IL SOGNO NON S’E’ AVVERATO, WOW!

Un’intera mattinata di attesa, insieme a Sten, leggendo un libro che ieri mi ha regalato una collega, la stessa che tre anni fa mi aveva suggerito pratiche di autoguarigione che, anche senza evitarmi operazione e chemio, mi avevano fatto un gran bene.

Intanto pensavo alla strana coincidenza di date, oggi è il 9/01/09, il giorno dell’intervento e della prima diagnosi di cancro al seno era il 9/11/99. E mi dicevo “cazzo! Potevo scegliere un’altra data…”

Alla fine toccava a me, e Esse, il radiologo, mi ha detto che avrebbero assistito anche un gruppo di specializzandi.

“Sono un caso interessante, eh?”

“Ma no, può succedere con chiunque, devono imparare…”

Insomma, gli ho rinfrescato la memoria con tutti i precedenti esami, e prima di farmi iniettare da uno specializzando il liquido, ha dato un’ occhiata senza contrasto.

Non si vedeva niente. Continuava a confrontare le vecchie immagini, insistendo sul punto preciso, il IV segmento epatico, e invece niente.

Primo sospiro di sollievo.

“Con il contrasto” spiegava intanto ai giovani dottori, “le lesioni secondarie, le metastasi, se ci sono appaiono alla fine, dopo qualche minuto.”

I minuti sono passati, i soliti trattieni il respiro, respira normalmente, Sten fissava il monitor come fosse anche lui un aspirante radiologo, io guardavo di sguincio, tremando ogni volta che mi sembrava di riconoscere ombre sospette.

“Basta, non c’è niente,” è stato il responso.

“Quindi nemmeno un angioma, proprio niente…” ho detto io. Seguendo i consigli del libro io prima di entrare ho immaginato esattamente questo: il radiologo che dice non c’è niente.

Proprio niente, la Tac può aver rilevato qualcosa che se l’eco non ha confermato non è un fenomeno ripetitivo. Quindi ignoriamo quella Tac.”

Poi mi ha confessato che effettivamente, come avevo immaginato, non mi aveva fatto fare subito l’eco perché eravamo proprio a ridosso del Natale, ma che comunque lui non era affatto preoccupato e avrebbe potuto tranquillamente trascurare quella robetta di pochi millimetri.

“Però dovresti saperlo come sono fatta!” L’ho rimproverato un po’, “ho passato le vacanze a studiarmi tutte le ecografie e le Tac fatte tre anni fa…”

“Hai ragione, è stato un eccesso di zelo. Adesso parla con Zeta e senti anche lui quando vuole che ti ricontrollo con una Tac. Potrei fartela anche tra tre mesi.”

“Sì, parlo con lui, ma spero che mi rimandi a sei mesi, altrimenti non campo più!”

Usciti dall’ospedale io e Sten camminavamo a un metro da terra, siamo andati a mangiarci un’enorme lasagna, buonissima, a Ponte Milvio e poi shopping selvaggio, godurioso, esaltante.

Lunedì andrò da Zeta, visto che tra un mese mi scade pure la legge 104 per i permessi sul lavoro e lui come sempre dovrà scrivere una relazione per la commissione dell’Asl che dovrà “esaminarmi”. Mentre gli raccontavo tutto al telefono ha usato espressioni molto colorite per esprimere la sua soddisfazione. “Lunedì pensiamo con calma alla strategia migliore per i prossimi controlli.” Certo, speravo tanto di poter ritornare al San Giacomo, invece mi tocca mettere piede al Nuovo Regina Margherita e vedere come si sono sitemati là.

Ho ricominciato a respirare, e mi sento rinata.

E grazie ancora per l’affetto e l’energia che tutte e tutti mi avete trasmesso.

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11 Responses to “IL SOGNO NON S’E’ AVVERATO, WOW!”


  1. 1 cestodiciliegie 9 gennaio 2009 alle 20:16

    E’ strano come il bastardo riesca a creare legami forti fra le persone che lo hanno combattuto. Oggi dalle 14 avrò guardato il blog almeno 30 volte. E FB altre 30. In attesa di una notizia, che “sentivo” sarebbe stata positiva, ma fino a quando non se ne ha la certezza le preoccupazioni rimangono. Ed è strano come ogni volta, anche per gli altri, si rivivano le stesse sensazioni. Sì, perchè il bastardo ha la capacità di non farti più vivere la stessa vita. Il dopo è sempre molto diverso: ad ogni controllo la paura, il terrore. E quando poi gli esiti mettono qualche dubbio, e giù di ulteriori controlli. Perchè se hai avuto il cancro un raffreddore viene indagato come un virus Ebola. Ogni volta che entri per un esame, che apri la busta delle analisi, che ti infilano nel tubo o che ti fanno passare sopra l’anello della TAC il terrore si impadronisce di te e rivedi, in un attimo, tutta la tua vita. Ma soprattutto pensi a come farebbero i tuoi cari senza di te.
    Bene, ce l’ho fatta anche stavolta a scivolare nel drammatico. Scusa Giorgia. Oggi deve essere solo un giorno di gioia sublime. E mi sembra di capire che tu abbia festeggiato nel modo giusto, il più liberatorio che io conosca: un sano shopping sfrenato. Ti abbraccio forte forte. Milva

  2. 2 utente anonimo 9 gennaio 2009 alle 21:04

    Un abbraccio fortissimo ed esultante anche da parte mia, ho sciolto gli incroci di ieri… Brava!
    Julia sloggata

  3. 3 ziacris 9 gennaio 2009 alle 23:29

    che sollievo, ho girato e rigirato attorno finchè ho deciso di vedere se avevi scritto qualcosa di più, bene dire che sono contenta è dire poco, sono felice perte, per Sten, per Lula, per noi che tutte le volte tremiamo e poi ci abbracciamo forte forte. E anche questa è andata. Certo che quando senti dire millimetriche ti fai dei viaggi, e cominci a ripetere la stessa litania: “Ma la volta precedente non c’era nulla, come mai questa volta ci sono? E cosa sono? Ma siete sicuri? Ma io ho paura!” Adesso un po’ di ginnastica, di stiramenti per sciogliere le giunture tutte anchilosate

  4. 4 utente anonimo 10 gennaio 2009 alle 09:19

    si giorgetta, che bello! che bello! che bello! anche stavolta un sonoro “X°##°@Zul§” a tutte le paure!
    abbracci tanti
    misshajim

  5. 5 giorgi 10 gennaio 2009 alle 22:39

    Milva, stavolta io ho provato un sentimento di rassegnazione. Poi però, durante le ore precedenti all’ecografia ho capito che dovevo ribellarmi e ho ricominciato a credere che non sarei precipitata di nuovo nell’incubo.
    Grazie ancora a te e a Julia, Zia Cris, Misshajim. Un abbraccio stretto a tutte voi

  6. 6 DNGDLB 11 gennaio 2009 alle 21:02

    Beh, non ci sono stato molto, ultimamente, comunque sappi che sorrido a bocca larga e occhi strizzati!
    Muxu, D. : )))

  7. 7 utente anonimo 12 gennaio 2009 alle 08:24

    Evviva, che sollievo. Ora te lo dico: io ho pregato.
    Anna

  8. 8 e.l.e.n.a. 12 gennaio 2009 alle 09:23

    finalmente ho letto quello che volevo leggere!
    sono contentissima per te 🙂

  9. 9 giorgi 12 gennaio 2009 alle 17:48

    Danilo, lo so, lo so ;-))

    Anna, grazie. Io ho fatto qualcosa di simile, l’importante è che abbia funzionato.

    e.l.e.n.a, grazie cara. Spero di rivederti presto insieme a Malvina

  10. 10 utente anonimo 15 gennaio 2009 alle 08:19

    leggo solo ora-difficile muovicchiar mouse e tasti col gesso-ma felicitazioni e sopra tutto felicità1
    …e non immagino il sapore di quella lasagna1
    😉
    bises
    marco i.


  1. 1 Due millimetri di strizza « Il mio karma Trackback su 6 agosto 2012 alle 01:18

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