DISASTRI, PREVISIONI E ITALICA FIEREZZA

Allora sì, il disastro immaginato l’altra notte purtroppo capitava esattamente come lo temevo durante quelle lunghe ore insonni, rigirandomi nel letto. Oggi ho saputo di una coppia, parenti di un mio amico, che sono morti sotto le macerie dopo essere riusciti a far uscire i due figli di 6 e 8 anni, un attimo prima che la casa gli crollasse addosso. E la televisione ogni istante ci racconta di queste storie, dei bambini di Onna, di chi ce l’ha fatta e chi ancora manca all’appello. Di piccoli e grandi eroismi, di mani nude e ruspe, di cani che fiutano corpi e di quelli che ululavano al pericolo imminente.

Chiedevo poco fa a mio padre, ex prof di geologia, di questa faccenda del radon, e della polemica sull’evitabilità di quel disastro. Ha convenuto con me che anche senza procedere ad una vera e propria evacuazione, almeno si poteva evitare di tanquillizzare gli abitanti della zona, ma consigliare, come ha fatto Giuliani nei confronti della sua famiglia e degli amici di sua figlia, di non dormire a casa quella notte visto il succedersi e intensificarsi delle scosse. Un bel po’ di vite si sarebbero potute salvare, no?

Non so voi, ma a me non frega niente della fierezza italica, rivendicata da un signore vestito di scuro per spiegare il rifiuto di accettare gli aiuti internazionali. M’importa che la gente sfollata abbia un posto dove dormire, che se qualcuno sta ancora sotto le macerie possa essere tirato fuori, possibilmente ancora in vita, che si faccia presto a ricostruire tutto con criteri antisismici veri e che magari si lasci perdere l’idea del’aumento di cubatura per ville villette.

Sono a casa con un mignolo del piede fratturato, ieri sera in modo stupido ho sbattuto contro un mobile e ho capito che farmi male ai piedi è nel mio karma, visto che è la terza volta che me li fratturo. Stamattina nel pronto soccorso mi vergognavo un po’ di stare lì per una cosa così piccola, ma nonostante l’ospedale fosse pronto da ieri a ricevere feriti dall’Abruzzo non ne è arrivato nessuno.

Niente gesso, un semplice cerottaggio e riposo per un mese.

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6 Responses to “DISASTRI, PREVISIONI E ITALICA FIEREZZA”


  1. 1 widepeak 7 aprile 2009 alle 17:34

    Purtroppo è solo una tragedia questa, per tutte le persone che ci sono dentro. e tutto il resto è nulla. Ma certo che almeno dare delle informazioni su come comportarsi in questi casi avrebbe aiutato e ancora aiuterebbe e spero che comincino a farlo di corsa. Un’amica è in California da 6 mesi e ha già fatto due simulazioni di terremoto, da noi è fantascienza…
    mah.
    mi dispiace per il piede. per me è tipico farmi male in periodi di fatica emotiva, prova a riposare di più se puoi.

  2. 2 giorgi 7 aprile 2009 alle 21:49

    widepeak/miss: eh, ma come stanno dicendo quei geni di Fitto e Castelli a Ballarò l’Italia non è mica la California. E nemmeno il Giappone.
    Noi siamo l’Italia di Berlusconi che dice hai bambini terremotati “andate a dire ai vostri genitori di portarvi al mare, ci sono tanti alberghi che vi aspettano.” Senza chiedersi se quei bambini ce l’hanno ancora, dei genitori.

    Il piede è un ottima scusa per prendermi quel periodo di full immersion nella scrittura tanto agognato 😉

  3. 3 zop 8 aprile 2009 alle 09:21

    povero piede e povera italia…

  4. 4 giorgi 8 aprile 2009 alle 09:48

    Zop, povera Italia, soprattutto, e poveri terremotati!

  5. 5 camden 8 aprile 2009 alle 14:48

    Mi ha colpita così tanto questa vicenda, che non riesco a trattenere le lacrime ad ogni telegiornale. Così oggi ho spento la tv e sono tornata un po’ tra i blog che sto trascurando.
    Oops povero mignolino, ma tu approfittane per riposarti! E scrivi scrivi scrivi!!!!!!!!!!


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