IL SAN GIACOMO E LA FINANZA CREATIVA. FINO AL 2037 NESSUNO LO TOCCHI

Venerdì scorso ho potuto vedere la visura catastale dell’ospedale San Giacomo. Dal 2002 la proprietà è della società San. Im. Sul momento mi sembrava di aver scoperto una cosa clamorosa, e cioè che effettivamente l’immobile era già stato venduto. Immediatamente ho messo tutti in agitazione, alimentando il dubbio che la Regione mentisse spudoratamente negando quella che sembrava solo un’insinuazione, oppure che non fosse a conoscenza della situazione immobiliare dell’edificio che stava sfrattando (anche perché l’operazione, vista la data, era stata compiuta sotto la giunta Storace). La seconda ipotesi mi sembrava francamente assurda. Possibile che solo io (e un dipendente del San Giacomo) avessimo avuto l’idea di dare una controllata al catasto?

Cercando notizie sulla San.Im mi sono imbattuta in questo libro, ma presa dal furor e dalla totale ignoranza in materia economico-finanziaria ancora non avevo realizzato che la società in questione fosse della Regione Lazio, e che era stata costituita per le operazioni di cartolarizzazione frutto della fantasia di Tremonti… Insomma, anche se la società è al 99% della Regione, il consigliere PD Alessio D’Amato, ha deciso comunque di andare a fondo nella questione, e così ha scoperto che, proprio in virtù di questa operazione finanziaria il San Giacomo fino al 2037 non può essere venduto né può essere cambiata la sua destinazione d’uso e che le polizze assicurative stipulate per garantire la liquidità erano state stipulate, udite udite, con la Lehman Brothers. Tutto è spiegato su Repubblica di oggi,  D’Amato ha preparato una bella interrogazione urgente a Marrazzo e all’assessore al Bilancio Nieri che potete leggere e scaricare dal suo sito. Aspettiamo trepidanti la risposta. 

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5 Responses to “IL SAN GIACOMO E LA FINANZA CREATIVA. FINO AL 2037 NESSUNO LO TOCCHI”


  1. 1 cestodiciliegie 20 ottobre 2008 alle 18:22

    EVVIVA!!!!!!!!!
    Brava Giorgia, bravi tutti quelli che si sono impegnati. Avete dato uno schiaffo, non solo morale, a chi considerava il San Giacomo alcuni numeri su un pezzo di carta.
    P.S. Ora ci si gode questo successo, ma stiamo all’erta. Non vorrei che qualcuno si inventasse una legge ad hoc. S
    appiamo bene quanto i politici siano bravi in questo mestiere!

  2. 2 ziacris 21 ottobre 2008 alle 14:02

    queste sono soddisfazioni

  3. 3 e.l.e.n.a. 21 ottobre 2008 alle 14:18

    io incrocio le dita perché tutto vada come deve andare. e come è giusto che sia.
    un brava a te e a chi, come te, non ha mollato mai.

  4. 4 camden 21 ottobre 2008 alle 15:04

    Che bella notizia, ma questa storia del San Giacomo e dei colpi di scena continui sta diventando avvincente come un romanzo. Speriamo che il finale sia positivo…

  5. 5 giorgi 21 ottobre 2008 alle 17:01

    Milvia/Cesto, ancora non la consideriamo una vittoria, visto che Herr Presidenten adesso dice che vuole farne un ospizio… Però gli abbiamo messo i bastoni tra le ruote, altrimenti la scappatoia la trovavano.

    Zia Cris, eccome!

    e.l.e.n.a., sai com’è, ho la capoccia dura. Però anch’io tengo costantemente le dita incrociate

    Rosie, hai visto che roba? Ogni giorno ce n’è una…


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