MA COME PARLA?

Si doveva tacere. Questo era stato chiesto: silenzio e rispetto. Invece qualcuno ha cominciato ad urlare, a insultare, approfittando del proprio ruolo per dire e fare indecenze.

Ho provato un disgusto indicibile, e come me credo la maggioranza delle persone civili di questo paese, nel sentire un presidente del consiglio parlare dell’aspetto fisico e del ciclo mestruale di una donna che vegeta da diciassette anni – diciassette – in un letto di ospedale. Parlare delle sue possibilità riproduttive – chissà, pensando che magari una botta di sesso potrebbe fare il miracolo, come accade nel film di Almodóvar “Parla con lei”.

Questo è troppo. E’ troppo insinuare che un padre voglia “togliersi di mezzo una scomodità.” Sottoscrivo come mie le parole di Concita De Gregorio sull’Unità di oggi: “Ma come parla. Di cosa parla. Ecco cosa fa veramente paura, cosa sveglia decine di migliaia di persone: l’assenza di freni inibitori, il delirio di onnipotenza che fa straparlare senza controllo proprio come chi abbia perso definitivamente il senso di realtà, di misura e di rispetto. Un pericolo pubblico, collettivo: guida a folle velocità senza freni, L’Italia è a bordo. Bisogna scendere. Non c’è tempo da perdere.”

Sto cercando di capire in che modo possiamo frenare questo folle e astuto conducente. Prima di sapere che papà Beppino – che sento più che mai come fosse il mio papà, amorevole, coraggioso e protettivo – aveva scritto una lettera chiedendo ai due presidenti, da padre, di andare di persona a vedere le reali condizioni di sua figlia, mi dicevo: ma perché non la fa vedere? Così la smetteranno, finalmente. La dovrà smettere. Poi ho capito, Beppino sperava di non dover arrivare a questo punto, sperava di non dover dare in pasto al tritacarne mediatico l’immagine di una figlia che non sarebbe dovuta arrivare a quel punto di degrado fisico, in stato di incoscienza e inconsapevolezza.

Io non credo che a questo punto un essere senza scrupoli e pietà avrà il coraggio di andare a guardare il volto di quella donna a cui voleva garantire il soccorso, come se l’incidente l’avesse avuto l’altro ieri e non diciassette – diciassette – anni fa.

E quindi non so se questo sarà il modo per frenare la folle corsa dell’uomo al comando di questo sciaguratissimo paese.

Allora lasciamolo un momento da parte, augurandoci che nel frattempo quello stesso paese possa buttarsi in tempo prima dello schianto, e salvarsi.

Ma chi continua in nome della sacralità della vita umana a chiedere che continui l’accanimento, verso una vita che Dio, se ci si crede davvero, avrebbe già preso con sé, sta davvero perdendo il senso della propria fede. E deve capire in quale vicolo cieco questa contraddizione sta portando tutti. Indistintamente.

Non so, davvero, in che modo si possa fermare questa corsa. La cosa migliore da augurarsi è che il Parlamento abbia rispetto di se stesso e di chi dovrebbe rappresentare: e che respinga il disegno di legge eversivo che si vuole approvare per un unico scopo, per interrompere l’applicazione di una sentenza definitiva. E che invece si approvi una legge sul testamento biologico che consideri tra i trattamenti sanitari rifiutabili anche l’alimentazione e l’idratazione artificiali.

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6 Responses to “MA COME PARLA?”


  1. 1 perdix 8 febbraio 2009 alle 20:31

    Sottoscrivo tutto quello che hai scritto Giorgia, in questi giorni tutte queste notizie mi danno una gran tristezza pensando ad Eluana Englaro ed a suo padre ma anche un senso di rabbia per tutto quello che si è creato intorno e per il pericolo reale di questo tentavivo neppure più tanto strisciante di dittatura. Speriamo nel parlamento, speriamo ne profondo senso di giustizia che le persone comuni hanno. Una abbraccio. C.

  2. 2 utente anonimo 9 febbraio 2009 alle 08:27

    Sono davvero preoccupata per questo nostro Paese. E lo sono ancora di più pensando a quanti Italiani, salendo sul pulman, hanno creduto in un conducente completamente ubriaco. Temo che il torpedone cadrà presto in una scarpata.
    E spero che il cuore di Eluana smetta di battere al più presto, rendendo vana quella folle corsa che impegna il nostro Parlamento in un percorso inutile, antidemocratico e anticostituzionale.
    Sono sicura che in quel momento, quando i deliri di onnipotenza dei nostri politici saranno vanificati dalla cessazione di una vita che da diciassette anni è solo biologica, Eluana sarà lasciata definitivamente e per sempre in pace. E nessuno ne parlerà più.
    Milva

  3. 3 ziacris 9 febbraio 2009 alle 17:27

    quando Eluana non ci sarà più, i nostri politici la faranno cadere nel solito dimenticatoio, non ne parleranno più , non fa più notizia e nessuno di loro potrà più riempirsi la bocca con parole vuote. Il caso Welby insegna

  4. 4 misshajim 10 febbraio 2009 alle 12:05

    beh oggi siamo andati più avanti, nell’orrore soprattutto. perché pure davanti alla morte, dolcissima sorella morte come diceva qualcuno che in dio ci credeva davvero, c’è stato chi ha dovuto parlare ancora, e parlare in maniera schifosa. sottoscrivo le tue preoccupazioni e le tue opinioni. sabato ero in ospedale per i soliti controlli settimanali e pure lì, tra persone che pure dovrebbero sapere cosa significa la sofferenza, l’assistenza, il dolore e l’aspettativa della morte, pure lì ho dovuto ascoltare il qualunquismo urlato senza vergogna. per fortuna avevo le cuffie. ma veramente è stato tra i punti più bassi degli ultimi 14 mesi. e ne avevo avuti di bassi assai. da qui speriamo che si possa solo risalire. speriamo

  5. 5 camden 10 febbraio 2009 alle 17:48

    Sottoscrivo anche io e sono sempre più inorridita da questo assurdo baraccone, certe volte mi verrebbe da darmi un pizzicotto per vedere se per caso sto sognando. Purtroppo questo teatrino è vero…:-(

  6. 6 giorgi 10 febbraio 2009 alle 18:06

    Sto cercando delle parole, da ieri.


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