qualcuno ti scatti una foto con il pareo, così lo copiamo.

  6. 6 giorgi 7 luglio 2009 alle 21:16

    Milva, prima o poi la pinna torna… Io col pareo mutandero anni ’70 non mi mostrerò mai! Però è facile: prendi il pareo (rettangolare e abbastanza lungo), prendilo per i lembi di un lato corto, poggialo sul seno (ce l’abbiamo ancora, no?;-)) e allaccialo dietro. A questo punto prendi l’altro lato corto (che sarà ai tuoi piedi, se abbasanza lungo), lo fai passare sotto “al cavallo” (un tempo si diceva così), lo ritiri sù e leghi i due lembi sulla pancia, avvolgendo i fianchi. Vabbè, troverò una modella. Magari Lula.

  7. 7 SissiToGo 8 luglio 2009 alle 11:14

    ah, sì sì, facile…:S:S:S
    sissi

  8. 8 camden 8 luglio 2009 alle 14:59

    Bello rilassante questo post…a parte le complicate geometrie del pareo…ihihih ;-D

  9. 9 giorgi 9 luglio 2009 alle 19:03

    Sissi, hai fatto la prova?
    Rosie, dai, ce la puoi fare!

  10. 10 cinas 10 luglio 2009 alle 09:22

    la mia adolescenza non mi piace e non mi piacque.
    bella la pinna.

  11. 11 utente anonimo 10 luglio 2009 alle 16:06

    peccato per la foto, cmq qui trovi una bella lista (con video) delle spiagge più belle del giglio, anche quelle meno affollate: http://www.marcopolo.tv/tpl-articolo.asp?idArticolo=44908

  12. 12 giorgi 10 luglio 2009 alle 20:25

    Cinas, a me la tarda adolescenza è piaciuta. E poi a quarantadue anni, con le rughette e le cicatrici di guerra quant’è bella giovinezza!

    Anonimo, la foto l’ho ripescata. Grazie per la segnalazione, ma col gommone abbiamo fatto tutto il giro e di posti belli ne abbiamo trovati tanti. Però mi piacerebbe tornarci per starci un po’.


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